I cittadini di Pdn non voteranno candidati indagati

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3139

VERSO LE ELEZIONI. ABRUZZO. Il sondaggio lanciato qualche giorno fa da PrimaDaNoi.it ha ottenuto un risultato schiacciante. I "cittadini" di Pdn alle prossime elezioni voteranno candidati "puliti" senza impicci di nessun genere con la giustizia. * LA DESTRA SCEGLIE BONTEMPO E GUARDA AL PDL * ALLEANZA FEDERALISTA, ARRIVATA ANCHE LA LEGA
L'82% dei lettori vuole un rappresentante non indagato, né rinviato a giudizio, né condannato.
Il 9% non avrà problemi a votare per un indagato, il 3% chiuderà un occhio anche davanti ad un rinviato a giudizio.
Un altro 3% non consulterà il curriculum giudiziario del proprio uomo di riferimento mentre il 2% potrebbe scegliere di dare il proprio voto anche ad un condannato.
Il sondaggio proposto dal nostro quotidiano ovviamente non ha valore statistico anche perché non basato su un campione elaborato scientificamente. Ma il risultato non appare poi così diverso da quello che si evince dalle discussioni quotidiane per la strada…
«In un paese normale», ha scritto Mancio nei commenti, «si potrebbe anche credere ad un politico, riflettendo sul suo operato e votarlo seppur indagato».
«Esiste un politico non indagato, né rinviato a giudizio, né condannato?», si domanda M4nuele.
«Siamo un paese garantista», scrive Apo, «nel quale vige, ed è giusto che sia così, la presunta innocenza, fino al terzo grado di giudizio. Ora, sono d'accordo a dire che se c'è una condanna, già in primo grado per cose serie, allora, non è proprio il caso che uno si candidi a ricoprire incarichi pubblici. Ma tirare fuori gli indagati significa tornare al maccartismo e al tempo delle streghe».

NUOVO SONDAGGIO

Intanto il mondo politico continua i suoi studi per scegliere gli uomini da candidare.
Il Partito Democratico ha indetto le primarie per il prossimo 12 ottobre e la lista dei nomi è quindi ancora tutta aperta.
Più vicino al candidato governatore definitivo, invece, è il Pdl.
In questi giorni Gaetano Quagliariello, vicepresidente dei senatori del Popolo delle Libertà è in Abruzzo per prendere l'ardua decisione.
La lista dei papabili ormai si è ristretta a cinque nomi.
C'è l'ex sindaco di Teramo Gianni Chiodi, (Fi) 47 anni, in un primo momento tra i più accreditati. E' spinto e ben voluto dall'area di Forza Italia del teramano (primo supporter il senatore Paolo Tancredi. Amministratore giudicato capace da molti anche se potrebbe non essere opportuna al momento la sua candidatura.
Altro nome Maurizio Scelli (Fi) deputato dalla scorsa primavera è stato anche al vertice della Croce Rossa. 47 anni, nato a Sulmona si ricorderà come mediatore nella trattativa per liberare le due operatrici umanitarie Simona Pari e Simona Torretta. Proprio in qualità di ex commissario straordinario della Croce rossa italiana, Scelli è indagato in una inchiesta della Procura militare di Roma e dalla Corte dei Conti di aver dirottato verso altre destinazioni 17 milioni di euro destinati alla missione "Antica Babilonia" a Nassiriya.
Terzo nome in gara quello di
Fabrizio Di Stefano
(unico rappresentante di An), senatore anche lui dallo scorso aprile al momento sembra quello meno accreditato. 43 anni, nato a Casoli ma da una vita vive a Tollo. Di professione farmacista è secondo una recente statistica il politico più ricco della regione.
Quarto nome quello di un altro senatore: Filippo Piccone (Fi), ex sindaco di Celano. 47 anni, imprenditore di professione ha abbandonato il Comune proprio per proporre la sua candidatura. Voluto soprattutto dall'area dell'entroterra che tifa per un rappresentante dell'aquilano in regione. Infine c'è
Giuseppe Tagliente di Forza Italia ma ben visto anche da An. 55 anni, nato a Vasto, avvocato e giornalista ha dalla sua parte due punti a favore: lunga esperienza nella pubblica amministrazione conosce bene i dirigenti regionali, aspetto da non sottovalutare. Il secondo vantaggio sarebbe proprio il rapporto personale con la famiglia Fini che lo renderebbe il candidato ideale anche per Alleanza Nazionale.

Tra questi 5 qual è il candidato ideale secondo i lettori-elettori?
Lo stesso sondaggio verrà aperto quando la rosa dei candidati del Pd sarà ristretta.


27/09/2008 14.53

[pagebreak]

LA DESTRA SCEGLIE BONTEMPO E GUARDA AL PDL

PESCARA. Quella di oggi è stata solo una ufficializzazione formale perché La Destra già da tempo aveva promosso Teodoro Bontempo candidato ideale alla presidenza della Regione.
Stamattina per l'investitura è arrivato anche Francesco Storace che ha creato un po' di suspance annunciando che il candidato darà una risposta entro una settimana.
Ma sembra che il tempo preso non sia tanto per vedere se Bontempo dice sì ma per vedere se il Pdl potrebbe essere interessato a correre tutti insieme.
«E' un abruzzese libero», ha detto il leader del partito riferendosi al front man scelto per l'occasione, «è pulito e può fare onore a questa terra».
Storace ha anche detto che «non dice aprioristicamente no ad altri», ma vuole «discutere» e anche sapere il perchè di un eventuale no a Bontempo.

«Non vorrei - ha aggiunto il segretario de La Destra – che il Pdl stia giocando una partita spregiudicata e cioè stia aspettando di vedere che fa la sinistra e poi chiamerà La Destra. Se lo tolgano dalla testa. Se dobbiamo stare in questa partita - ha aggiunto - ci chiamino subito. Non possiamo pensare di fare la ruota di scorta o aspettare che Di Pietro faccia l'accordo con il Pd».
La Destra sta già elaborando delle proposte, ad esempio, «sulla sanità pubblica, che deve essere centrale, sul mutuo sociale per la casa, sull'acqua come bene pubblico».
Si pensa anche alla «eliminazione dei consigli di amministrazione negli enti controllati dalla Regione, lasciando solo i direttori generali e alla eliminazione del listino, nella legge elettorale del futuro».
Riferendosi alla bufera giudiziaria che c'e' stata in Abruzzo, Storace ha sottolineato che in questa regione «c'e' bisogno di rigenerazione della politica».

27/09/2008 15.19

[pagebreak]

ALLEANZA FEDERALISTA, ARRIVATA ANCHE LA LEGA

PESCARA. «L'Abruzzo ha bisogno di un vento nuovo». Se n'è accorto anche l'onorevole Giacomo Chiappori della Lega, sbarcato questa mattina a Pescara per presentare la nuova lista da presentare alle prossime regionali che altro non è che l'emanazione del partito del carroccio nel centro-sud Italia.
Obiettivi precisi e certi: «questa lista ha voglia di 'spazzare via' i politici corrotti e quelli che tenteranno di riciclarsi. Il nostro simbolo, il nostro movimento vuole restituire sicurezza agli abruzzesi. Alleanza Federalista ha pronti i suoi 'pugili' da mandare sul ring, possiamo andare soli, ma siamo anche pronti a lavorare con il Popolo della Libertà in condizioni di parità».
A supportare Chiappori anche altri esponenti del partito, tra cui Enrico Pau, coordinatore delle segreterie regionali, l'ingegner Leopoldo Rossini, Salvatore Tarantini, Sabatino Casini, Enrico Verrini e il coordinatore degli enti locali Giuseppe Schirizi.
«Alleanza Federalista e' un movimento politico nuovo - ha spiegato l'onorevole Giacomo Chiappori - che ha tutte le carte in regola per cambiare la situazione politica in Abruzzo, di recente balzata sulle prime pagine della stampa italiana ed estera a causa del cattivo governo dell'ex presidente della Regione».
Il fine da perseguire è ambizioso: «dobbiamo cambiare la sorte dell'Abruzzo dando valore a quelle che sono le sue caratteristiche principali, ossia il turismo e l'agricoltura e cercando di risanare il buco nero della sanità attraverso un programma mirato».
«Con noi - ha concluso - non ci saranno più ruberie, la spesa sanitaria verrà razionalizzata: non e' possibile che, com'e' accaduto sino a oggi, l'85 per cento di un bilancio regionale vada a finire nella voragine della sanità, dobbiamo ridurre quella che oggi e'
un'idrovora».

27/09/2008 15.30