A Montesilvano una via per Almirante, Sospiri e Quattrocchi

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. Il presidente del Consiglio comunale Valter Cozzi entra in merito alle polemiche apparse sui giornale su alcune scelte di intitolare vie o piazze effettuate dal sindaco Pasquale Cordoma.

«Le strade o le piazze pubbliche», afferma il presidente Cozzi, « possono essere intitolate a persone che siano decedute da almeno dieci anni. Tale termine può essere modificato dal Prefetto su richiesta del sindaco e della Giunta Comunale che alla fine dovranno avere sempre il nullaosta dalla Prefettura».
Il sindaco Pasquale Cordoma ha deciso già da qualche mese di ricordare intitolando vie non solo personaggi politici come Giorgio Almirante fondatore del Movimento Sociale Italiano, Nino Sospiri, ex vice ministro che «al di là della sua appartenenza politica», ha detto Cozzi, «ha dato tanto all'Abruzzo intero. Ha pensato anche alla giornalista e scrittrice Oriana Fallaci, Paolo Antonilli, ex giornalista locale, ai tre giudici scomparsi: Falcone, Borsellino e Livatino, al commissario Luigi Calabresi, ai Caduti di Nassirya e a Fabrizio Quattrocchi rapito a Bagdad e ucciso barbaramente il 13 aprile del 2004, ma anche a due suoi cittadini che, nel corso della loro vita, si sono particolarmente distinti nel mondo politico, sociale, religioso, culturale ed economico locale, intitolando loro due strade del territorio comunale».
Si tratta di Domenico De Donatis, ex consigliere e sindaco negli anni Sessanta e del consigliere comunale del Pci per quindici anni Francesco Iezzi.
Tutti possono segnalare al sindaco l'intitolazione di vie, piazze o palazzi a persone decedute che si sono distinte nella loro vita. Ha suscitato scalpore la volontà del Sindaco Cordoma di intitolare una strada ad Almirante. «È fuorviante seguire schemi da prima repubblica. Ricordo che in questa città», conclude il presidente Cozzi, «la precedente amministrazione aveva intitolato giustamente una via ad Enrico Berlinguer, così come una via a Palmiro Togliatti e a Giuseppe Saragat e nessuno aveva gridato allo scandalo. Occorre superare questi schemi, per questo credo sia giusto intitolare delle strada a chi abbia contribuito a risollevare nel dopoguerra le sorti del nostro Paese e a chi in fasi difficili della nostra vita politica si sia distinto soprattutto per le sue doti umanitarie».
10/09/2008 15.12