Una doccia fredda per Di Matteo, assessore in pole position?

Alessandro Biancardi

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SCANDALO DELL'ACQUA AVVELENATA. ABRUZZO. Il rimpasto della giunta di Del Turco non arriva proprio in un buon momento. Ne sa qualcosa il consigliere regionale Donato Di Matteo (Pd) e neo consigliere comunale di Pescara che era in pole position per un posto da assessore. IL SONDAGGIO: DIMISSIONI DEGLI INDAGATI? SCANDALO ACQUA, MEETUP DI GRILLO: «COMUNE DI CHIETI SI COSTITUISCA PARTE CIVILE»
Di Matteo, tutti lo sanno, ad ogni tornata elettorale riesce a portare una valanga di voti e a questo giro sembrava proprio giunto il momento del meritato premio.
Ipotesi che nei giorni scorsi era diventata ormai una certezza ma dopo la notizia dell'avviso di garanzia che lo ha colpito (insieme ad altre 32 persone) per lo scandalo dei pozzi inquinati della Val Pescara nella sua posizione di presidente pro tempore dell'Aca, c'è chi pensa che non sia il caso.
Si starebbe facendo qualche problema proprio il presidente Del Turco; preme sull'acceleratore e spinge Di Matteo verso la Giunta, invece, il segretario regionale del Pd Luciano D'Alfonso che chiede di non crocifiggere gli indagati.
La parola d'ordine adesso è mediare: qualunque sia la decisione si rischia di scontentare qualcuno. Rifondazione e Idv non gradirebbero troppo quella presenza, perché se è vero che ci sono altre teste di serie indagate per la Sanità (Del Turco, Bernardo Mazzocca, Sanità, Tommaso Ginoble, ex Trasporti ora in Parlamento, Marco Verticelli, Agricoltura, Franco Caramanico, Ambiente, e Giovanni D'Amico, Bilancio, - tutti del Pd - Mimmo Srour, Lavori pubblici, e Fernando Fabbiani, Lavoro, oltre al segretario particolare Lamberto Quarta) è anche vero che adesso le accuse contestate sono ben più pesanti e potrebbero creare malumori tra le migliaia di abruzzesi che per anni hanno mandato giù acqua avvelenata e adesso si ritrovano guidati da uno dei presunti responsabili.
Inquietante, inoltre, il silenzio di ogni schieramento politico (ad eccezione di Rifondazione Comunista). Nessuno ha chiesto chiarimenti, nessuno ha chiesto spiegazioni, nessuno ha avanzato la richiesta di dimissioni, solitamente invocate per qualsiasi bazzecola. Assordante il silenzio soprattutto del centrodestra che invece preferisce guardare altrove…
Tutti tacciono e Di Matteo spera, in silenzio, che il garantismo gli garantisca la sua comoda poltrona da assessore.

28/05/2008 10.28

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SCANDALO ACQUA, MEETUP DI GRILLO: «COMUNE DI CHIETI SI COSTITUISCA PARTE CIVILE»

CHIETI. Il Meetup di Beppe Grillo di Chieti, dopo l'avviso di 33 avvisi di garanzia per lo scandalo dei pozzi inquinati ha chiesto al Comune di Chieti di dare «immediata attuazione» alla delibera consiliare n. 465 del 17/12/2007.
In questa delibera il Comune si impegna ad intervenire nei confronti dell'Ato e dell'Aca per il miglioramento delle reti; ad ottenere comunicazione preventiva per eventuali sospensioni dell'acqua; ad evitare un aumento delle tariffe per l'anno 2007 (tariffe in realtà già aumentate, come evidenziato dagli organi di stampa nei giorni 15, 16 e 17 maggio 2008).
Inoltre, stando sempre alla delibera citata, il Comune dovrebbe far conoscere ai cittadini le risultanze dei lavori della Commissione Regionale d'inchiesta sugli Ato, sollecitare l'avvio dello studio epidemiologico e la comunicazione dei relativi risultati e costituirsi parte civile nel procedimento penale in corso nei confronti dei responsabili del disastro ambientale.
«In questa delibera», continua il meetup di Chieti, «si richiedeva la chiusura degli ultimi pozzi contaminati rimasti aperti. In realtà essa arriva in ritardo poiché era stato precedentemente comunicato alla popolazione, a mezzo stampa, che la chiusura definitiva dei pozzi era già avvenuta in data 1 dicembre 2007. Chiediamo pertanto di fare chiarezza su questo punto».
Il Meetup di Chieti assisterà alle prossime sedute consiliari per conoscere da vicino le decisioni assunte dall'amministrazione cittadina, «per vigilare sull'operato dell'amministrazione stessa e per fare in modo che delibere come la n. 465 del 17/12/2007 vengano seguite da azioni concrete».

28/05/2008 10.28