Legge L’Aquila capoluogo: terminato lavoro in sub commissione

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. La sub commissione creata per la redazione della legge speciale per L'Aquila ha concluso il lavoro in tempi particolarmente brevi, ed ha fuso in unico elaborato le due proposte presentate nei mesi scorsi sull'argomento.
«Sono molto soddisfatto per il lavoro svolto», ha detto il Presidente della II^ Commissione permanente Antonio Verini, «la legge è eccellente e, se ci sarà la volontà politica della maggioranza, potrà essere rapidamente approvata dalla II Commissione e quindi dal Consiglio regionale. Nel merito la legge intende affermare lo sviluppo dell'Aquila e delle aree interne come obiettivo strategico della regione e, quindi, ripristinare per L'Aquila lo status di città Capoluogo della Regione Abruzzo. A tale scopo, la legge si preoccupa di assicurare nel tempo le risorse economiche ed i servizi materiali ed immateriali necessari alla crescita economica e sociale dell'Aquila e del suo comprensorio. In effetti fino ad oggi – continua Verini - la politica non ha saputo dare risposte alla crisi delle aree interne e non sa dare sufficienti prospettive per il futuro. L'Aquila, città Capoluogo di diritto ma non di fatto, risulta inoltre enormemente sottostimata nelle attribuzioni delle spese regionali e nei correlati servizi, come quelli sanitari».
«Il riequilibrio», ha aggiunto, «non è questione di campanile, ma costituisce un interesse generale di tutto l´Abruzzo. E' questa l'ottica dell'Unione Europea ed è questo il punto di vista della nostra legge. Per combattere lo spopolamento, per bloccare la fuga di cervelli, per attrarre nuove imprese hi-tech e nuovi talenti, per inventare nuove attività produttive, per promuovere veramente il turismo, occorre puntare alla valorizzazione congiunta di risorse ambientali e culturali, di ricerca e innovazione, di pubblica amministrazione e servizi alle attività produttive, di infrastrutture materiali ed immateriali, di strutture assistenziali».
«Tutto ciò», conclude Verini, «non costituisce una naturale evoluzione di trend spontanei di sviluppo, ma può essere l'esito possibile di politiche coraggiose. La comunità aquilana lo reclama ed occorre farlo nell'interesse di tutti gli abruzzesi. Noi siamo fortemente impegnati e speriamo davvero che sia la volta buona».

17/05/2008 8.47