A Martinsicuro un Consiglio provinciale aperto sui problemi della pesca

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3278

MARTINSICURO. Un Consiglio provinciale aperto sulla crisi del comparto della pesca è stato convocato a Martinsicuro, lunedì 21 luglio, alle ore 18, nella sala consiliare del Comune, in via Aldo Moro.
Alla seduta sono stati invitati a partecipare le marinerie, le associazioni di categoria, i sindaci dei Comuni della costa, i consiglieri regionali, l'assessore regionale competente Marco Verticelli (Attività produttive e Ambiente), i parlamentari teramani e i rappresentanti del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali.
La scelta di convocare la seduta nel comune costiero di Martinsicuro è stata deliberata dal Consiglio dopo la presentazione di un ordine del giorno di Abramo Micozzi (Udc) che, nella riunione del 23 giugno, chiedeva allo stesso Consiglio ma anche alla Giunta di sostenere le ragioni dei pescatori.
I problemi del settore, aggravati in questo periodo dall'aumento del costo del carburante, sono sfociati di recente in proteste che hanno avuto diretti riflessi sulle tavole dei consumatori.
I disagi rappresentati dalla categoria, che secondo le ultime stime in provincia di Teramo conta 1.820 addetti con 280 imbarcazioni censite, non si fermano in ogni caso al caro-gasolio ma investono un ventaglio di situazioni più ampio.
La Regione Abruzzo, considerata la gravità della crisi in cui versa il comparto della pesca, ha avviato le selezioni per la concessione di contributi "de minimis" a favore delle imprese aventi sede nella regione.
Il bando è consultabile
qui.
 
Problemi, quelli rappresentati dai pescatori, che investono l'intero Paese. Il Consiglio dei Ministri ha approvato alcuni giorni fa un decreto legge per fronteggiare l'aumento delle materie prime e dei carburanti nel comparto della pesca nonché per il rilancio competitivo del settore.
Non è la prima volta che il Consiglio provinciale si trova ad affrontare la questione.
«A distanza di otto anni – afferma il presidente del Consiglio, Ugo Nori – ci ritroviamo ad affrontare le stesse tematiche relative alla crisi della pesca. Otto anni fa, infatti, sugli stessi problemi si tenne un Consiglio provinciale aperto a Giulianova. Dobbiamo pertanto constatare che il problema non è stato affrontato con la dovuta serietà e con interventi strutturali che portassero questo settore così importante fuori dalla crisi».
Il consigliere Abramo Micozzi spiega che "la scelta di convocare a Martinsicuro il Consiglio provinciale, così come scaturito da un ordine del giorno da me presentato e votato all'unanimità, dipende dal fatto che si tratta della cittadina costiera più interessata ai disagi in quanto vi operano e vi risiedono numerosi imprenditori e marittimi che lavorano nel settore. La scintilla che ha fatto scoppiare la protesta è il caro-gasolio, ma le problematiche comprendono anche altre situazioni, come per esempio la commercializzazione dei prodotti, e vanno avanti da avanti. Molte imprese rischiano la chiusura. Noi ci proponiamo di ascoltare gli operatori e di sollecitare interventi regionali, nazionali ed europei che aiutino il settore a superare questa grave crisi».
«Le condizioni di particolare criticità in cui si trova il comparto della pesca – dichiara il Presidente, Ernino D'Agostino - richiedono un forte impegno da parte delle istituzioni. Il Consiglio provinciale aperto discuterà le proposte e le iniziative da assumere anche nei confronti della Regione e del Governo per gli interventi più urgenti necessari a sostenere la nostra marineria. La Provincia di Teramo ha già dimostrato l'attenzione verso il settore, destinando allo stesso consistenti risorse nell'ambito del Patto territoriale e tenendo conto delle esigenze degli operatori della pesca nella configurazione dell'area marina protetta del Cerrano».

19/07/2008 13.44