Ballottaggio Sulmona.Federico(Pdl) Vs Lombardo(Pd) e l’incognita apparentamenti

Alessandro Biancardi

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SULMONA. Non è bastato il vantaggio del candidato del Popolo della Libertà a chiudere la partita delle amministrative a Sulmona. Sarà, dunque, il ballottaggio del 27 e 28 aprile a decidere chi la spunterà tra Fabio Federico (PDL) e Michele Lombardo (PD) per la poltrona più alta di Palazzo San Francesco.
Secondo i dati definitivi, sul 77,02% dei votanti e 17750 schede scrutinate, a Fabio Federico (PdL- Alleanza per Sulmona- L'Alternativa è donna) sono andati 7170 voti, il 42,16%, mentre Michele Lombardo (Pd- Partito Socialista-Insieme per Lombardo sindaco) si è fermato al 35,80%, con 6088 voti. Buone le performance di Sinistra L'Arcobaleno e Unione di Centro: dopo la debacle nazionale, la formazione di sinistra, guidata da Silverio Gatta, candidato sindaco, è andata al 6,2%, con 1055 voti, mentre Pino Schiavo, candidato per l'Udc, ha conquistato il 7,1% delle preferenze, con 1213 voti. Per l'outsider Alicandri Ciufelli, in campo con la lista civica “Un'altra Sulmona è possibile” e Di Pietro-Italia dei Valori”, il 6,08 % delle preferenze, 1035 voti. Fanalino di coda, Emiliano Splendore, candidato sindaco de La Destra, con 443 voti, pari al 2,6%.
E dopo il resoconto dello scrutinio di ieri pomeriggio, con i dati definitivi arrivati solo alle 4:41 di ieri mattina dal sito del Viminale ( e qualche rallentamento della macchina elettorale per la comunicazione a rilento dei dati), si apre il sipario del ballottaggio, con l'incognita apparentamenti. Una carta che potrebbe valere oro soprattutto per chi adesso si trova a rincorrere, e far sperare in un risultato tutt'altro che scontato.
Tirato un sospiro di sollievo per il temuto “effetto politiche” anche sulle amministrative, Michele Lombardo ha parlato di «risultato importante, con 4 punti percentuale in più rispetto al dato nazionale che ci inchiodava anche qui al 31%, segno che- ha continuato- gli elettori hanno voluto cogliere aspetti della campagna elettorale fatta sul territorio e premiato questa scelta».
E sulla possibilità di apparentamenti con altre liste, «il dato da cui partiamo –ha detto il leader del Pd sulmonese-è l'apertura e l'ascolto delle esigenze che vengono dai programmi degli altri candidati. É l'unica valutazione che faremo, perché la città ha bisogno di programmi ed idee».
Netta e precisa la posizione di Fabio Federico, forte del vantaggio di questo prima manche elettorale:« In linea di principio, sono contrario agli apparentamenti. Preferirei parlare di accordo politico: se qualcuno intenderà aderire al nostro progetto, non dovrà minare in alcun modo la maggioranza e il programma di governo».
Dunque, l'indirizzo è andare dritti per la propria strada, senza concessioni di troppo.
Diverso il ragionamento per i partiti minori, che pure in questa tornata sembrano aver giocato bene e che potrebbero rappresentare l'ago della bilancia.In primo luogo, l'UdC di Giuseppe Schiavo, soddisfattissimo per il risultato ottenuto:«Abbiamo lottato contro due titani e ci siamo basati solo sulla fiducia dei cittadini» ha detto il candidato sindaco dell'Unione di Centro.
«Per gli apparentamenti, faremo le giuste valutazioni, anche con il partito.Di certo, l'apertura c'è e siamo disposti a dialogare con tutti».
Più restrittive le parole di Silverio Gatta, anche lui contento del risultato raggiunto: «Anche se sono dispiaciuto per il dato nazionale, non nego la mia soddisfazione per il lavoro svolto a Sulmona- ha detto il candidato sindaco di Sinistra L'Arcobaleno. Un risultato che premia un lavoro di squadra che ci impegna da quasi un anno e conquistato grazie anche all'apporto dei giovani».
Parole diverse per la questione apparentamenti: «Oggi avremo un'assemblea del nostro partito e faremo le nostre valutazioni in base ai nostri programmi. Di sicuro, se sarà apparentamento (con il Pd, inteso, ndr), esigeremo il rispetto dell'autonomia del gruppo e quello del nostro programma, in primo luogo su sociale e ambiente».
Si tira fuori dal gioco apparentamenti Carlo Alicandri Ciufelli, che con i suoi 1035 elettori potrebbe fare gola a più di qualcuno.
«Non avendo raggiunto le nostre liste di appartenenza il 3% di sbarramento, siamo di fatto esclusi dal consiglio comunale e, quindi, l'ipotesi apparentamento non sarebbe neppure possibile», ha detto Ciufelli.
«In settimana faremo un'assemblea della lista e cercheremo di definire alcune cose. Certo, come lista civica, anche se ci stanno già cercando per incontrarci, quello che possiamo fare è dare indicazioni di voto anche in base ai nostri programmi. Poi, deciderà l'elettorato. Il nostro progetto, però, va avanti, non si ferma assolutamente qui».
Dunque, le prossime ore saranno decisive per capire con chi si vorrà percorrere la strada che separa da Palazzo San Francesco. Il promemoria è che sarà una “compagnia” che il prossimo consiglio si dovrà portare anche per i cinque anni di governo cittadino.

a.d.g. 17/04/2008 10.05