Senza tetto, «100 clochard hanno bisogno di un posto dove vivere»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. «L'emergenza dei senza-fissa dimora va affrontata in modo tempestivo e organico, senza creare ghetti in qualche angolo della città», lo ha detto la consigliera comunale del Popolo della Libertà Nicoletta Verì commentando la seduta odierna della Commissione consiliare convocata per affrontare l'emergenza dei senzatetto emersa due settimane fa a Pescara.

Verì sostiene che sia «assurdo» che Pescara e i suoi amministratori «si siano accorti dell'emergenza clochard solo quando il prefetto ha firmato un'ordinanza di sfratto urgente dei container dall'area di risulta dell'ex stazione, un provvedimento nato dall'esigenza di ripristinare l'ordine pubblico».
Ma è pur vero che quell'ordinanza ha di fatto lasciato sulla strada 22 clochard, costringendo le associazioni di volontariato, come sempre, a intervenire.
«Oggi – ha proseguito la consigliera Verì – quelle stesse associazioni impegnate sul territorio ci hanno dato i numeri dell'emergenza:
parliamo di oltre 100 clochard che hanno bisogno di un letto, ma anche di docce, di cibo e di assistenza socio-sanitaria e spesso psichiatrica, come hanno riferito i volontari che da cinque anni continuano a chiedere invano al sindaco D'Alfonso la realizzazione di un Centro diurno».
I container dell'area di risulta «sono stati purtroppo solo la ciliegina sulla torta – ha affermato la consigliera Verì – di un'amministrazione ben poco solidale con chi ha realmente bisogno. A questo punto occorre però intervenire subito, senza creare ghetti».
La consigliera chiede che si passi all'azione «e, per farlo, attorno a quel tavolo devono sedersi anche dirigenti comunali, assessori, sindaco e istituzioni che possono immediatamente reperire i centri necessari. In caso contrario tra appena due mesi, passata l'estate, saremo di nuovo in emergenza».
19/06/2008 17.10