Valloreja (Sfl): «Casinò e museo per una nuova Pescara»

Alessandro Biancardi

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Valloreja (Sfl): «Casinò e museo per una nuova Pescara»
PAROLA AI CANDIDATI. PESCARA. Lorenzo Valloreja ci prova ancora e si candidata a sindaco di Pescara con la sua lista Sfl Innovazione per Pescara. 32 anni, imprenditore, si definisce un saggista. Ha un figlio e la grande passione per la politica.
Punto di forza: è lontano anni luci dall'immagine negativa della Casta politica. Punto di debolezza: non può contare il sostegno di altre liste.

Come mai questa decisione di candidarsi a sindaco?
«Ritengo di dovermi candidare nuovamente poiché, a fronte di una mia costante opera di segnalazione e di proposizione a questa amministrazione di quelle che per me erano le problematiche e le priorità da risolvere a Pescara, la maggioranza D'Alfonso è stata del tutto sorda o disattenta, inchiodando così di fatto la nostra città alle stesse problematiche irrisolte che da 10 anni a questa parte attanagliano i cittadini: Traffico, Sicurezza, Lavoro».

Perché i cittadini dovrebbero votarla?
«I cittadini devono votare la nostra lista perché essa è l'unica che può risolvere veramente i problemi di Pescara. L'alternanza bipolare centro-destra/centro-sinistra stringe l'Italia da circa 15 anni e come a livello nazionale così anche a livello locale questa alternanza ha prodotto i suoi nefasti risultati: programmi similari, incapacità di prendere delle scelte chiare e decise, ingovernabilità data dai mille interessi presenti all'interno delle varie coalizioni».

Quali sono secondo lei le esigenze più sentite dai pescaresi?
«I cittadini manifestano, giustamente, uno spasmodico bisogno di sicurezza. A questa esigenza noi abbiamo già dato delle risposte chiare. La mia richiesta ai ministri competenti di portare il Distretto Investigativo Antimafia a Pescara, ad esempio, servirebbe sicuramente, qualora questa venisse accolta, a frenare e debellare completamente il fenomeno dell'infiltrazione mafiosa nella nostra Regione».

Le sue tre priorità per la città?
«Le mie tre priorità sono: Traffico, Cultura e Turismo. Il problema della viabilità a Pescara oramai è irrisolto da troppo tempo. La cultura per Pescara a nostro modo di vedere non sarebbe solo un occasione per elevare lo spirito, ma anche un elemento di ricchezza reale. E' nostra intenzione pertanto rendere possibile la realizzazione del museo Guggheneim a Pescara sull'area dell'ex Cofa. La fondazione Salomon Guggheneim infatti cerca attualmente un sito per insediare un nuovo museo che abbia come bacino d'utenza il sud del Mediterraneo. Per ciò che riguarda il turismo, noi dobbiamo mettere in condizione i balneatori di poter lavorare»

Cosa manca oggi a Pescara?
«Oggi a Pescara mancano molte cose, dal Teatro Monumentale, ad un dormitorio per i clochard, da più alloggi popolari ad un centro per le esposizioni, ad una centrale a Biomasse, ma forse quello di cui la città ha più bisogno per rilanciare il turismo e far girare l'economia è un casinò municipale che dovrebbe essere posizionato nelle vicinanze del Gugghenaim. In questa struttura non andrebbero a dilapidare i propri risparmi le persone comuni, ma solo i ceti più ricchi ed abbienti d'Italia, portando così in città turisti che possono spendere».

A che risultato punta la vostra lista?
«La nostra lista punta ad essere determinante nella fase di ballottaggio, per poter così poi vedere realizzati molti dei nostri punti in una successiva fase di governo. E siamo sicuri che questo accadrà perché la nostra formazione è molto coesa. La nostra lista, a differenza di molte altre è completa, 40 Consiglieri Comunali e siamo una delle poche realtà locali che esprimono in tutti e tre i quartieri dei candidati alla Presidenza delle Circoscrizioni. Retiniamo questa volta di poter fare veramente la differenza».

Qual è il candidato che teme di più?
«Temo molto Luciano D'Alfonso perché ne conosco le qualità di "Magico Pifferaio", ma so bene che i cittadini di Pescara hanno perso da un pezzo l'anello al naso, quindi sapranno ben scegliere il proprio primo cittadino».

La politica oggi è in crisi?
«La politica oggi è in crisi perché non ci sono più politici. L'attuale classe dirigente è improvvisata. Il sottoscritto non sembra, ma fa gavetta dall'età di 15 anni. Mi sono sempre appassionato alla cosa pubblica e ritengo che l'amministrazione di un ente debba essere solo ed esclusivamente un onore e non una situazione per perseguire i propri interessi privati. Quando ho avuto l'occasione di essere nella sala dei bottoni penso di aver dimostrato di essere capace e lungimirante, oggi mi propongo come colui che può realmente imprimere una sterzata vigorosa a questa situazione d'incertezza e povertà»

Come intende sfruttare le nuove tecnologie in una sua eventuale amministrazione
«Io utilizzo quotidianamente tutte le più innovative tecnologie per comunicare sia con gli elettori che con voi cari giornalisti, ritengo pertanto che l'amministrazione in questo debba svecchiarsi notevolmente ed aprirsi totalmente alla rete. Internet deve, oltre che fornire tutti i vari servizi telematici possibili, come ad esempio le autocertificazioni, le denunce, il pagamento delle bollette o la verifica della trasparenza amministrativa, anche essere l'antenna, il radar con il quale l'amministrazione deve captare l'umore della piazza, le esigenze della gente».
Ma detto questo ritengo, per un retaggio di cultura "cuculliana" che il contatto umano, vis a vis, non possa essere sostituibile da nessuna tecnologia, pertanto se da un lato bisogna potenziare i servizi telematici, dall'altro bisogna anche rafforzare il momento d'ascolto diretto con il cittadino che spesso è abbandonato a se stesso».
10/04/2008 11.01