Chiusura Burgo. Aceto: «attendiamo una reazione della Regione»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. «E’ arrivato il momento che la giunta regionale si interessi della vicenda “Burgo”, centinaia di famiglie sono in preda allo sconforto».
Questo è il monito che il Consigliere Regionale Liberato Aceto (Federazione di Centro –Udeur) rivolge al Presidente Del Turco, in merito alla paventata chiusura dello stabilimento di Chieti Scalo della “Burgo Group Spa” e alla conseguente crisi occupazionale che ne deriverebbe.
Ieri uno striscione ed una rappresentanza dei lavoratori ha presidiato palazzo Sirena dove gli stati maggiori del Pd abruzzese erano presenti intorno al vice segretario nazionale, Dario Franceschini.
«In virtù dell'imminente incontro» – prosegue Aceto – «delle rappresentanze sindacali con i vertici aziendali (il prossimo 13 giugno), la Regione ha il dovere di intervenire in via preventiva per cercare una via d'uscita che scongiuri la dismissione della storica “Cartiera” di Chieti Scalo. Un documento politico approvato dal Consiglio Regionale lo scorso 27 maggio (come da verbale n. 103/9), ha impegnato il Presidente Del Turco a seguire direttamente questa delicata vicenda per adottare ogni utile iniziativa tesa a garantire la stabilità dei posti di lavoro».
«In risposta a questo impegno» – specifica Aceto – «continuo, però, a registrare un “assordante” silenzio da parte del governo regionale. Evidentemente il “valzer” di poltrone che ha interessato il “rimpasto di giunta” era prioritario rispetto al futuro occupazionale di centinaia di lavoratori. Ma come è possibile che gli amministratori di una Regione come la nostra, investita peraltro già da una serie di chiusure di realtà produttive, non si siano resi promotori nemmeno di un tavolo tecnico per esaminare questa delicata vicenda?»
«I lavoratori» – continua Aceto - «non si rassegnano a subire la chiusura della “loro” Cartiera. Lo stabilimento di Chieti ha sempre raggiunto i risultati preventivati nei budget aziendali, anzi talvolta essi sono stati superati. Segno questo di una vitalità produttiva delle maestranze. Per questo qualora la “Burgo Group” dovesse manifestare l'intenzione di dismettere il sito di Chieti, occorre che anche le istituzioni si impegnino per trovare degli acquirenti qualificati e affidabili che garantiscano continuità alla produzione».
«Comunque» – conclude Aceto – «voglio rimarcare, ancora una volta, la necessaria unità di intenti che si richiede alle forze politiche per risolvere situazioni delicate, come la vicenda “Burgo”. Singole ed estemporanee iniziative indeboliscono solamente la forza propulsiva che può derivare dall'impegno politico».

10/06/2008 15.01