Primo consiglio senza Del Turco tra assenze e amarezza

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Atmosfera surreale ieri in consiglio regionale, il primo da quando l’ormai ex presidente del Turco è finito in carcere. Tantissimi gli assenti, in alcuni momenti in aula appena 14 consiglieri su 42. Il Pdl ha invocato «elezioni subito», Melilla (Sd) ha chiesto di evitare «pasticci elettorali».
E' stata rinviata a questa mattina alle 11 in consiglio regionale la discussione sull'approvazione
della variazione di bilancio avvenuta ieri in commissione di bilancio.
L'aggiornamento e' stato votato dalla maggioranza con l'astensione della minoranza.
«In questa bufera che ha sconvolto l'Abruzzo siamo obbligati a guardare avanti, con l'obiettivo di
restituire con la massima urgenza al consiglio e all'istituzione regionale quella pienezza di poteri che la semplice prorogatio disposta dallo statuto non può loro attribuire». Lo ha detto il capogruppo di Fi, Nazario Pagano, nel corso della discussione.
«Per questi motivi - ha concluso - nell'interesse degli abruzzesi, riteniamo opportuno andare al piu' presto a nuove elezioni per dare la possibilita', alla giunta entrante, di approntare la manovra economico-finanziaria e di fare le proprie scelte programmatiche».
Per Cesare D'Alessandro, che proprio oggi ha sostituito Ottaviano Del Turco in seno al consiglio regionale, occorre andare subito alle elezioni «con l'auspicio che si concludano in tempi brevi le indagini e il processo per le persone eventualmente rinviate a giudizio. Il dibattito di oggi non deve essere un processo politico ma un serio modo per dire agli abruzzesi che tutta la politica mette in discussione se stessa».
Anche secondo Prc, come ha sottolineato la capogruppo Daniela Santroni, «è opportuno ridare la parola agli elettori entro l'anno».
Santroni ha lanciato un appello al consiglio regionale affinche' si ponga all'interno delle forze politiche la questione morale come pre-condizione della politica perché oggi chi ne esce sconfitta e' la politica tutta».
Secondo Mario Amicone (Fdc), «la data delle elezioni che Paolini senza interpellare le altre forze politiche ha ipotizzato e' la piu' infelice e dannosa perche' non si puo' sistemare ne' il vecchio bilancio, ne' fare il nuovo. La giunta e Paolini dovrebbero dimettersi per far arrivare un commissario che garantisca l'ordinaria amministrazione fino a primavera in modo da non sfalzare vita natural durante la data delle elezioni con uno sperpero di denaro pubblico».

TANTI ASSENTI

Giovanni Pace, Gianni Melilla, Giuseppe Tagliente e Giuseppe Forte invece, hanno espresso «indignazione» per le numerose assenze tra i banchi di maggioranza e opposizione in consiglio regionale e' stata manifestata da Giovanni Pace. In aula, infatti, al momento dell'intervento di Pace, ex presidente della giunta e indagato nell'ambito dell'inchiesta sulla sanita' abruzzese, erano presenti solo 14 consiglieri di 42.
«Sono indignato e amareggiato - ha detto Melilla - per le tante assenze. Pensavo ci fosse piu' consapevolezza su una vicenda cosi' drammatica».
«I consiglieri dei piccoli comuni - ha invece aggiunto Forte - hanno maggiore senso di responsabilita'. Sono sconcertato perche' se questo e' il modo di fare politica sono pronto a tornare a casa. Oltretutto i consiglieri regionali sono ben pagati per svolgere con senso di responsabilita' questo ruolo».

«EVITARE PASTICCI ELETTORALI»

«Chi ha pervicacemente ostacolato nella Commissione Statuto l'approvazione della legge elettorale regionale, oggi deve fare i conti con la contraddizione esistente tra lo Statuto e la legge elettorale vigente sul numero dei componenti del Consiglio regionale».
A sostenerlo è stato il capogruppo in consiglio regionale di Sinistra Democratica, Gianni Melilla. «Lo Statuto - ha spiegato Melilla - prevede che il Consiglio regionale è composto da 42 consiglieri regionali, compresi il presidente che vince le elezioni e il candidato presidente che le perde. La legge elettorale vigente invece stabilisce in 40 il numero dei consiglieri (che può aumentare solo per consentire a chi vince di raggiungere il 60% del numero dei consiglieri regionali) compresi il presidente che vince e quello che perde».
La legge elettorale vigente prevede inoltre che i candidati presidenti siano i capolista dei cosiddetti 'listini' regionali. Cosa invece non prevista dallo Statuto.
Secondo Melilla il quesito è: «si devono eleggere 40 o 42 consiglieri regionali, prevale lo Statuto o la legge elettorale? E come è possibile ora armonizzare la legge fondamentale della Regione (cioé lo Statuto) con la legge elettorale vigente? E' possibile dopo lo scioglimento del Consiglio regionale, che è prorogato sino all'insediamento del nuovo consiglio, intervenire con una nuova legge elettorale che però sarebbe preclusa dalla norma dello Statuto che vieta nei sei mesi antecedenti alla scadenza di una legislatura di intervenire in materia elettorale?»
23/07/2008 10.38

VERDINI (FDC): «FARE CHIAREZZA»

«La vicenda Del Turco, così come descritta dal Magistrato, dimostra che per anni sono saltate le regole», denuncia Antonio Verini (Federazione di Centro) «e per anni sono saltati pure i controlli». Adesso, secondo Verini, «bisogna fare chiarezza negli angoli bui dell'amministrazione regionale. Non basta il maquillage per cambiare l'Abruzzo. Occorre un repulisti profondo: indagare sulla sanità pubblica e privata, sul sistema della formazione, su leggi di spesa troppo generose, su molte società ed enti strumentali, solo per citare campi dove la politica è stata succube e complice di amministrazioni discutibili».
23/07/2008 13.31