Grillo e il V2-Day: «Libera informazione in libero Stato»... ma a chi interessa?

Alessandro Biancardi

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INFORMAZIONE INSTRUMENTUM REGNI . ABRUZZO. Cominciamo dal principio. Per risollevare il Paese e fare pulizia occorre cominciare dal principio. Ed il principio è il diritto di avere una informazione corretta. Diritto ad essere informati correttamente (valore costituzionale che deriva dall'articolo 21 della Costituzione). RACCOLTA DI FIRME…..MA SARANNO INUTILI...    
INFORMAZIONE INSTRUMENTUM REGNI . ABRUZZO. Cominciamo dal principio. Per risollevare il Paese e fare pulizia occorre cominciare dal principio. Ed il principio è il diritto di avere una informazione corretta. Diritto ad essere informati correttamente (valore costituzionale che deriva dall'articolo 21 della Costituzione).

RACCOLTA DI FIRME…..MA SARANNO INUTILI...

 


 


E' dunque questa la priorità di Beppe Grillo che spera di bissare il successo del primo Vday, quello dell'8 settembre che si proponeva di mandare a quel paese la Casta dei politici. Il prossimo 25 aprile la liberazione invocata è quella dalla informazione viziata, parziale, disonesta.
«L'informazione è un diritto. Vi è stato tolto. Per questo siamo ridotti così. Solo attraverso una libera informazione l'Italia tornerà un Paese libero, bello, splendente come nel Rinascimento. Io ci credo, credeteci anche voi».
Così Beppe Grillo dal suo blog invoca uno scatto d'orgoglio della gente comune che deve difendere i propri diritti e destarsi dal soporifero trans in cui è stata gettata dai media.
«Il 25 aprile è un'occasione per dire ai partiti, alle banche, alla Confindustria e a Testa d'Asfalto (Berlusconi ndr)», spiega Grillo, «che in Italia comandano i cittadini. Che l'informazione deve essere al servizio della democrazia, non dei gruppi di potere. I partiti non hanno mai fatto una legge contro il conflitto di interessi. Domandatevi il perchè. Per beneficenza? O perchè con una libera informazione sarebbero spariti tutti, TUTTI, il giorno dopo per non farsi prendere a calci nel culo dagli italiani».
Il 25 aprile gli amici di Beppe Grillo in 400 città italiane organizzeranno una raccolta di firme per i referendum per una libera informazione in un libero Stato. «No all'ordine corporativo dei giornalisti, al finanziamento pubblico di un miliardo di euro all'anno all'editoria, alla legge Gasparri sulle radiotelevisioni. 400 città con musica, informazione, giovani e vecchi per una giornata di festa».
«I magnifici 4. Influenzano l'opinione pubblica», spiega Grillo, «Possiedono le principali televisioni, i giornali più diffusi. Li usano per difendere i loro interessi. I direttori di testata sono loro dipendenti. Li scelgono, li pagano, li licenziano. E se li scambiano come le figurine. Mimun passa dal Tg1 al Tg5. Riotta dal Corriere della Sera al Tg1. La democrazia è una bella parola, ma cosa vuol dire questa parola in realtà? Il conflitto di interessi tra i poteri economici e i media è enorme. Ha raggiunto tali dimensioni che non lo vediamo più. E' diventato normale che un quotidiano come il Corriere della Sera abbia tra gli azionisti banche e gruppi industriali. Quando tutto è falso, il vero scompare. Diventa un concetto impalpabile, metafisico».


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LE COSE CHE NON TI HO DETTO

Ed il comico genovese passa poi agli esempi e fa notare come una delle notizie più importanti di questi giorni non sia stata data da alcun organo di informazione.
«I parlamentari condannati, prescritti, indagati, imputati e rinviati a giudizio eletti in Parlamento sono settanta. Ne avevano candidati 100. I 70 voi non li avete votati. Sono stati scelti dai segretari di partito. Dai secondini di partito. Reclutati nei tribunali e all'uscita delle carceri».

I 70 neo eletti sono così ripartiti (secondo quanto riporta il libro di Travaglio Gomez "Se li conosci li eviti"):
- PDL 45 (proposti 56)
- PD 13 (proposti 18)
- Lega Nord 7 (proposti 8)
- UDC – Rosa Bianca 5 (proposti 9)

«Il numero dei condannati in via definitiva è diminuito da 24 a 16», continua Grillo, «In aumento invece il numero dei condannati in primo e secondo grado, come il neo senatore Cuffaro UDC, che potranno difendersi meglio grazie all'immunità parlamentare. Stabile il numero dei prescritti e degli indagati. Per i primi la sentenza è arrivata fuori tempo massimo e si sono rifatti una vita, per i secondi l'eventuale condanna non arriverà più».
I 70 sono stati eletti, secondo il comico genovese, «per mancanza di informazione. Nella scheda elettorale il loro nome non c'era. Io avevo chiesto, oltre al nome, la fedina penale, in modo che il cittadino potesse scegliere il pregiudicato preferito. Non mi hanno accontentato».


SOLDI PUBBLICI A IMPRESE PRIVATE

Dietro le leggi che prevedono aiuti ai privati ci sono di sicuro meccanismi degni di essere considerati.
Le imprese vanno aiutate perchè possano produrre di più, offrire posti di lavoro, migliorare il Paese.
Ma il nostro è un Paese che riesce a distorcere anche i principi migliori e a trasformarli in aberrazioni.
Non si spiegano altrimenti gli oltre 200 milioni di euro all'anno che il governo gira sistematicamente a colossi editoriali che sfornano prodotti che hanno dal rotocalco di gossip da parrucchiere, a quotidiani più o meno credibili, intorno ai quali ruotano bilanci di migliaia di milioni di euro.
Che senso ha allora per il cittadino pagare 58 milioni di euro all'anno a Rcs Corriere, Sole24ore e Repubblica?
Eppure a voler proprio calcolare tutto si arriva da uno esborso totale annuo di un miliardo di euro.
Sembrerebbero a prima vista tutt'altro che piccole imprese in difficoltà.
Ma c'è di più.
Nonostante gli aiuti di Stato i molti editori da decenni ormai sfornano migliaia di precari che per 5 euro ad articolo con tutta la buona volontà non raggiungono i 500 euro al mese.
Non dovrebbe essere lo Stato a controllare magari certificando anche la regolarità delle assunzioni?
Perchè tanta distrazione e tanta precarietà alla luce del sole?
Di questo argomento Grillo non fa menzione parlando di "casta" dei giornalisti come se i giornalisti fossero tutti uguali e privilegiati.
Eppure dopo così laute sovvenzioni pubbliche non pare secondario che gli editori più importanti siano anche quelli che sfruttano di più potendo contare anche su una certa tranquillità.
Ma il risultato peggiore è che nonostante gli aiuti il prodotto non migliora, anzi peggiora.
Moltissimi giornali proprio potendo fare affidamento su entrate certe di milioni di euro si adagiano non dovendo per forza vendere, limitandosi alla gestione finanziaria di soldi che spesso privilegiano partiti direttamente o indirettamente.

SOVVENZIONI-DISINFORMAZIONE


Secondo Grillo ci sarebbe uno stretto legame tra gli aiuti dello Stato e la conseguente disinformazione.
Il tutto sarebbe dovuto allo stretto legame tra editori e potere politico, poteri contigui che espletano i loro effetti direttamente sulla informazione che può "creare un caso", attutire effetti, far sparire un fatto, creare polemiche, distruggere e creare miti, oppure, come accade negli ultimi anni, "pulisce" la fedina penale...
E se la politica si fa su giornali e tv, la politica da sempre si è impossessata dei media.
Così accade per la Rai, pubblica, affossata ed incapace di reagire perchè sotto stretto dominio politico.
Ma le cose descritte così bene sono eclatanti in uno scenario nazionale ma a livello locale diventano ancora peggio.
Accade nella nostra regione con un numero di tv visibili su tutto il territorio regionale che si contano sulle dita di una mano, dove vige l'assoluto monopolio della carta stampata ed è, dunque, facilissimo e veloce occupare tutte le caselle.
Anche a livello regionale vi sono sovvenzioni per l'editoria...

IL V2-DAY IN ABRUZZO

Tutti gli appuntamenti sono specificati nella mappa qui sopra. I vari gruppi del meetup proporranno la raccolta firme per l'abolizione di tre leggi:

• Abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria. Il finanziamento pubblico all'editoria costa, ai cittadini, 1 miliardo di € all'anno. I finanziamenti creano dipendenza economica dei giornali portandoli ad una posizione di servilismo nei confronti di chi concede il finanziamento.
• Abolizione dell'ordine dei giornalisti. Unico al mondo, voluto da Mussolini, ha creato una casta autoreferenziale. Informare è un diritto di tutti.
• Abolizione del D.lgs. 177/2005 (Legge Gasparri). In nessuna democrazia al mondo una riforma vergognosa come la Gasparri consegna l'informazione televisiva a un gruppo privato come Mediaset e ai partiti. Essa ha rafforzato il duopolio e salvato Rete4 dalla propria destinazione giuridicamente appurata: il digitale. Europa7 e il suo patron Di Stefano (nostro corregionale) non possono trasmettere nonostante una sentenza della Corte Costituzionale del 1999.

«Il sistema radiotelevisivo italiano è qualcosa di vergognoso», hanno commentato gli organizzatori abruzzesi «degno della peggiore Repubblica delle banane. Attualmente siamo tornati al sistema, già collaudatissimo, per cui il Presidente del Consiglio controllerà le 6 principali reti televisive.
La stessa informazione locale, salvo le piccole eccezioni, è in mano ai grandi gruppi editoriali legati a quello o a quell'altro schieramento politico.

…..MA QUELLE FIRME SARANNO INUTILI

Purtroppo però la fatica degli organizzatori e di quanti decideranno di fare la fila e mettere una firma sarà tecnicamente inutile.
La legge del 1970 che regola lo svolgimento dei referendum, infatti, stabilisce che «non può essere depositata richiesta di referendum nei 6 mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per le elezioni delle Camere».
La data in questione è quella del 6 febbraio scorso, ovvero il giorno dello scioglimento delle Camere. Questo vuol dire che le firme potranno essere depositate solo dal giorno 8 agosto. Ma qui scatta l'intoppo.
Le firme, infatti, devono essere state raccolte nei 90 giorni precedenti. Quindi Grillo ha sbagliato i calcoli, perché i 90 giorni cadono il 7 maggio.


21/04/2008 9.26