La politica scalpita, Berlusconi: «Sono generoso e garantista su Del Turco»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4232

ABRUZZO. La politica è in fermento. Diverse le correnti di pensiero. Il vice presidente del consiglio Pisegna Orlando chiede a Del Turco di non dimettersi. Costantini (Idv) e Pdl vogliono elezioni immediate. Ma il presidente Roselli assicura: «andiamo avanti. Non ci sono motivi per fermarsi». E intanto si avvicina il commissariamento della Sanità.
«Il presidente Del Turco deve difendersi da presidente della Giunta regionale, così come hanno fatto altri inquisiti. Le dimissioni sarebbero un'ammissione di colpa».
Lo ha detto il vice presidente del Consiglio regionale, Nicola Pisegna Orlando, consigliere regionale confluito nel Pd come componente di Alleanza riformista ed uomo molto vicino al presidente arrestato con il quale condivide l'origine nel comune di Collelongo.
«Del Turco uscirà pulito del questa vicenda - ha continuato - è un mio convincimento personale. Il presidente non viene in Abruzzo a 64 anni dopo una vita politica brillante caratterizzata da incarichi prestigiosi per prendere mazzette. Lo conosco bene».
Pisegna rivela particolari personali del presidente Del Turco.
«Chi incassa cinque milioni non deve vendere due quadri per dare una mano al figlio nell'acquisto di una casa a Roma».
In riferimento al futuro della Regione, Pisegna, che ha partecipato alla conferenza dei capigruppo, sottolinea che il quadro si potrà delineare dopo la decisione del presidente in merito alle dimissioni.
«Per ora ci sono alcuni che propendono per andare avanti come se non fosse accaduto niente ed altri che chiedono che vengano stabilite delle priorità. Tipo la variazione di bilancio, la nuova legge elettorale, l'utilizzo dei fondi Fas e poi andare al voto, magari in primavera in concomitanza con le provinciali ed europee».

COSTANTINI (IDV): «NOI FUORI FIN DA SUBITO»

Non è della stessa opinione l'Italia dei Valori. «A differenza di altri Partiti del centrosinistra, noi siamo usciti dalla Giunta Regionale non con "dimissioni politiche", ma con dimissioni formali, dichiarate, preannunciate dalle agenzie di stampa per il pomeriggio di mercoledì e poco dopo effettivamente presentate dall'Assessore Augusto Di Stanislao».
Ci tiene a mettere i puntini sulle "i" l'onorevole Costantini dell'Idv, probabilmente anche in vista delle prossime elezioni. E lo stesso Costantini fa sapere che il partito «non darà fiducia "al governo Paolini"».
«Aspettiamo di conoscere se il presidente Del Turco con le sue eventuali dimissioni, rendera' inutile per la settimana prossima la discussione ed il voto di una mozione di sfiducia; nel caso in cui non si dimetta, proseguiremo la ricerca delle firme di consiglieri regionali necessarie per proporre la mozione di sfiducia al Consiglio Regionale», ne occorrono almeno un quinto di tutti i consiglieri.

EVANGELISTA: «ANDIAMO AVANTI PER LE COSE URGENTI»

«Al di là di quelle che saranno le conclusioni della vicenda giudiziaria in corso ritengo ci si debba augurare non si determini un vuoto politico istituzionale, che colpirebbe ancora di più gli interessi della nostra regione, con ricadute pesanti per le tasse degli abruzzesi». È quanto afferma il consigliere Bruno Evangelista, leader del Movimento per l'Abruzzo, in merito alle decisioni legislative scaturite dalla 'Giunta Paolini'. «Il prosieguo dell'attività legislativa regionale è necessario – aggiunge Evangelista - per portare a termine momenti istituzionali e di gestione urgenti come il piano di rientro della sanità, i fondi comunitari (Fas) e l'approvazione di una nuova legge elettorale.
Sbagliano dunque coloro che da posizioni neo-giustizialiste pensano di affidare immediatamente le sorti dell'Abruzzo nelle mani di un commissario, che ne determinerebbe certamente la paralisi delle attività».

ROSELLI: «NOI ANDIAMO AVANTI»

«Non esistono, alla luce degli elementi di fatto, le condizioni per giustificare interventi sostitutivi, da parte dello stato di tipo commissariale. In tale contesto il Consiglio regionale svolge le sue funzioni istituzionali assicurando l'approvazione di alcuni provvedimenti urgenti che garantiscono la salvaguardia degli interessi collettivi», ha detto il presidente del Consiglio regionale, Marino Roselli, annunciando che l'assise tornera' a riunirsi martedì prossimo alle ore 10,00 a L'Aquila, come deciso dalla Conferenza dei Capigruppo.

PDL NON HA DUBBI: «ELEZIONI SUBITO»

I capigruppo regionali di FI, AN e DC, Pagano, Castiglione e Bruno Di Paolo, al termine della Conferenza tenutasi ieri mattina all'Emiciclo, riaffermano la volontà di andare al più presto a nuove elezioni, che restituiscano pienezza di poteri all'Istituzione regionale.
Per senso di responsabilità hanno aderito alla volontà emersa nel corso della riunione d'indire una seduta ordinaria di Consiglio che consentirà l'esame di provvedimenti già iscritti all'ordine del giorno, ma reputano esaurita nei fatti la vicenda politica della Giunta Del Turco, «della quale già in passato s'erano più volte chieste le dimissioni alla luce della patente incapacità di risolvere i problemi della regione».

VERSO IL COMMISSARIAMENTO DELLA SANITA'

Intanto sembra quasi inevitabile il prossimo commissariamento della sanità. Il Governo lo ha già fatto con le altre regioni inefficienti, come il Lazio e adesso stanno monitorando strettamente l'Abruzzo: la prossima settimana ci sara' un incontro per verificare definitivamente la situazione. Ad annunciarlo è stato il ministro del Welfare e della Salute, Maurizio Sacconi nel corso di una conferenza stampa alla associazione stampa estera.

17/07/2008 9.59

NAPOLITANO: «TROPPE BRUTTE NOTIZIE SUI GIORNALI ITALIANI»

«Troppe brutte notizie sulle prime pagine dei giornali italiani. Diamo spazio anche alle "energie vive" e positive del Paese». Lo chiede il presidente della repubblica, Giorgio Napolitano.
«Mi guardo bene dal dire cosa deve essere messo nelle prime pagine», ha detto il capo dello Stato incontrando oggi la comunità degli imprenditori italiani che operano in Russia, «i giornali sono liberi di fare quello che ritengono giusto. Mi unisco comunque all'auspicio che ospitino piu' spesso delle buone notizie. Bisogna mettere da parte il principio che le uniche notizie sono quelle cattive». Certo, «abbiamo problemi molto seri e non abbiamo alcune interesse a nasconderli, ma abbiamo anche energie vive» da mettere in risalto.

BERLUSCONI: «SONO GENEROSO E GARANTISTA CON DEL TURCO»

Silvio Berlusconi ha spiegato questa mattina che la sua 'difesa' nei confronti di Del Turco e' la conseguenza del suo atteggiamento garantista.
«Io - spiega il premier - come garantista mi sono augurato che le accuse nei confronti di un'intera dirigenza alla fine cadano e che venga dimostrata la loro innocenza. Il mio e' un atto di riguardo e di generosita' nei confronti di una giunta avversaria. Non penso che a parti invertite la sinistra avrebbe detto le stesse cose. Io invece ho messo in campo il mio garantismo».
Il premier contesta anche alcuni titoli dei giornali riguardo a un suo possibile giudizio nell'inchiesta che ha coinvolto Del Turco: «Io non ho detto che e' solo un teorema. Non conosco le carte, il mio e' soltanto un giudizio. Io dico soltanto che la realta' e' chiara: di cento italiani sottoposti a processi e accusati dalle Procure della Repubblica, cinquanta alla fine sono innocenti. Il teorema accusatorio puo' essere
valido o no: solo nel cinquanta per cento dei casi si rivela valido».

CAZZOLA: «UN NUOVO CASO TORTORA»

La vicenda Del Turco? «E' un nuovo caso Tortora: i fatti denunciati sono talmente clamorosi da evocare immediatamente la memoria della persecuzione giudiziaria di cui fu vittima il noto presentatore».
E' questa l'opinione dell'ex-sindacalista della Cgil che di Del Turco e' stato ed e' amico, il deputato Pdl, vice presidente della Commissione Lavoro della Camera, Giuliano
Cazzola che non esita a «scommettere sull'innocenza» dell'ex-numero due della Cgil.
«Era tanto incredibile che Tortora fosse un affiliato alla camorra ed uno spacciatore di droga quanto lo e' il pensare che una personalita' come Del Turco riceva nel suo buen retiro di Collelongo un imprenditore, si faccia consegnare delle mazzette e lo congedi infilando quattro mele in un sacchetto», precisa ancora Cazzola.

GIUNTA: SANITA' E FONDI UE PER SALVAGUARDARE ABRUZZO

Sanità e fondi Fas sono le «priorità» nell'agenda del vicepresidente della Giunta regionale, Enrico Paolini, con funzioni di presidente vicario.
«La nostra prima preoccupazione è rassicurare i cittadini abruzzesi che in questa fase così difficile faremo tutto il possibile per garantire la continuità amministrativa, evitando l'assenza nei tavoli negoziali dai quali dipendono le sorti dell'Abruzzo».
Martedì prossimo al Ministero dell'Economia è fissato il tavolo di monitarogio sul Piano di rientro dal deficit sanitario.
«Sono in attesa che il settore sanità mi consegni tutti i documenti - ha dichiarato Paolini - consapevoli del fatto che il rischio commissariamento non è scongiurato».
Sempre per la prossima settimana è previsto un incontro istituzionale con gli uffici di Bruxelles per «confortarli del fatto che l'Abruzzo, in ordine ai fondi Fas, sarà in grado di garantire una presenza efficace ai fini delle procedure».

DESIATI, GRAVE CRISI POLITICO-ISTITUZIONALE

«Il grave scollamento che si e' evidenziato, dal punto di vista politico-istituzionale, tra la
Giunta ed il Consiglio regionali rende ancor piu' grave la crisi da cui e' avvolta la Regione Abruzzo». Queste le parole del consigliere regionale e componente l'esecutivo nazionale de La Destra, Massimo Desiati.
«Di fronte ad una emergenza amministrativa, - aggiunge - la maggioranza di centrosinistra mostra in pieno il proprio scollamento politico a piu' riprese reso visibile nel corso di questa mezza legislatura. Enrico Paolini – prosegue Desiati- avoca a se' i pieni poteri senza minimamente curarsi
dei rapporti politico-istituzionali con il Consiglio regionale, la cui maggioranza pur regge le sorti della sua Giunta. Il presidente facente funzioni Paolini, mai eletto in Consiglio regionale, con l'unica esperienza di assessore provinciale di Pescara, nel 1995, con alle spalle una serie di incarichi in enti a cui il suo partito lo ha destinato, soltanto la partitocrazia lo ha destinato, ritiene di poter perpetuare un assetto politico oramai agonizzante che, invece, deve essere neutralizzato ed eliminato con elezioni immediate».

PAGANO (FI): «PAOLINI FA FINTA DI NON CAPIRE..»

«Probabilmente Paolini fa finta di non capire che il problema non risiede nelle prerogative che gli concedono le leggi, in quanto vice presidente vicario, ma nel fatto che non c'è più una maggioranza politica e questo a prescindere dalla vicenda giudiziaria del Presidente Del Turco, che come che sia, dati i tempi della giustizia, è destinata a durare a lungo». Queste le valutazioni di Nazario Pagano, Capogruppo regionale di Forza Italia. «Inoltre – prosegue Pagano – appare inopportuno il suo tentativo di smarcarsi dalla conduzione politica della giunta di cui fa parte, operando distinguo che avrebbe fatto meglio a rappresentare a tempo debito. La verità – conclude Pagano – è che per noi la Giunta- organo esecutivo di parte – non esiste più e deve essere l'Assemblea ad occuparsi solo delle questioni urgenti, indifferibili e di primario interesse per la collettività».