Consiglio provinciale, delibere ritirate e numero legale che non arriva

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Ieri in Consiglio Provinciale, dinanzi ad argomenti importanti come la Variante che interessa la Centrale Turbogas di Gissi, è mancato il numero legale.
«La maggioranza ormai è a pezzi», denuncia il gruppo consiliare del Pdl, «al punto che, trovati i voti necessari per approvare la delibera, non ha avuto quelli indispensabili per garantire la immediata esecutività della delibera».
Tutto ciò nonostante l'appoggio dei due consiglieri dell'Udeur che a parole si sono chiamati fuori dal governo di centrosinistra ma nei fatti lo sostengono.
Sulla delibera riguardante la Centrale Turbogas, inoltre, il consigliere di Rifondazione Comunista, che aveva chiesto il ritiro della delibera, non ha partecipato al voto mentre quello dell'Italia dei Valori si è astenuto, entrambi in evidente polemica con la propria coalizione.
«Una ulteriore figuraccia», continuano i consiglieri di centrodestra, «la maggioranza l'ha poi rimediata quando è stata costretta a ritirare il provvedimento di variazione di bilancio per 13 milioni di euro.
Sulla variazione, infatti, pende ancora il parere sfavorevole del Collegio dei Revisori dei conti che, per l'ennesima volta in quattro anni di amministrazione, ha censurato la gestione contabile e finanziaria della Provincia. E così, nonostante la sbandierata approvazione del Bilancio di previsione entro dicembre dell'anno scorso, il territorio continuerà a scontare per mesi l'assenza di investimenti in settori strategici».
Ma non basta: la Maggioranza è stata costretta a ritirare anche il provvedimento sul Campus dell'Innovazione Automotive e Metalmeccanico in Val di Sangro. Tutto ciò dopo la lettura di ben otto emendamenti, presentati dal capogruppo di An Mauro Febbo, e condivisi da Rifondazione Comunista e dal presidente della commissione statuto Anselmo Zuccarini.


24/06/2008 10.52