Distretto Sanitario, «il Comune ricorra ad un mutuo»

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. La nuova diatriba tra maggioranza e opposizione in Comune riguarda il distretto sanitario di base progettato durante la vecchia amministrazione e definito con la partecipazione della Asl di Pescara.



Il progetto di 800 mq prevede un finanziamento della Regione di 1.250.000 euro per la costruzione del distretto e la contrazione di un mutuo da parte dell' Azienda Speciale (ex Deborah Ferrigno) con rate pagate dalla Asl pescarese. Ma tutto si bloccò quando vennero alla luce le "marachelle" di Cantagallo e soci.
Il distretto prevedeva tre piani: il primo per uso sanitario (ambulatori, pronto soccorso, radiologia, ecc), il secondo adibito ad uso della Deborah Ferrigno, il terzo lasciato per convegni ed assemblee. Ma secondo l'attuale amministrazione è un'opera faraonica, quindi si riduce tutto all'essenziale: con il finanziamento della Regione si può arrivare solo a 600 mq.
«Non si può tornare indietro e ridimensionare, che significa praticamente ridurre, un servizio così importante per i cittadini. Questa è un'amministrazione di incapaci, sono spaventati dai debiti che attribuiscono alla vecchia amministrazione, ma sono loro che non sanno agire» protesta Di Pasquale, consigliere comunale.
«Bisogna realizzare una struttura che sia almeno il doppio di quella attuale per avvicinare l'assistenza sanitaria al cittadino, deospitalizzando molti servizi che possono efficacemente essere svolti nei Distretti Sanitari», afferma il consigliere Feliciano D'Ignazio.
La richiesta di non ridimensionare il distretto sanitario implica anche l'attivazione di nuovi servizi per il cittadino in modo da evitare di ricorrere per ogni occasione all'Ospedale Civile di Pescara (che, per il rispetto dei codici, costringe a lunghe attese nel Pronto Soccorso) e la possibilità di scegliere di non rivolgersi a strutture private a pagamento.
«Le possibilità per ampliare il distretto e farlo arrivare anche a 1000-1500 mq ci sono», continua D'Ignazio. «Chiediamo di far contrarre il mutuo al Comune stesso. Una struttura di 600 mq è del tutto insufficiente a garantire un giusto servizio sanitario per la città che in estate grazie ai turisti supera i 100.000 abitanti».
Secondo il consigliere Adriano Chiulli «la realizzazione della struttura che dovrà ospitare i servizi sanitari deve essere realizzata dal Comune e dall'azienda sanitaria unitamente all'assessorato regionale, anche per semplificare le procedure, e senza la partecipazione dell'Azienda per i servizi sociali che si occupa appunto di servizi sociali e non sanitari. Si potrebbero ipotizzare ulteriori fondi che possono essere reperiti, di concerto tra Comune e Azienda Sanitaria, tenendo conto dell'attuale spesa annua per il pagamento degli affitti dei locali pari a circa 90.000 euro, anche attraverso il ricorso ad un mutuo con una rata di pari importo».
L'opposizione ha così chiesto un consiglio comunale urgente per giovedì alle 18 «per risolvere l'importante questione».
A.G. 14/05/2008 10.16