Montesilvano, l'opposizione dice no al "ristrettro" sanitario

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. Come una classe di ragazzini indisciplinati, tra sfottò e nervosismi si è discusso ieri in consiglio comunale su vari temi tra cui il recente problema del distretto sanitario.


MONTESILVANO. Come una classe di ragazzini indisciplinati, tra sfottò e nervosismi si è discusso ieri in consiglio comunale su vari temi tra cui il recente problema del distretto sanitario.L'opposizione batte i pugni su un «distretto sanitario perlomeno sufficiente a rispondere alle esigenze della popolazione di Montesilvano, ma anche dell'interland Vestino e Città S.Angelo», come ha spiegato Adriano Chiulli (Pd).
Con una delibera di Consiglio nel luglio del 1995, (amministrazione Gallerati), venne stabilito che il Polo sanitario dovesse avere una superficie di 5.678 mq ampliabile fino a 8.000 mq con annesso poliambulatorio, delegando cura e mantenimento all'allora Azienda Speciale Deborah Ferrigno.
«I fondi che abbiamo a disposizione», ha spiegato ieri l'assessore alle Politiche Sanitarie Bruno Sabatini, «sono 1 milione e 250 mila euro stanziati dalla Regione con l'accordo del 31 Luglio 2007 e da utilizzare entro 18 mesi. Per questo», ha chiarito l'assessore, «vogliamo provvedere alla realizzazione di un primo lotto funzionale e funzionante, in attesa di fare la restante parte successivamente».
Ma secondo l'opposizione non c'è rischio che i fondi vengano revocati «abbiamo incontrato l' assessore regionale alla Sanità Bernardo Mazzocca e il manager dell'Asl pescarese Antonio Balestrino», ha spiegato il consigliere Chiulli, «entrambi ci hanno assicurato che i fondi resteranno a nostra disposizione quindi possiamo fare cose ragionate».
Superare i limiti dell'attuale distretto è quello che chiede a gran voce l'opposizione, considerando che ad oggi ci sono 25 servizi sanitari e non hanno tutti gli ambulatori necessari.
«Ginecologia è aperta solo il lunedì mattina, fisioterapia ha spazi angusti e scomodi. Un terzo dei cittadini di Montesilvano», ha continuato Chiulli, «sono anziani con una pensione minima e non possono permettersi servizi a pagamento».
Il dilemma è: perché passare dalla situazione attuale che vede 1100 mq con la guardia medica (fuori però dal distretto) ad appena 700 mq? Cordoma ha spiegato più volte che i soldi non bastano ma il centrosinistra non ammette storie.
«Noi vogliamo un distretto sanitario, non un ristretto sanitario», ha confermato un nervoso Leo Brocchi.
«La nostra proposta è quella di progettare l'intero distretto sanitario e far sì che la realizzazione sia immediata. Prioritaria la costruzione del primo lotto e soprattutto chiediamo che sia il Comune con l'azienda sanitaria ad occuparsi della cosa, lasciando da parte l'Azienda Speciale», ha specificato il consigliere di Rifondazione Comunista Cristian Odoardi.

MARAGNO: «ATTENZIONE ALLE SCUOLE»

«Montesilvano cresce e le scuole non bastano. Il plesso di Montesilvano Colle con 160 bambini, tra medie ed elementari, dovrà essere chiuso l'anno prossimo per lavori di ristrutturazione urgente», ha illustrato il consigliere Maragno.
Ma il sindaco Cordoma ha annunciato uno «stanziamento di 1 milione di euro per rifare arredi scolastici e messa in sicurezza delle scuole. Mi sono reso conto durante le mie visite nelle scuole», ha detto ancora il primo cittadino, «di quanto la situazione sia catastrofica, siamo indietro riguardo alle norme di sicurezza e procederemo anche per l'agibilità. Costruiremo una nuova scuola media ed elementare».
Ma Maragno si è detto insoddisfatto della replica del primo cittadino «i progetti del sindaco hanno una scadenza di 2-3 anni. Questo è un problema immediato, bisogna trovare una soluzione tempestiva».

VIDEOSORVEGLIANZA IN CITTA'

Si prevede per Montesilvano una rete di telecamere che andranno a tutelare beni pubblici e persone ovviamente, con una stazione di monitoraggio situata presso il Comando di Polizia Municipale.
«Verranno tutelati i diritti della privacy attraverso la possibilità del cittadino di ottenere conferma del trattamento dei dati che lo riguardano. È uno strumento di deterrenza» assicura il consigliere Ermanno Falco (Fi).
«La mia proposta è che le telecamere non si limitino a controllare atti di vandalismo per la città, devono essere estese al Lungofiume per perseguire chi getta rifiuti nel fiume, è un mezzo per prevenire non per punire», ha commentato Odoardi.

Antonella Graziani 16/05/2008 10.46