Da Concorsopoli a Parentopoli, «Cordoma ci fa vedere un vecchio film»

Alessandro Biancardi

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Da Concorsopoli a Parentopoli, «Cordoma ci fa vedere un vecchio film»
MONTESILVANO. «Ormai non ci sono più parole per definire la gestione privatistico-familiare del Comune e degli enti che vi fanno capo; si continua a non aver rispetto per l'istituzione e la città». PD: «ENNESIMO PASSO FALSO DI CORDOMA
Queste le dichiarazioni dell'avvocato Francesco Maragno, consigliere di minoranza, alla notizia dell'assunzione “in segreto” e senza alcun concorso, del figlio dell'attuale city manager al Comune, presso l'Azienda Speciale per i Servizi Sociali, ex Deborah Ferrigno.
Sembrerebbe un film già visto, quello dell'inchiesta Ciclone nel quale sono emerse le “chiamate dirette” per l'assunzione del personale.
Ma oggi l'amministrazione è cambiata e siamo nell'era Cordoma…
Ieri il sindaco avrebbe chiesto le dimissioni di Guerino Rispoli, figlio del direttore generale dell'ente, Rodolfo Rispoli, assunto in sostituzione di una dipendente andata in maternità.
Rodolfo Rispoli è un esponente noto del centrodestra chietino. Fratello di Enrico, sindaco alla fine della prima Repubblica, poi vice durante una delle giunte Cucullo.
Ha ricoperto incarichi importanti anche alla Provincia di Chieti e alla Asl.
«Come cittadino, prima ancora che come amministratore», prosegue Maragno, «sono profondamente indignato per quanto ormai quasi quotidianamente sta avvenendo al Comune; dopo lo scandalo Concorsopoli e gli avvisi di garanzia che ne seguirono pensavo che si fosse tratto insegnamento e si volesse amministrare nel rispetto delle regole, ma soprattutto dando un forte segnale di cambiamento e trasparenza. Evidentemente, i fatti dimostrano che si continua ad amministrare la “res publica” in regime privatistico, continuando a favorire amici e parenti come testimonia l'ultima nomina di Rispoli junior all'Azienda Speciale per i Servizi Sociali».
Non solo. «Risulta impossibile», spiega ancora Maragno, «riuscire ad apprendere notizie sulla gestione anche dai vertici dall'Azienda che, a più riprese convocati in commissione per relazionare, non si sono mai presentati. Tutto ciò, presumibilmente, delinea una precisa e gravissima volontà di non voler far trasparire all'esterno ciò che accade all'interno. Alla luce di quanto sta accadendo», conclude Maragno, «qualcuno dovrà assumersi le proprie responsabilità».
Che sia l'ennesimo passo falso del sindaco del dopo Ciclone?
Di sicuro è un fatto che non fa che influire pesantemente sul gradimento del primo cittadino che prometteva il cambiamento e di voltare pagina e che invece, dopo appena pochi mesi, è rimasto invischiato in una inchiesta dove è finito indagato insieme al responsabile provinciale del suo partito, Lorenzo Sospiri.
Per loro le accuse sono quelle di aver agevolato alcuni concorrenti di un concorso pubblico.
Dopo una serie di richieste gli inquirenti hanno finalmente ottenuto alcune risposte che ancora mancavano per completare il quadro delle indagini che potrebbero concludersi entro questo mese di luglio.
Nell'inchiesta è rimasta coinvolta anche la ditta Quanta che aveva il compito di gestire la selezione del concorso.
09/07/2008 15.49

PD: «ENNESIMO PASSO FALSO DI CORDOMA

«La situazione di clientelismo politico – tanto avversata dal governo Cordoma in campagna elettorale – risulta, invece, avere ancora ben radicate posizioni presso l'amministrazione comunale di Montesilvano».
Questo è il commento dei consiglieri del Pd Adriano Chiulli e Feliciano D'Ignazio. «Il tema della legalità e della trasparenza», continuano i due, «hanno rappresentato il cavallo di battaglia per questa amministrazione di centrodestra nelle ultime elezioni comunali, è risultato a ben vedere, un obbiettivo effimero poiché sia l'operato della giunta che, soprattutto, quello dell'azienda speciale manifestano vari lati oscuri su cui bisognerebbe porre notevole attenzione».
L'assunzione del figlio del direttore generale, secondo gli esponenti del Pd «è l'ennesimo passo falso del governo Cordoma».
«Si è interessati a sapere», chiudono i due, «la versione del sindaco sull'accaduto in modo da acclarare se anche in questo caso – come oramai di consuetudine - il primo cittadino si vada a trincerare dietro al fatto di non sapere nulla sull'accaduto».

09/07/2008 17.24