Elezioni, il centrosinistra riprova a spianare la strada ai sindaci

Alessandro Biancardi

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PESCARA. La maggioranza ci riprova. Martedì prossimo in consiglio regionale approda, come ottavo punto all'ordine del giorno, l'abrogazione della legge sulla ineleggibilità e incompatibilità in vista delle prossime elezioni.



Il tentativo di abolire quella norma "anti sindaci", come è stata ribattezzata, era stata bocciata già una volta. Adesso la maggioranza si prepara a riproporre l'abrogazione, vista anche l'imminente data elettorale.
Non si sa quale potrebbe essere il risultato in consiglio anche se la riuscita sembra quasi impossibile con Idv e sinistra che non la vogliono, a meno di sorprese dell'ultima ora.
Ma a quell'ordine del giorno non è stato dato troppo risalto, come hanno spiegato ieri mattina in conferenza stampa i consiglieri regionali del Pdl Nazario Pagano, Alfredo Castiglione, Mario Amicone, Bruno di Paolo e Benigno D'Orazio.
A fare la “scoperta” è stato proprio D'Orazio.
«Mi ha telefonato ieri sera», ha raccontato Nazario Pagano, dicendomi che aveva saputo via email di questo consiglio regionale indetto per martedì prossimo. Non ne sapevamo nulla e non è stata indetta nemmeno la riunione dei capogruppo, obbligatoria».
Anche sul sito del consiglio regionale non c'era traccia, poi ieri mattina la conferma anche lì.
«Registriamo un ennesimo comportamento di irregolarità da parte del presidente del consiglio regionale Marino Roselli», ha tuonato Pagano.
«In questi tre anni di distruzione hanno fatto di tutto, sono partiti male e hanno finito anche peggio. Sono rinchiusi nelle loro stanzette autoreferenziali», ha continuato il consigliere di Forza Italia, «e decidono senza condividere con l'opposizione. Adesso la disperazione li ha portati a questo maldestro tentativo di mandare a monte le elezioni».
«La seduta del consiglio regionale convocata senza neanche riunire i capigruppo consiliari, è semplicemente illegale», è intervenuto Alfredo Castiglione.
«Gli argomenti all'ordine del giorno non sono né urgenti né indifferibili come prevede esplicitamente la legge. Riaffiora, invece, - ha continuato l'esponente del Pdl - la legge sulle incompatibilità dei consiglieri regionali dietro la quale è legittimo intravedere l'ombra di Luciano D'Alfonso e una fame di potere che gli scandali non hanno minimamente eroso».
«Sono feriti a morte», ha aggiunto Mario Amicone (ex Udc da pochi giorni entrato nel Pdl), «i sondaggi li danno al 19% e stanno assumendo un comportamento aggressivo e contro legge». Bruno Di Paolo si è detto «rammaricato». «Più che un consiglio regionale, quello di martedì prossimo è un consiglio elettorale. Al 17° punto c'è la sostituzione di un componente nel Consiglio di amministrazione, al 18° la sostituzione componente dimissionario nel collegio sindacale della Asl di Chieti. Sono tutte mosse elettorali…».
«Non ho mai visto qualcosa del genere», ha chiuso Benigno D'Orazio. «Questa è un' offesa all'intelligenza dei cittadini e un gesto drammaticamente pesante dal punto di vista istituzionale. Questa è l'ennesima prova che siamo di fronte alla peggiore giunta della storia d'Abruzzo».

a.l. 27/09/2008 8.58


[url=http://www.regione.abruzzo.it/specialeelezioni2005p/docs/Normativa/4LR%2051-2004.pdf]LA LEGGE DA ABROGARE[/url]
[url=http://consiglio.regione.abruzzo.it/show_news.asp?id=3631]L'ORDINE DEL GIORNO[/url]