Pd: «adesso si cambia». E si apre (forse) all'Udc

Alessandro Biancardi

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Pd: «adesso si cambia». E si apre (forse) all'Udc
ABRUZZO. L'assemblea regionale del Partito Democratico d'Abruzzo riconosce di trovarsi di fronte «ad una delle più gravi crisi istituzionali e politiche vissute dalla regione Abruzzo nella sua storia».
In una nota approvato all'unanimità dall'assemblea Regionale si sottolineano «lo sconcerto e l'amarezza degli elettori», il «disorientamento della società abruzzese», ma anche «delle sue grandi potenzialità».
Sul passato recente che ha portato alla crisi, il partito ritiene di fare una «seria ed approfondita riflessione critica»: la crisi è «dell'intero sistema politico abruzzese, di più riguarda l'insieme delle classi dirigenti della nostra regione, che non hanno saputo finora assicurare quella nuova fase dello sviluppo che, terminata la transizione cominciata negli anni novanta, rendesse fino in fondo l'Abruzzo regione competitiva, dinamica, europea».
La sfida per il PD d'Abruzzo è quella di mettere in campo «proposte convincenti per costruire l'Abruzzo del futuro», con una classe dirigente «all'altezza della sfida, con prerequisiti di moralità, ma anche di competenze, esperienza e passione civile», Il Partito Democratico d'Abruzzo ha così deciso di «costruire una nuova alleanza politica» che individui «obiettivi verificabili, in cui dovranno essere aggrediti alcuni nodi fondamentali: innovare e riformare radicalmente, sulla base di una chiara e netta discontinuità con il passato, il sistema sanitario regionale nell'organizzazione, nell'efficienza, nella trasparenza».
Il PD è disponibile a valutare tutte le candidature che possono «fare sintesi e a mettere a disposizione i suoi uomini e donne migliori» e non esclude di aprire all'Udc «che oggi è in una collocazione autonoma, all'opposizione del governo Berlusconi».

16/09/2008 15.30