Personale Regionale in agitazione:«ci si prepara a nuove manovre clientelari»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Ci sarebbero nuovi tentativi per la sistemazione di personale vicino agli ambienti politici. Il tentativo sarebbe quello di aumentare la pianta organica e di dare più poteri alla presidenza del consiglio.
Torna nuovamente di attualità il problema delle assunzioni alla Regione. Questa volta qualcosa si muoverebbe al Consiglio regionale.
Così dopo le polemiche della stabilizzazione dei cococo di Giunta finito alla Procura della Repubblica, «ora è la volta del Consiglio cercare nuovamente di mettere le mani sul personale».
A denunciare le manovre è sempre Giuseppe Tagliente (Pdl), consigliere regionale.
Intanto i malumori sono tangibili tra il personale che per domani ha convocato una assemblea sindacale.
«In buona sostanza – spiega Tagliente – mentre è in corso il tentativo d'individuare un percorso per la stabilizzazione dei precari, ai componenti la subcommissione preposta pervengono, in forma anonima, due ipotesi di lavoro che ripropongono il contenuto di un progetto di legge d'iniziativa dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale già respinto per due volte in commissione di merito».
«E perché sia stato respinto – aggiunge Tagliente – lo si capisce subito: vengono aumentati gli staff dei 2 consiglieri segretari di 1 unità, quelli dei presidenti delle 8 commissioni permanenti di 1 unità; viene gonfiata la cat.A, la più bassa, destinata a scomparire proprio perché inadatta ad un'Assemblea legislativa, addirittura con una previsione di 15 unità in più e un aumento della pianta organica di 108 unità; viene attribuito all'Ufficio di Presidenza il potere di gestire l'organizzazione dei Gruppi».
«Insomma – attacca Tagliente - il messaggio pare essere chiaro : se si vuole stabilizzare il personale precario bisogna ingoiare il “rospo” di quello che desidera la presidenza del consiglio, che vorrebbe trasformare un'Assemblea legislativa secondo le logiche da comunello di provincia».
«Allora deve essere chiaro – conclude Tagliente – che la stabilizzazione dei precari è e deve essere un'opportunità - per chi vi aspira e per l'Amministrazione - e non può trasformarsi nell'occasione per modificare surrettiziamente l'organizzazione del lavoro all'interno del Consiglio, generando ad arte conflitti tra il personale dipendente e quello precario».

15/05/2008 15.03