Avviso di garanzia a D’Alfonso. Perquisita anche l'abitazione

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

16882

ULTIM’ORA. PESCARA. Notificato questa mattina al primo cittadino e segretario regionale del Pd l’avviso di garanzia per corruzione, concussione, abuso d’ufficio e falso ideologico. Il sindaco: «sono sereno e non mi dimetto». Ma è giallo su dove si trovi in questo momento e in un comunicato stampa nega di essere indagato. Ma la Procura smentisce: «notificato avviso di garanzia». D’ALFONSO: «CHIARIRO’ TUTTO E DOMANI SONO AL LAVORO»
L'avviso di garanzia è stato consegnato questa mattina a Luciano D'Alfonso nella sua abitazione di Pescara da parte del dirigente della squadra Mobile Nicola Zupo.
Poco dopo la casa del sindaco sarebbe stata perquisita da parte degli agenti.
Poi l'attenzione si è spostata in Comune. E' lì che attualmente si trova il primo cittadino insieme ai 15 agenti della Squadra Mobile di Pescara e della Polizia Postale che stanno portando avanti le indagini.
D'Alfonso, insieme agli agenti e al suo staff, si trovano adesso in sala giunta. Sui banchi si stanno spulciando faldoni per cercare documenti utili alle indagini.
Shock in Comune per questo nuovo provvedimento che sembra dare una decisiva accelerata ad una indagine che va avanti ormai da molti mesi e che sta analizzando i rapporti tra l'amministrazione comunale e imprenditori del mattone.

DUE FILONI DI INDAGINE

Solo qualche giorno fa il dirigente del settore Patrimonio e collaboratore di D'Alfonso, Guido Dezio, era tornato in libertà dopo 40 giorni di arresti domiciliari per concussione e tentata concussione e aveva respinto al mittente qualsiasi accusa. Il braccio destro del sindaco sarebbe coinvolto nel primo filone di indagine. Lui e il primo cittadino, secondo la ricostruzione della Procura, avrebbero chiesto denaro a più imprese in cambio di atti amministrativi a loro favorevoli. Di qui l'ipotesi di reato di corruzione e concussione.
Per quanto riguarda, invece, le ipotesi di truffa aggravata e falso ideologico, l'attenzione della Procura si e' soffermata sulla pubblicità istituzionale del Comune.
Si ritiene, infatti, che i fondi per la pubblicità istituzionale in realtà sarebbero stati destinati a fini privati, personali, in particolare elettorali.
Ad occuparsi dell'inchiesta e' il sostituto procuratore Gennaro Varone.

ASSESSORI AL LAVORO, NESSUNA DICHIARAZIONE

Bocche cucite in Comune dove nessuno si lascia andare a dichiarazioni. Gli assessori stanno continuando a lavorare tranquillamente anche se è ovvio che una notizia del genere ha gettato profonda angoscia intorno all'entourage del primo cittadino.
I consiglieri di minoranza cercano di conoscere un po' meglio la situazione facendo domande ai giornalisti ma al momento sono veramente pochissimi i dettagli su quanto sta avvenendo.

PERQUISITE ANCHE ALCUNE DITTE

Oltre alla perquisizione di questa mattina in casa D'Alfonso, secondo prime e frammentarie indiscrezioni, gli agenti sarebbero andati a far visita anche ad alcune ditte che lavorano per il Comune.
Gli inquirenti si stanno soffermando, infatti, sulla ricerca di documenti che possano confermare le loro tesi accusatorie. Quali siano di preciso è ancora impossibile saperlo.
Sembra chiaro, però, che il lavoro di ricerca che sta avvenendo in questo momento in Comune si protrarrà per diverso tempo.
Lo stesso sindaco, a colloquio con gli inquirenti, starebbe cercando di ricostruire gli episodi contestati.

GLI ALTRI AVVISI DI GARANZIA DEL SINDACO

Questo non è il primo avviso di garanzia per il sindaco di Pescara, ma il primo atto giudiziario che lo investe nel corso della sua seconda legislatura.
Durante il primo mandato, invece, si ricorderanno gli avvisi di garanzia del dicembre 2007 per i reati di corruzione, abuso di ufficio, illecito finanziamento ai partiti, rivelazione di segreto d'ufficio per fatti legati anche ad un concorso comunale vinto proprio dal suo braccio destro Guido Dezio, poi promosso dirigente.
Il sindaco si è sempre detto molto sereno. Questa mattina, invece, nessuno ha avuto modo di vederlo.

LA POLIZIA E' USCITA DALLE STANZE DEL SINDACO

Esattamente dopo due ore dal loro ingresso, alle 14.30, gli agenti hanno lasciato Palazzo di città. Ad uscire dagli uffici del sindaco sono stati per primi il dirigente della Mobile Nicola Zupo e l'ispettore della polizia postale. Con loro anche sette agenti con borse piene di documenti.
«Lasciatemi perdere. Non rilascio dichiarazioni», sono state le poche parole di Zupo, visibilmente scosso e alterato.
Nessuna traccia, invece, del sindaco D'Alfonso. Si tengono sotto osservazione le tre uscite principali per tentare di avere almeno un suo commento.

ASCOLTATO ANCHE IL DIRIGENTE PESCARA

Nel corso della perquisizione negli uffici del sindaco, prima della conclusione, è entrato per circa 15 minuti anche l'ispettore Davide Zaccone con l'architetto Pierpaolo Pescara, dirigente ai Lavori Pubblici. E' probabile che gli inquirenti abbiano voluto da lui risposte o chiarimenti in merito a quanto si sta verificando. Pescara risulta attualmente indagato in due inchieste: la Green Connaction del 2006 sugli appalti del verde pubblico e in quella delle concessioni edilizie, di qualche mese fa, rilasciate ai balneatori.

ANCHE L'AVVOCATO MILIA HA LASCIATO IL COMUNE

Ha lasciato gli uffici comunali, poco prima delle 15, anche Giuliano Milia legale del primo cittadino. L'avvocato non ha rilasciato alcuna dichiarazione ai giornalisti, sebbene sia stato sollecitato a chiarire quanto sta avvenendo.
La sua presenza fa ipotizzare un possibile interrogatorio subito dal primo cittadino questa mattina o forse il sindaco ha chiesto semplicemente l'assistenza del suo legale nel corso delle perquisizioni.

IL GIALLO: IL SINDACO DOV'È?

Momento di tensione alle 15 quando gli uscieri che tenevano a distanza i giornalisti sono stati braccati nella zona antistante la porta a vetro che delimita gli uffici del primo cittadino.
I reporter sono riusciti ad entrare ma nella stanza del sindaco l'assessore Antonio Blasioli e il vice sindaco Camillo D'Angelo hanno detto che D'Alfonso non è in Comune.
Possibile? E' una versione attendibile?
Lo stesso sindaco ha confermato telefonicamente di non essere a Palazzo di Città.
«Sono a casa», ha detto con voce ferma ma provata, «ho il pomeriggio impegnato per la Pescara Calcio».
Alla domanda sulle accuse mosse dalla Procura il primo cittadino ha detto che riguardano le affissioni pubbliche e la Pescara calcio, quindi probabilmente anche l'associazione gli Amici della Pescara Calcio di cui PrimaDaNoi.it aveva [url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=16001]ampiamente parlato nei giorni scorsi[/url].
Il sindaco ha anche detto di non aver alcuna intenzione di dimettersi.
Resta però il giallo sulla sua presenza in Comune. Si trova realmente a casa? E allora perché c'era il suo legale? Perché gli uscieri continuano a impedire l'accesso negli uffici? E' solo un tentativo di depistare i giornalisti?

E' TORNATO IN COMUNE L'AVVOCATO DEL SINDACO

L'avvocato del sindaco Giuliano Milia è tornato intorno alle 16.50 in Comune accompagnato da un'altra persona. Il legale è entrato nella zona off limits per i giornalisti, lì dove presumibilmente si trova anche il sindaco di Pescara.
La situazione in queste ore a Palazzo di città è paradossale in quanto continua l'assedio della stampa che vuole una dichiarazione dal primo cittadino ma i suoi collaboratori continuano a dire che lì non c'è nessuno.
Nelle stanze della giunta vanno e vengono anche gli assessori D'Angelo, Blasioli e il consigliere Enzo del Vecchio e Gianluca Fusilli del Pd.
Ha fatto una breve visita anche Marco Presutti, ex portavoce di D'Alfonso.

MILIA USCITO DAL COMUNE

L'avvocato Milia è andato via dopo meno di 30 minuti durante i quali si è fermato all'interno della stanza del sindaco. Intanto l'attesa dei giornalisti sembra non perdere forza nonostante le 5 ore davanti alla porta di vetro senza alcun risultato.
Anche questa volta il legale del segretario regionale del Pd, andando via, non ha rilasciato dichiarazioni. Teste basse e bocche cucite per tutti quelli che entrano ed escono dalle stanze della giunta.

«SOLO UNA PERQUISIZIONE». MA LA PROCURA CONFERMA: «AVVISO DI GARANZIA»

Una bugia che è durata appena due minuti, il tempo di una verifica. Il sindaco di Pescara, nascosto in Comune (ormai è cosa certa) ha diramato un comunicato stampa in cui dichiara che questa mattina gli è stato notificato «un mero ordine di perquisizione». Nessun avviso di garanzia, quindi.
Ma dalla Procura arriva la smentita e si conferma che insieme all'avviso di perquisizione, è stato notificato anche l'avviso di garanzia.
Continua così il tentativo di depistare i giornalisti accalcati da sei ore fuori la porta ed è ormai certo che D'Alfonso si trovi all'interno del suo ufficio.
Sulla perquisizione, inoltre, il primo cittadino spiega, sempre nel comunicato stampa, «che è stata eseguita relativamente a documenti afferenti spese elettorali dei partiti politici e alle iniziative relative agli “Amici della Pescara Calcio”, ciò sulla scorta dell'enunciazione provvisoria di ipotesi di reati elegantemente strutturate, ma che necessitano di una verifica in punto di diritto».
«Sono assolutamente sereno», continua la nota, «poiché da sindaco ho sempre agito esclusivamente nell'interesse della città, che ho posto come unico riferimento del mio impegno amministrativo e politico. Proprio per questa ragione, sono certo di poter dimostrare la correttezza dei miei comportamenti e sono fiducioso nell'azione della magistratura».

ALLA FINE IL SINDACO PARLA

Sei ore di appostamento non sono bastate. Quando ormai era chiaro che il primo cittadino non avrebbe rilasciato spiegazioni ulteriori, con un preavviso di meno di mezz'ora ha fatto convocare una conferenza stampa invitando i giornalisti -che nel frattempo erano andati via stremati- a ritornare per ascoltare le sue dichiarazioni.
«Sono in grado di ricostruire l'intera vicenda della Pescara Calcio e della associazione “Amici della Pescara calcio”», ha detto il primo cittadino, «ogni nodo decisionale della mia attività è trasparente e posso fornire tutti i dettagli necessari».
Come aveva già annunciato nel pomeriggio D'Alfonso ha poi ribadito di non volersi affatto dimettere e di non averne alcuna intenzione, anzi «devo riprendere a lavorare per le esigenze della citta'».
Ripercorrendo la giornata di oggi e l'esperienza della perquisizione, ha detto:«non la auguro a nessuno, è una esperienza che mi dicono bisogna mettere in conto… la polizia è stata cordiale, corretta, composta e competente».
«Per il momento sto cercando di avere piena consapevolezza di quello che mi viene contestato e dovrò fare al più presto mente locale. Oggi ho ricevuto moltissima solidarietà e questo mi ha fatto molto piacere».

03/07/2008 19.17