Marrucino, il papocchio dei debiti arriva in consiglio

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2898

Marrucino, il papocchio dei debiti arriva in consiglio
CHIETI. Sono 4,5milioni i debiti e un milione di crediti per il Teatro Marrucino: quindi un saldo (debitorio) di 3 milioni e mezzo, che il Comune si dovrebbe accollare. Arriva al capolinea la tormentata storia della contabilità del Teatro di Chieti?
Macché: «queste cifre sono numeri in libertà, senza valore alcuno» attacca l'opposizione compatta in conferenza stampa.
C'erano Umberto Di Primo, Mario Colantonio e Marco D'Ingiullo per AN, Enrico Rispoli ed Emilia De Matteo per F.I., Emanuele Buracchio e Ivo D'Agostino per l'Udc.
Il problema nasce dal tipo di ricognizione dei debiti presentato da Marco D'Orazio, il commercialista incaricato di far piena luce sulla voragine di cui si parla da anni.
«Il suo è un piano di rilevazione dei debiti e dei crediti - spiegano Di Primio e gli altri – non è un accertamento ufficiale. Cioè lui dice che in base a quello che ha avuto, in meno di due mesi non è riuscito a fare di più».
In effetti nella presentazione di questo Piano, si dice chiaramente che il lavoro è risultato complesso perché, ad esempio, non c'è stato un formale passaggio di consegne tra la vecchia gestione di centrodestra e la nuova, non si è trovata sempre la documentazione contabile o questa era incompleta e soprattutto «la maggior parte delle spese non è stata corretta sotto il profilo giuscontabile. Non solo – continua il dott. D'Orazio – Molti impegni sono stati assunti in modo indeterminato, ideterminabile e generico senza alcun riferimento ad importo, creditore e oggetto della prestazione».
«E allora di che parliamo? - ha detto Umberto Di Primio ed hanno ripetuto in coro le opposizioni - Manca tutto il possibile contenzioso, mancano gli interessi bancari e tantissime altre voci: che fa, paghiamo a piè di lista?».
Marco D'Ingiullo: «E' un'operazione sbagliata accollare questi altri debiti alle esauste casse comunali», Emilia De Matteo: «Mancano tutti i documenti per i contributi ministeriali, che così decadono come quelli provinciali e regionali», Emanuele Buracchio: «Tre anni di atti e misfatti, di balletti di responsabilità e di incapacità gestionale», Enrico Rispoli: «E' come la Perdonanza all'Aquila, quella finita sotto processo. Vediamo una contabilità aleatoria, un Comune che non è un buon gestore». Di qui le perplessità a votare la delibera con cui il Comune si accolla 3 milioni e mezzo di debito, anche per i possibili riscontri di responsabilità patrimoniale personale, vista l'iniziativa dei Revisori dei conti di informare di tutto la Corte dei Conti.

Sebastiano Calella 22/09/2008 15.41