E’ divorzio ufficiale tra Pd e Idv

Alessandro Biancardi

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 E’ divorzio ufficiale tra Pd e Idv
LA GIORNATA POLITICA.ABRUZZO. E’ ufficiale la rottura tra Idv e Pd. A chiarirlo è stato oggi il segretario del partito Luciano D’Alfonso. * TUTTI CONTRO DI PIETRO «ESISTE SOLO PERCHÉ ODIA BERLUSCONI»
Ieri il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, ha ribadito che la candidatura del suo partito per la presidenza della Regione e' quella di Carlo Costantini, ed ha sottolineato che non c'e' possibilita' di negoziarla.
Oggi il segretario regionale del Pd, Luciano D'Alfonso, ha chiarito di non accettare diktat e ha detto «no a coloro che sono indisponibili a discutere».
«Noi - ha sottolineato D'Alfonso - diciamo che vogliamo discutere con la coalizione, l'Idv risponde che vuole prima il sì al suo candidato. Io non so se questo accade in Molise, in Abruzzo no».
Si sappia, dunque, che questa «rottura e' stata generata dall'Idv» ha detto.
Il segretario del Pd ha accusato poi il partito di Di Pietro di portare avanti un'iniziativa «progettata per non unire, carica di egoismo, con l'unico intento di tentare di fare qualche voto in piu' all'appuntamento elettorale. E questo - ha aggiunto D'Alfonso - mi sconcerta. Sembra quasi che ci sia un progetto teso ad impedire la coalizione».
L'atteggiamento dell'Idv in questo percorso per le elezioni anticipate e' stato, per il segretario
regionale del Pd, «irresponsabile, egoista e qualunquista. A noi non interessa alimentare questi sentimenti cosi' come non ci interessano le candidature di bandiera».
D'Alfonso ha poi spiegato che il Pd sta lavorando per una «coalizione nuova, ampia, capace di vincere e cominciare a governare il giorno dopo le elezioni e il candidato alla presidenza deve avere la capacità, tra l'altro, di unire la coalizione».
Il lavoro di preparazione all'appuntamento elettorale è proseguito oggi, con un incontro dei partiti di centrosinistra, alle 18.30.
«Si sta cercando 'intensamente' - ha detto D'Alfonso - di coinvolgere l'Udc e fare in modo che le forze che si oppongono a Berlusconi si possano ritrovare anche per delle iniziative di buongoverno
locale».

07/10/2008 18.42

OGGI L'ULTIMO TENTATIVO: SPERARE NELLA GRANDE COALIZIONE CON UDC E IDV

ABRUZZO. Il Pd vuole la grande coalizione. «Solo così non daremo la vittoria a Berlusconi».
Udc e Idv accetteranno gli accordi? Il Pd mette le mani avanti:
«nessun diktat da Di Pietro»
Si sono incontrate le delegazioni del coordinamento nazionale e del coordinamento regionale del Pd Abruzzo per valutare la situazione politica in vista delle elezioni regionali abruzzesi del prossimo 30 novembre. A pochi giorni dalle primarie la partita è ancora tutta aperta sia sul fronte dei candidati che su quello delle alleanze.
«Il Pd è convinto che ci siano ancora le condizioni per la vittoria delle forze democratiche», si legge in una nota del partito, «ed e'
fortemente preoccupato e sconcertato delle prese di posizione del senatore Di Pietro».
Nonostante questo, sempre dal Pd arriva l'ultimatum all'ex ministro: «ci dica con chiarezza con chi sta», ha detto il responsabile dell'area organizzazione Beppe Fioroni.
Il leader dell'Italia dei Valori «chiarisca se vuole privilegiare l'interesse di parte, e in tempi di guerra in questo caso si parla di connivenza con il nemico, oppure se vuole privilegiare l'interesse generale per non consegnare l'Abruzzo al centro-destra».
A quanto si apprende, per il Pd la partita sia con l'Udc sia con l'IdV non e' del tutto chiusa e a livello locale si tentano ancora le mediazioni.
«Nessun diktat», però avverte Fioroni, «Di Pietro la smetta di fare il Cardinal Purezza, che prima dice 'mai con l'Udc', poi pretende il suo candidato e così fa solo un favore a Berlusconi».

07/10/2008 14.43

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TUTTI CONTRO DI PIETRO «ESISTE SOLO PERCHÉ ODIA BERLUSCONI»

PESCARA. Nel giorno del suo ritorno a Pescara per la campagna elettorale Antonio Di Pietro ha lanciato bordate a destra (Udc e Pdl) e Sinistra (Pd).
Tutti hanno replicato: al centro delle accuse reciproche ancora le future alleanza e il futuro incerto dell'Udc e «l'odio» di Di Pietro verso Berlusconi. Cesa: «da Di Pietro non accettiamo critiche». Pd: «irriguardoso».
«La differenza tra noi e Di Pietro e' che noi esistiamo con le nostre idee indipendentemente dal nostro avversario politico. Di Pietro esiste solo perchè accecato dall'odio verso il suo nemico, Silvio Berlusconi».
Non si risparmia il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, per replicare alle parole del leader Idv che ha chiesto al partito di Casini di far capire da che parte vogliono stare alle prossime elezioni, paragonando l'Unione di Centro ad una donna dai facili costumi.
Sempre in tema di alleanza Cesa ha accusato Di Pietro di essere entrato in Parlamento grazie al patto stretto con il Partito Democratico, per poi «andare per conto suo».
Si inserisce nella polemica anche il senatore Pdl Gateano
Quagliariello
: in Abruzzo per individuare il futuro candidato governatore, ha assicurato che non c'è nessun affanno per l'intesa con l'Udc.
«Ho un altro stile politico rispetto ad Antonio Di Pietro», ha detto ieri pomeriggio, nel corso di un incontro con la stampa nella sede di Forza Italia a Piazza Salotto, «e un altro rispetto degli avversari e degli amici. Se ci sono degli elementi di accordo ne prenderemo atto.
E' necessario che ci siano elementi di trasparenza e rinnovamento nelle alleanze. Non c'e' alcuna corsa - ha assicurato - e così e'
stato dal primo momento».




Sui nomi dei candidati presidenti, il senatore ha sottolineato che restano quelli già indicati: per Forza Italia Filippo Piccone e Giuseppe Tagliente; per An, Fabrizio Di Stefano; Gianni Chiodi. Poi ha aggiunto che c'é anche «la disponibilità» di Maurizio Scelli, da mettere in campo se gli altri dovessero essere scartati.
In settimana la questione verrà trasferita sul tavolo nazionale, «con molta serenità» e si arriverà alla scelta definitiva, «senza contrasti» e con «l'adesione preventiva di tutti i candidati presidenti a far parte della futura squadra».
E nella bagarre ci entra anche Mario Amicone, consigliere regionale dell'Udc passato da pochi giorni al Pdl. Lui non se la prende con l'ex pm di Mani Pulite, ma con i suoi «ex amici» che avrebbero fatto circolare voci, «secondo le quali l'Udc avrebbe posto condizioni sulla mia candidatura mi lasciano sgomento solo a pensare a quale misero livello si è arrivati».
Il partito, dopo il cambio di casacca aveva polemicamente dichiarato di non avvertire l'assenza del consigliere: «oggi il mio nome condiziona la scelta politica alla mia eventuale candidatura?».
«La pretesa», continua Amicone, «oltre ad essere infondata appare del tutto pretestuosa perchè credo che l'Udc sia consapevole di non trovarsi nelle condizioni di poter imporre veti di nessun genere al Pdl e testimonia anche l'imbarazzo di una scelta da fare nella totale divergenza tra la volontà della base e quella del vertice del Partito».
Contro Di Pietro, invece, c'è anche Camillo D'Alessandro, vice segretario regionale del Pd: «la visita dell'onorevole non ha aggiunto nulla di nuovo, anzi ci sembra abbia confermato qualche ulteriore problema. L'idea che la ricetta dell'Italia dei Valori sia un dogma che per definizione è il migliore, è quantomeno irriguardosa», sostiene D'Alessandro, «non solo per il Pd ma per tutto il resto della coalizione che aspetta come il Pd di potersi confrontare con le idee dell'Idv e non con la web cam. Ci auguriamo che le prossime ore possano servire a finalmente impostare un tavolo di lavoro crescente, nell'interesse dell'Abruzzo e degli Abruzzesi a cui tutti quanti guardiamo».


07/10/2008 9.41