Sulmona: è scontro per il "Garante dei detenuti" e per la soppressione dell’Ato

Alessandro Biancardi

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SULMONA Si è inchiodato per quasi un’ora e mezza sulla modifica dell’ultimo comma dell’art. 3 del regolamento sull’istituzione del Garante dei detenuti, il consiglio comunale fiume che ha tenuto banco nel caldo pomeriggio di ieri a Palazzo San Francesco.
Più di quattro ore di dibattito per far cadere l'impasse statutario sulla possibilità di nominare il garante anche tra congiunti dei consiglieri eletti, e rinviare l'esame sulla bozza di statuto del nuovo Ambito Territoriale Ottimale provinciale.
Nominati anche i sette capigruppo. Confermata la rosa delle commissioni permanenti di bilancio, industria, urbanistica ed ambiente. Tra il pubblico, i cartelloni dei comitati di Tutela e Salvaguardia del territorio e del “No all'Italsilicon” ricordano al sindaco gli impegni presi firmando la petizione contro opere ad impatto ambientale: «Subito un consiglio comunale straordinario sulla discussione delle industrie insalubri nel territorio».
Una seduta iniziata alle 15.30 sotto il segno dell'assolvimento delle procedure, con la surroga del consigliere dimissionario Michele Lombardo (che ha lasciato dieci giorni fa per un incarico nella segreteria nazionale dell'Uilm) con Filadelfio Manasseri e la costituzione dei Gruppi consiliari e la nomina dei capigruppo.
Per la cronaca, sette: Donato Di Cesare per il PdL, Vittorio Masci per An, Luciano Marinucci per i Socialisti, Silverio Gatta per Sinistra Arcobaleno, Luigi Rapone per l'UDC, Filadelfio Manasseri per il Pd e Luigi Santilli per “Insieme per Lombardo sindaco”.
Senza intoppi neppure le istituzioni delle commissioni permanenti di bilancio, industria, urbanistica ed ambiente, i cui presidenti saranno nominati nella prima seduta utile.

NOMINA GARANTE DETENUTI, ABOLITA INCOMPATIBILITA' PER PARENTELA

L'assise si surriscalda con l'ottavo punto all'ordine del giorno, quando il presidente del consiglio comunale, Nicola Angelucci, relaziona sulla proposta di modifica del regolamento per la nomina del garante dei detenuti, già predisposta da precedente deliberazione del commissario straordinario del 15 ottobre 2007.
In pratica, si chiede che venga abolito il passaggio di norma statutario che impedisce al sindaco di nominare personalità che abbiano legami di parentela con i consiglieri eletti.
Richiesta giustificata dalla non remunerazione della carica, precisa Angelucci.
Si accende la polemica: Di Benedetto (Pd) contesta l'aspetto procedurale e sostanziale dell'operazione «che corre il rischio di introdurre un precedente non conforme al rispetto della democrazia» e con lui fa scudo l'intera opposizione (Manasseri e Iannamorelli in testa).
Difesa serrata, invece, dalle fila della maggioranza, con Masci (An) prima e Di Cesare (PdL) poi a premere sul passaggio non obbligatorio in consiglio a garanzia della correttezza del provvedimento in capo al sindaco.
Poi, salta fuori il nome di Alfonso De Deo, una vita come medico di base al carcere di Sulmona e criminologo di fama internazionale (padre del consigliere di maggioranza Antonio De Deo), e in un ping pong di repliche, dalla maggioranza si puntualizza sulla condivisione dell'elevata statura etica ed umana della persona, non sul procedimento adottato.
Alla fine, è il sindaco Fabio Federico a relazionare, rimarcando con forza l'urgenza di una figura come il garante «in un momento delicato come questo che vede i medici penitenziari passare al controllo delle ASL, senza che queste sappiano come dover agire e a chi riferirsi per i diritti sanitari dei cittadini detenuti».
Dunque, «atto di importanza civile», dice il primo cittadino, «che non può aspettare», lasciando aperta, comunque, la porta ad aggiustamenti di regolamento dopo la nomina.
Alla fine, su 18 consiglieri votanti (non ha preso parte Antonio De Deo, assenti D'Angelo e La Civita), il provvedimento passa con 11 voti favorevoli e 7 contrari.
Poi, su decisione all'unanimità, il consiglio sospende i lavori per dieci minuti per la riunione dei capigruppo. Dopo un'ora e mezza di dibattito, si riprende alle 17.42: il nono punto sulla nomina del garante è stralciato e si arriva alla votazione nominale dei capigruppo. Il nome al voto è Alfonso De Deo, che riceve consenso unilaterale.

STATUTO ATO, RINVIO ESAME APPROVATO ALL'UNANIMITA'

Si arriva alle 18 sull'ultimo punto, il più atteso dell'assemblea: l'esame e la discussione della bozza di statuto dell'Ambito Territoriale Ottimale (ATO) della provincia, passaggio obbligato per la riforma del ciclo idrico integrato fissata dalla legge regionale del 21 novembre 2007, che taglia da sei a quattro gli Ambiti Territoriali, eliminando quelli peligno-altosangrino e marsicano.
In apertura, la relazione dell'assessore alle politiche del territorio, Palmiero Susi, che indica la strada: non analizzare la bozza di statuto presentata alla passata conferenza dei sindaci dal commissario Russo (predisposto dalla regione per liquidare l'Ato soppresso) e chiedere un incontro urgente con il presidente Del Turco e l'assessore al ramo, Mimmo Srour, per discutere sulle problematicità di una riforma non condivisa per il criterio territoriale adottato.
Dopo un'ora di dibattito, in cui si alternano dichiarazioni di indirizzo più che interventi, alle 19.50 si passa alla votazione: all'unanimità si decide sul rinvio dell'esame della bozza, che sarà oggetto, domani pomeriggio, di una riunione dei capigruppo.
Da qui sarà stilato un documento unico da portare, in tempi accelerati, ad una seduta straordinaria del consiglio comunale di Sulmona. Il tutto prima del 16 luglio, giorno in cui la Regione ha convocato la conferenza dei sindaci per il via libera, forse definitivo, allo statuto per la riforma sull'acqua.

Angela Di Giorgio 24/06/2008 11.53