Dell'Elce (Pdl): «vogliamo un presidente fuoriclasse che piaccia a Berlusconi»

Alessandro Biancardi

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Dell'Elce (Pdl): «vogliamo un presidente fuoriclasse che piaccia a Berlusconi»
ABRUZZO. Sta per scadere il tempo. Il Pdl tra qualche giorno renderà pubblico il nome del candidato presidente. Dell'Elce (nella foto): «adesso pensiamo anche al programma». * PD, IL MONITO DI CASTRICONE: «SOBRIETA' E RISPETTO» * SINISTRA DEMOCRATICA: «RIUNIAMO TUTTO IL CENTROSINISTRA»
Cinque nomi in lista e una certezza: il candidato presidente sarà abruzzese ma dovrà avere il benestare del presidente Berlusconi.
Inutile accapigliarsi quindi, l'ultima parola spetta ai palazzi romani che tuttavia avrebbero deciso (salvo sorprese dell'ultima ora) di scegliere la carta vincente nel mazzo di carte locale.
I candidati a rappresentare il Pdl «sono tutti adeguati, con grande professionalità», ha commentato il deputato Giovanni Dell'Elce, «dotati di competenze amministrative e con l'entusiasmo necessario a risollevare le sorti della Regione Abruzzo. La scelta, tuttavia, avverrà con il consenso della presidenza nazionale del partito».
«I nomi sono tutti validi», ha aggiunto Dell'Elce. Ma alla fine chi sarà il prescelto? Gianni Chiodi, Filippo Piccone, Maurizio Scelli, Fabrizio di Stefano o Stefano Tagliente? «Ormai non si tratta più di giocare al totocandidato: chiunque sarà chiamato a ricoprire l'incarico – ha sottolineato il deputato - sarà un fuoriclasse.
Fondamentale sarà la composizione della squadra di governo: per questo il Pdl punta su persone credibili che abbiano voglia di risollevare le sorti dell'Abruzzo».
Tra i punti oltre all'improrogabile risanamento della Sanità pubblica, nei primi cento giorni di governo «occorrerà mettere mano alla riorganizzazione degli strumenti operativi e all'amministrazione della regione».
Si pensa inoltre al settore trasporti: «occorre predisporre un atto legislativo che consenta di unificare tutto il settore dei trasporti su gomme e su ferro controllati e finanziati dalla regione in un unico soggetto facente parte a sua volta di uno strumento di coordinamento che lo leghi alla gestione dei porti e dell'aeroporto».
Sempre con atti di legge, ha annunciato Dell'Elce, «andranno soppresse tutte le agenzie e le società di derivazione pubblica con l'unica eccezione di quelle per l'ambiente e lo sviluppo agricolo. Le competenze delle agenzie , società ed enti soppressi, andrebbero ricondotte all'amministrazione regionale».
Poi un esempio, quello dell'Arssa, l'agenzia regionale per i servizi di sviluppo agricolo: «occorrerà ricondurla alle esclusive attività istituzionali». E per la Fira? «andrà soppressa».
Si pensa poi ad un'unica agenzia regionale «che si occupi di promozione, internazionalizzazione delle imprese e del sostegno all'innovazione».

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PD, IL MONITO DI CASTRICONE: «SOBRIETA' E RISPETTO»

ABRUZZO. Il Partito Democratico si sta preparando alle primarie. La frase in codice è una: «affrontiamole con sobrietà e rispetto». Ma ci sono le prime incomprensioni… Il Partito Democratico ha scelto di coinvolgere i cittadini nella scelta dei candidati al Consiglio regionale sulla base di «regole certe e del codice etico».
Le candidature per i consiglieri regionali dovranno arrivare entro il 1° ottobre. Entro il 3 ottobre la lista sarà approvata dall'assemblea provinciale. Il 6 altra scadenza, quella della presentazione delle candidature per gli aspiranti presidenti. Il 12 si vota.
«Nessuno, dentro e fuori il Pd, si può sentire autorizzato a indicare quali siano le candidature giuste per il nostro partito al solo scopo di conquistarsi una ribalta», ha detto Antonio Castricone, segretario provinciale del Partito Democratico di Pescara, rispondendo alle dichiarazioni rilasciate da Antonello De Vico.
«Non è corretto da parte di un dirigente come De Vico», ha puntualizzato il segretario provinciale, «che in ogni occasione ricorda di essere componente dell'Assemblea nazionale del Partito Democratico, non voler rispettare delle regole che il partito si è dato e che lui ha avuto occasione di discutere e di votare».
Insomma, nomi non se ne devono fare. Non bisogna spingere questo o quel candidato perché, stando alle regole che il partito si è dato da solo, i cittadini devono riuscire a scegliere in tranquillità l'uomo giusto.
«Oggi, se abbiamo intrapreso la strada delle primarie», ha ribadito Castricone, «dobbiamo lasciare a chi vota la libertà di scegliere i propri candidati. Un partito ha il dovere di far rispettare le regole, se ciò non dovesse avvenire verrebbero meno i principi alla base della convivenza in una comunità politica. L'invito che faccio a tutti è quello di affrontare questo momento con sobrietà e rispetto per il partito».


CRITICHE A CASTRICONE: «SIAMO IN DEMOCRAZIA»

«Respingiamo con fermezza il monito o la raccomandazione del segretario provinciale del PD Castricone», dicono Fabio Savini, presidente della comunità montava Vestina e Francesco Palombo, già sindaco di Roccamorice. «Tradotto nella situazione abruzzese, Castricone vorrebbe vietare che si renda pubblico il dibattito che esiste ed è apertissimo nel partito sulle candidature e su un certo modo di intendere la politica», dicono i due. «Di fronte alla attuale emergenza morale, Castricone non può continuare a difendere l'indifendibile arrivando addirittura a censurare la prima regola del vivere civile che è la libertà di opinione».
«Esiste una questione morale anche nel nostro partito», continuano Savini e Palombo.
«Riconoscerlo significa prendere gli opportuni provvedimenti, anche contrastando candidature di persone sottoposte a procedimenti».

RC «TAGLIO INDENNITÀ PRIMA DELLE ELEZIONI»

Nei giorni scorsi il segretario regionale del Pd Luciano D'Alfonso aveva proposto di tagliare le indennità dei consiglieri regionali.
Perché non farlo subito?, si domanda qualcuno. Senza contare poi, che ormai da molti mesi Pio Rapagnà sta portando avanti (tra non poche
difficoltà) una proposta referendaria per abbattere i costi inutili della politica.
«Il centrosinistra conta ancora su una solida maggioranza in Consiglio regionale e può legiferare in materia già nella prossima seduta. Dovrebbe essere sufficiente un emendamento per dare un taglio netto a indennità, gettoni e vitalizi».
La puntualizzazione arriva da Maurizio Acerbo, della direzione nazionale di Rifondazione Comunista, che giudica positiva la proposta del segretario regionale Pd, Luciano D'Alfonso, di intervenire sui costi della politica, in particolare sulle retribuzioni eccessive dei consiglieri regionali.
«Soltanto la fine prematura della legislatura - scrive in una nota Acerbo - costerà ai contribuenti più di 20 milioni di euro per liquidare gli uscenti. Ritengo che un forte segnale di autoriforma della politica sia necessario per restituire credibilità alle istituzioni, in un momento di così forte sofferenza sociale e crisi economica».
«Nella scorsa legislatura - ricorda - presentai un disegno di legge che prevedeva di dimezzare le indennità dei parlamentari, scontrandomi con l'ostracismo e l'avversione di quasi tutte le forze politiche (compresa la Lega)».
Per il provvedimento che riguarda i consiglieri regionali, fa notare Acerbo, «sono necessarie poche righe, non capisco perché vada rinviato a dopo le elezioni. Se non lo si fa ora, dubito che lo faranno i consiglieri neo-eletti».

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SINISTRA DEMOCRATICA: «RIUNIAMO TUTTO IL CENTROSINISTRA»

La Sinistra Democratica ha chiesto alle altre forze del centrosinistra un incontro «urgente» per definire l'alleanza, il programma e il candidato presidente.
Perché per loro l'esigenza primaria è una: correre insieme per vincere.
«Riteniamo che l'unità del centrosinistra», dice apertamente il coordinatore Sd Abruzzo Gianni Melilla, «sia la condizione necessaria per poter affrontare una difficile campagna elettorale segnata dalla questione giudiziaria che ha travolto la Regione accomunando le due ultime Giunte di centrodestra e centrosinistra». Melilla e i suoi sono «per l'unità» e assicurano che «non ci pieghiamo a logiche identitarie e di contrapposizione».
Per realizzare l'unità del centrosinistra «occorre mettere la questione morale al centro del programma e delle candidature, che non devono prevedere persone sottoposte a procedimenti giudiziari».
Melilla ricorda inoltre che per loro «la proposta a presidente dell'onorevole Carlo Costantini va bene. Se ci sono altre proposte discutiamone e scegliamo senza pregiudiziali di partito».
Per il programma da svolgere, invece, il partito sottolinea i cinque punti cardine: «il riordino della Sanità, lavoro e crescita economica, ambiente e risanamento del territorio, riforma della Regione con l'uscita da funzioni di gestione e la scelta dell'alta legislazione e drastica diminuzione delle spese della politica abolendo decine di enti e società per azioni».


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