Il Pdl al Tar contro la vittoria di D’Alfonso:«irregolarità in 128 seggi su 140»

Alessandro Biancardi

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Il Pdl al Tar contro la vittoria di D’Alfonso:«irregolarità in 128 seggi su 140»
PESCARA. Il ricorso è stato depositato al tribunale amministrativo di Pescara. Nei prossimi giorni dovrebbe esserci la notifica degli atti alla parte avversa. La battaglia politica, dopo i ripetuti annunci dei giorni scorsi, si trasforma in giudiziaria visto che un tribunale sarà chiamato a stabilire l’esistenza di eventuali irregolarità procedurali nelle ultime elezioni amministrative. DI PIETRANTONIO:«UN SOGNO NON SI PUÒ NEGARE A NESSUNO»


In quell'occasione il sindaco Luciano d'Alfonso, al primo turno, superò il 50% di 290 voti aggiudicandosi il secondo mandato senza dover affrontare il turno di ballottaggio.
Questa mattina in conferenza stampa il Pdl ha provato ad illustrare il ricorso (che tuttavia non è stato mostrato) e che riporterebbe nei particolari le «moltissime criticità» della macchina chiamata a sovrintendere lo scrutinio, criticità anche definite «incongruenze», «stranezze», altre volte «errori sistematici».
A curare il ricorso gli avvocati Di Tonno e Rulli.
Il candidato sindaco per il centrodestra, Albore Mascia, ha spiegato che i dubbi sono tali e tanti da chiedere «l'annullamento dell'intera fase di votazione» non, dunque, poter andare al ballottaggio ma una ripetizione completa delle elezioni.
Il centrodestra ha riscontrato anomalie in ben 128 sezioni su un totale di 170, anomalie che sarebbero provate da documenti alla mano, vergate nero su bianco nei verbali di scrutinio, unico elemento ufficiale a disposizione dei ricorrenti.
«Un numero enorme di sezioni dove si sono verificate moltissime cose strane che coinvolgono circa 60.000 votanti», ha detto Mascia, «e viste le proporzioni crediamo che le intere elezioni debbano essere cancellate e ripetute. Alla fine dello studio di tutte le carte e dei verbali riteniamo che la prossima volta occorra mettere maggiore attenzione sulla designazione dei presidenti», ha detto Mascia,«che spesso affrontano un gravoso compito con leggerezza e con scarsa preparazione. Compito che invece porta con sé responsabilità enormi con conseguenze di rilievo penale»
Ma che cos'è che non va nelle operazioni di scrutinio di verifica dei voti?
Secondo il centrodestra il caso che si è ripetuto molteplici volte quasi con «sistematicità» è l'incongruenza dei numeri delle schede residue (cioè quelle vidimate antecedentemente e restituite sigillate) ed il numero degli elettori iscritti che non hanno votato. Ci sarebbe quasi sempre un certo numero di schede che sarebbe finito chissà dove e computate erroneamente.
Mascia ha anche parlato di «ombre» e di «dubbi» che devono essere fugati e che «minano le basi del risultato».
Tra le altre cose sono emerse incongruenze legate a voti mai attribuiti: alcuni candidati hanno già protestato perché nella loro sezione non avrebbero ricevuto alcuna preferenza non solo dai parenti ma nemmeno sarebbe stata computata quella certamente espressa da se stessi.
Si è poi citato un caso messo a verbale in una sezione nella quale una signora avrebbe ricevuto per sbaglio quattro schede -fra l'altro già utilizzate per una precedente operazione di voto. La signora, accortasi dell'errore si sarebbe rivolta al presidente di seggio che le avrebbe chiesto di scegliere quale delle schede inserire nell'urna e quali invece invalidare.
«Durante la campagna elettorale abbiamo segnalato numerose violazioni, non ultima quella avvenuta il giorno della vigilia e che ha un rilievo molto importante», ha detto Mascia, «ma anche durante le operazioni di voto e nei giorni immediatamente seguenti».
Insomma una serie di sospetti e di presunte anomalie che il centrodestra chiede vengano fugati una volta per tutte ed in tempi celeri anche se la mole della documentazione sarebbe ingente.
Difficile, allora, prevedere un primo responso prima dell'estate.
L'ultima contestazione relativa ad elezioni a Pescara riguarda il consigliere Grosso che fu prima escluso dal consiglio comunale poi riammesso dal Consiglio di Stato. Nel frattempo erano passati due anni.

10/06/2008 13.18

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=14874]LE PROTESTE ALL'INDOMANI[/url]
[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=14855]I VOTI DI TUTTI I CONSIGLIERI[/url]

DI PIETRANTONIO:«UN SOGNO NON SI PUÒ NEGARE A NESSUNO»


«All'inizio era solo lo scopo di vanificare la vittoria di Luciano D'Alfonso al primo turno, per accarezzare l'idea di un provvidenziale ballottaggio. Oggi, invece, vuoi per la cocente sconfitta amministrativa che per le nuove alleanze che si vanno definendo sugli scranni comunali dell'opposizione, matura il sogno di annullare completamente le elezioni che hanno visto il sindaco uscente Luciano D'Alfonso rieletto con 41.233».
Sarcastico e duro il commento di Moreno Di Pietrantonio (Pd), «di fronte a questi numeri», ha aggiunto, «non possiamo che attendere fiduciosi qualsiasi pronuncia possa venire da parte degli organi di giustizia amministrativa invocati da Albore Mascia e dal Pdl, con la speranza che possano cambiare la dura realtà messa a nudo dalle urne. Resta però un dato di fatto a farci restare sereni, che per quanto si sogni, sia oggettivamente complicato riuscire a recuperare attraverso un ricorso la possibilità avere quei 20.000 voti che i pescarsi hanno deciso di deviare su D'Alfonso perché fosse rieletto sindaco e nonostante la concomitanza di un appuntamento elettorale politico che nella stessa città di Pescara, durante le stesse ore, attribuivano ben altri risultati alla stessa coalizione che ha candidato Mascia alla guida della città. Forse, i pescaresi hanno capito che l'amministrazione ha lavorato tanto e ha lavorato bene».
10/06/2008 18.29