Il cda dell'Arpa non si tocca. L'idv apre una crisi in maggioranza

Alessandro Biancardi

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Il cda dell'Arpa non si tocca. L'idv apre una crisi in maggioranza
ABRUZZO. Nessuna riduzione dei cda per l'Arpa. Storce il naso il senatore dell'Idv Alfonso Mascitelli che avverte: «non accetteremo passivamente questi comportamenti». Critiche anche le segreterie regionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil, Ugl: «ci aspettavamo una inversione di tendenza».
«E' un brutto segnale la mancata riduzione del Cda dell'Arpa, che procede al contrario all'aumento dei costi con la nomina di un nuovo vice direttore, di cui non si sentiva proprio il bisogno, e che va in senso opposto a quanto deliberato dal Consiglio regionale nel dicembre 2006».
Lo ha affermato il coordinatore regionale dell'Italia dei Valori il senatore Alfonso Mascitelli. «L'intesa di maggioranza - dice il parlamentare - prevede una semplificazione nella gestione della società dei trasporti e nessuno può pensare, con vecchi metodi, di ignorare disposizioni regionali e programmi sottoscritti».
E si apre una frattura all'interno della maggioranza: «è chiaro che l'Italia dei Valori non e' disposta, ne' ora ne' in futuro, ad accettare passivamente deragliamenti da un'azione di governo che deve rispondere secondo gli accordi a criteri di efficienza e risparmio di risorse pubbliche e spero quindi – conclude Mascitelli - che l'assessore del ramo saprà motivare questa scelta insensata».
Insoddisfatte anche le sigle sindacali che non hanno registrato la volontà aziendale «a ricercare soluzioni concrete su problematiche importanti e strategiche per la continuità e la qualità del servizio e per il consolidamento e il rilancio dell'azione aziendale».
«Dopo circa venti mesi di continui solleciti ad intervenire», sostengono i sindacati riferendosi a qualsiasi ambito di lavoro, «dobbiamo ancora registrare un immobilismo aziendale legato alla logica del "faremo e vedremo"».
«È strano», continuano, «di come il Cda dell'azienda non si sia indignato della mancata riduzione dei suoi componenti, sebbene prevista da una legge regionale attuata per le altre aziende pubbliche del settore e di come abbia accettato, senza battere ciglio, la nomina di un nuovo Vice Direttore Generale».
Bacchettate arrivano anche alla Regione e in particolare l'assessorato ai trasporti «dai quali ci saremmo aspettati, insieme a tutti i contribuenti abruzzesi, una linea di condotta diversa».


01/07/2008 17.02