Impianti Gran Sasso Teramano, frenata sui fondi Fas

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Esistono dubbi sulla possibilità di usare i fondi Fas per l'operazione di ricapitolarizzazione che sarebbe dovuta servire a far partire subito i lavori della nuova cabinovia
Nelle prossime ore il presidente D'Agostino incontrerà i dirigenti della Direzione Generale della Regione Abruzzo per "fugare ogni dubbio" circa la possibilità di utilizzare i fondi FAS – fondi per le aree svantaggiate – per la ricapitalizzazione della società Gran Sasso Teramano ad opera della Provincia, per un importo di 10 milioni di euro.
La Gran Sasso è la società che gestisce gli impianti di risalita di Prati di Tivo e Prato Selva.
L'operazione doveva essere discussa e approvata questa mattina in Consiglio Provinciale ma dalla stessa Regione, nella persona della dirigente Tiziana Arista, è arrivata una comunicazione telefonica con la quale si è chiesto di «soprassedere» in attesa di fugare «alcuni dubbi tecnici e procedurali».
L'iniziativa della Provincia, assunta previo impegno di massima e formale da parte della Regione di finanziare l'opera, serviva a garantire la realizzazione della nuova cabinovia/seggiovia a Prati di Tivo. La Regione Abruzzo, infatti, su richiesta della Provincia, si è impegnata a trasferire la somma di dieci milioni di euro per la realizzazione dell'infrastruttura, non prima, però, del mese di marzo 2009.
Da qui la necessità, da parte della Gran Sasso Teramano, di ricorrere ad una operazione di anticipazione con un istituto di credito, garantita, quest'ultima, dalla ricapitalizzazione societaria ad opera della Provincia Questa mattina, però, sono sorti dubbi sulla possibilità che i fondi FAS possano essere usati per la ricapitalizzazione. L'informativa della Regione è giunta durante il dibattito consiliare nel corso del quale i consiglieri di minoranza, in particolare del PDL, rappresentati da Carlo Taraschi, avevano espresso dubbi e perplessità chiedendo una sospensione della seduta, in quanto: «non vi è stato un sufficiente e approfondito dibattito su un'operazione dagli aspetti complessi e articolati e su un impianto che si vuole realizzare in un contesto difficilissimo senza aver prima avviato un confronto pubblico».
Dopo la riunione con i capigruppo e, soprattutto, dopo il colloquio telefonico con la dirigente regionale, il presidente è rientrato in aula proponendo un rinvio.
«Sono stati evidenziati alcuni dubbi procedurali e tecnici che vanno subito fugati – commenta D'Agostino - ; in particolare è stato messo in discussione il fatto che i fondi FES, destinati comunque a finanziare l'impianto, possano essere usati dalla Provincia per la ricapitalizzazione della Gran Sasso Teramano. Il rinvio è un atto opportuno e dovuto per garantire la massima trasparenza rispetto al percorso da adottare».

07/07/2008 14.29