A Chieti il consiglio comunale non s'ha da fare

Alessandro Biancardi

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CHIETI. 19 presenti e 21 assenti. Anche venerdì scorso il consiglio comunale è saltato per mancanza del numero legale. Bufera politica e tutti contro la maggioranza che, nonostante temi importanti all'ordine del giorno, non è riuscita a garantire la seduta.

Sul tavolo c'era anche la discussione sulla crisi occupazionale della cartiera Burgo di Chieti Scalo, ordine del giorno presentato dall'Udeur.
Circa 300 lavoratori impiegati presso la Cartiera , che può vantare un indotto di quasi 800 persone, rischiano adesso di perdere il posto di lavoro.
«Se le notizie di fonte sindacale in mio possesso rispondessero al vero», ha spiegato il consigliere di centrodestra Umberto Di Primio, «la storia della Cartiera potrebbe veder scrivere l'ultimo suo capitolo nel corso del prossimo anno».
Ma il consiglio ha rimandato la questione.
Attivo invece il fronte delle accuse e delle polemiche che si sono scatenate nei giorni scorsi contro il primo cittadino Francesco Ricci.
«Sarò giudicato dai fatti nel 2010», ha detto il sindaco a chi lo critica, «per quello che avrò saputo o non saputo realizzare come amministratore, e sono certo che per quella data i fatti mi daranno ragione».
E ne ha un po' per tutti quelli che negli ultimi giorni lo hanno contestato: accuse al neo deputato del Pdl Fabrizio Di Stefano «che mi attacca dal primo giorno di mandato - non perché lo voglia veramente ma solo perché il suo amico Mauro Febbo lo pressa da vicino poichè è smanioso di sedersi sulla mia poltrona» e il consigliere Di Paolo: «la sua preoccupazione maggiore è quella di prendere i primi posti nelle processioni e nelle cerimonie con un'abilità notevole nello spiazzare altre autorità, anche più alte».
19/04/2008 14.58