Ops da società mista a futuro carrozzone pubblico da profondo rosso

Alessandro Biancardi

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Ops da società mista a futuro carrozzone pubblico da profondo rosso
CHIETI. Esercizio da parte del Comune di Chieti del diritto di prelazione per l'acquisto dell'Ops spa. Sarà questo il primo punto all'ordine del giorno del Consiglio comunale di Chieti di lunedì mattina, in seconda convocazione.
A seguire il Consiglio – in prima convocazione - proseguirà con alcune interrogazioni. Ma l'argomento politico più importante sembra proprio la Ops, le cui azioni disponibili (11.655 destinate alla Provincia e 1345 al Comune) saranno acquistate interamente dal capitale pubblico, dopo la liquidazione dei tre soci privati.
La trasformazione dell'Ops in società a capitale interamente pubblico dipende dalle nuove disposizioni di legge (Decreto Bersani) che chiariscono quali sono i compiti e le competenze di queste società che debbono lavorare solo per il settore pubblico.
Ma al di là di queste scelte legislative, il dato politico che emerge è quella del fallimento del “giocattolo” che la Provincia ha utilizzato- visti i risultati di gestione - quasi esclusivamente per nomine di presidenti e di consigli di amministrazione.
Ma è anche la chiusura – si spera – di una gestione che ha assicurato solo compensi ad alcuni (e non parliamo degli impiegati semplici), forse sproporzionati in relazione ai risultati negativi degli ultimi anni.
Cose del resto non nuove e già viste ampiamente in moltissimi settori della nostra regione e in Italia.
Dunque una società decotta, i cui bilanci – scrivono i Revisori dei conti – sono «per il 2006 negativi per 248.420,00 euro, a causa di componenti negative di reddito per 485.078,00 dovute alla circostanza che erano stati erroneamente contabilizzati ricavi non maturati negli esercizi 2004 e 2005».
E per il 2007 non si conosce la determinazione del risultato di gestione.
La fine ingloriosa della Ops spa, organizzazione progetti e servizi, nata con il compito di assicurare il controllo delle caldaie a gas e la produzione di sistemi informativi per gli enti locali, è dunque certificata dalla relazione del Collegio dei revisori dei conti.
Dopo aver accertato che l'importo complessivo delle quote da parte del Comune è del 9% per un esborso di 39.475,75 euro, i Revisori annotano: «Si segnala che sono quattro esercizi che la Società chiude in perdita; che di tale circostanza s'è tenuto conto nella determinazione del patrimonio sociale, ma non nell'attitudine futura di produrre risultati positivi di gestione».
L'unico punto a favore dell'acquisto è il ruolo strategico che potrà avere in futuro l'Ops.
L'acquisto delle quote dei tre soci privati (Itagas Ambiente srl, R.S.D.E, e Studio di Ingegneria E. Magni & C. sas) costerà 381.589,00 euro, di cui, come detto, 39.475,75 saranno a carico del Comune.
La trasformazione in società pubblica servirà anche a salvare i posti di lavoro attualmente funzionanti, ma la domanda è: saprà l'Ops pubblica recuperare il ritardo nei settori in cui doveva operare e rilanciarsi sul mercato?

s. c. 03/05/2008 11.02