Di Pietro: «se Del Turco è innocente ne uscirà pulito come Mastrolindo»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Se Enimont era la madre di tutte le tangenti, il giro di mazzette abruzzesi è oggi la suocera». Lo dice Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, in una intervista al 'Riformista', a proposito del caso Del Turco in Abruzzo.  Ma ieri il leader dell'Idv è stato in Abruzzo per una serie di incontri per lanciare il suo partito verso le future ed inaspettate elezioni regionali.


ABRUZZO. «Se Enimont era la madre di tutte le tangenti, il giro di mazzette abruzzesi è oggi la suocera». Lo dice Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, in una intervista al 'Riformista', a proposito del caso Del Turco in Abruzzo. 
Ma ieri il leader dell'Idv è stato in Abruzzo per una serie di incontri per
lanciare il suo partito verso le future ed inaspettate elezioni regionali.



«Ci sono due grandi differenze - osserva l'ex pm – tra quello che succedeva allora e quello che accade oggi: allora il settore piu'
caldo erano i lavori pubblici, oggi e' la sanita'. Allora la maxitangente Enimont era frutto di un sistema di corruzione nazionale, mentre oggi lo stesso sistema si e' annidato nelle regioni. E' passato un principio nuovo: il federalismo della mazzetta».
E Di Pietro è andato avanti: «negli ultimi anni, alla guida della regione Abruzzo, si sono alternate due maggioranze di segno opposto.
Eppure i pupari, quelli che muovevano i fili, sono stati sempre gli stessi. I faccendieri restavano in sella, cambiando gli sparring partners politici».
Di Pietro ha spiegato poi la strategia dell'Idv: «in Abruzzo servono facce nuove e idee innovative, l'intenzione del mio partito e'
di promuovere li' una nuova classe dirigente che non abbia nulla a che vedere con i vecchi schemi» e poi sottolinea che: «di una mia personale candidatura non si e' ancora posto in questi termini».
Questa sera il leader nazionale dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro sarà in visita in Abruzzo. Il comizio conclusivo si terra' alle ore 19.30 a Pescara, a Piazza Salotto, dove il presidente dell'Italia dei Valori incontrera' la cittadinanza e interverra' sulla questione della crisi sanitaria regionale e sui temi di politica nazionale.
Saranno presenti il coordinatore regionale Idv senatore Alfonso Mascitelli, l'on. Carlo Costantini, il capogruppo Paolo Palomba e l'ex assessore Augusto Di Stanislao.
25/07/2008 13.48

MAGISTRATI UNICA SPERANZA

E' già arrivato in Abruzzo Antonio di Pietro. Prima tappa Lanciano e lì ha già lanciato i primi strali: «qui la sanità è marcia come in altre regioni. La sanità è stato un contenitore per tante persone, con la scusa dei finanziamenti ai partiti, ma soprattutto per arricchimenti personali ci hanno marciato sopra. Come la tangentopoli milanese ora succede nella tangentopoli abruzzese e di altre regioni. La sola soluzione: far lavorare i magistrati e se qualcuno sa qualcosa che parli prima che lo vanno a cercare, vada a dire le proprie cose altrimenti poi non si lamenti».
Poi Di Pietro, ormai entrato in clima elettorale ha illustrato le sue soluzioni: «sul piano politico in
Abruzzo c'e' bisogno di due cose: una che si facciano al piu' presto le elezioni, prima si fanno meglio e', perche' e' indubbio che una regione cosi' importante non puo' rimanere con
un'amministrazione ordinaria, una giunta azzoppata e quindi una ingestibilita' politica. La seconda: tra la miriade di candidati e le pluralita' di sigle di partito che si presenteranno i cittadini siano messi in condizione di poter scegliere il nuovo perche' finche' non si cambiano facce non c'e' niente da fare».
«Sono sempre le stesse persone», ha continuato, «qui come in tutta Italia, come a Roma, cambiano le sigle, ma sono loro. Nelle precedenti legislature facevano affaracci e ora si presentano come il
nuovo ecco perche' noi dell'Italia dei valori non ci siederemo al tavolo dei partiti almeno finche' non sapremo chi sono le persone e cosa vogliono fare».
Di Pietro ha spiegato che sarà fondamentale «aprire una stagione di dialogo con la societa' civile e con le associazioni, le liste civiche e con le persone che vogliono smettere di stare dietro la porta amareggiate e vogliono, invece, responsabilizzarsi direttamente e contribuire a costruire il governo della regione. Non e' un'impresa impossibile».
Non sono mancati attacchi a Berlusconi: «E' uno che quando dice una cosa non dovete innamorarvene subito perche' la mattina successiva vi ritroverete da soli a letto perche' la notte se n'e' scappato con il bottino».
25/07/2008 17.56


LA GARA DEI PIZZINI IN CARCERE

Alle 19.30 Di Pietro è arrivato in Piazza Salotto. Discorso ad ampio raggio: dall'inchiesta che ha decapitato la giunta alle prossime elezioni.
«Quando ci sono inchieste del genere è normale che vengano coinvolte tante persone», ha ricordato, «ma alla fine c'é un risultato composito. Possono esserci rinvii a giudizio, ma anche archiviazioni, per ragioni varie, e assoluzioni. State a vedere che, se in questa vicenda, uno solo verrà prosciolto, si parlerà di accuse ingiuste, di inchiesta ingiusta, di teorema politico. Se uno è pulito alla fine ne esce pulito, come Mastrolindo».
Secondo Di Pietro, ascoltato da una Piazza Salotto attenta, «è inammissibile che la politica, che tutti i capi politici facciano a gara a mandare i pizzini di solidarieta' in carcere. Sul piano umano va bene ma allora che li mandino anche alla magistratura».
Sulle prossime elezioni non ha detto se sia intenzionato o meno a candidarsi come presidente ma sul resto ha le idee chiare: «noi dell'Italia dei Valori ci uniremo a tutti i cittadini abruzzesi perché vogliamo un ricambio generazionale della classe dirigente. La sigla degli altri partiti con cui correre non vuol dire niente. Vogliamo conoscere le persone e dopo che abbiamo conosciuto le persone possiamo ragionare se ci possiamo stare insieme o meno. Ai nostri - ha aggiunto - abbiamo chiesto e continueremo a chiedere il certificato penale e quello dei carichi pendenti».
Dopo l'incontro con la piazza Di Pietro è stato intervistato anche da Rete 8. Nel corso della registrazione ha parlato anche della sua passata esperienza professionale da magistrato e paragonandola a quella dei pubblici ministero di oggi, ha detto che gli piacerebbe raccontare la solitudine da lui vissuta «ma quella che vivono loro e' peggio perche' ai tempi miei almeno almeno i magistrati non subivano quelle vessazioni, umiliazioni e criminalizzazioni quotidiane che stanno subendo adesso».
Facendo riferimento al caso Abruzzo, Di Pietro ha evidenziato che «non avevano finito di eseguire gli arresti che dall'estero il presidente del consiglio ha parlato di teorema, ma non si sapeva neanche di cosa si parlava».
26/07/2008 8.41