De Laurentiis fuori dalla Camera, l’Udc abruzzese da Casini

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Alta tensione nell'Udc in Abruzzo dopo l'esclusione dal Parlamento del candidato abruzzese, Rodolfo De Laurentiis, a favore di Ferdinando Adornato.
Problemi in casa Udc Abruzzo e per una volta il "porcellum" ha penalizzato la stessa classe politica che adesso rivendica la necessità di portare a Roma un uomo scelto dal popolo.
Recriminazione forse arrivata in ritardo ma gli esponenti del partito di Casini, a due settimane dal voto, vogliono vederci chiaro.
Tutto è scoppiato quando Adornato, eletto anche in Campania, ha optato per l'Abruzzo, lasciando fuori il marsicano De Laurentiis, ex segretario della commissione di Vigilanza della Rai.
Forse nessuno se lo aspettava. Forse i patti prima del voto erano diversi, altrimenti non si spiegherebbe questa contestazione.
Gli abruzzesi dell'Udc, è certo, non hanno nessun rappresentante in parlamento ed è scoppiata la rivolta.
Il segretario regionale, Antonio Menna, e i quattro segretari provinciali, Carlo Masci (Pescara), Antonio Prospero (Chieti), Gianni Paris (L'Aquila) e Lino Silvino (Teramo) hanno chiesto d'urgenza un incontro con il presidente Casini.
«La situazione verificatasi in Abruzzo», ha affermato Menna, «è estremamente penalizzante per gli elettori dell'Udc, convinti di portare in Parlamento un abruzzese».
Menna ha infine espresso viva preoccupazione per la tenuta del partito in Abruzzo privata di un deputato che da due legislature lavorava sul territorio.

30/04/2008 9.59