Di Quinzio (Pd): «renderemo Francavilla affascinante»

Alessandro Biancardi

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Di Quinzio (Pd): «renderemo Francavilla affascinante»
VERSO IL VOTO A FRANCAVILLA. Nicolino Di Quinzio è il candidato sindaco del Pd, Italia dei Valori, Francavilla dei Valori. 56 anno, sposato e quattro figli è un avvocato patrocinante in Cassazione, ex direttore del Consorzio industriale della Valpescara, ex assessore comunale, ex dirigente regionale.    
Tra i punti del suo programma l'efficienza nell'utilizzo di denaro pubblico, la pianificazione del territorio e assicura: «non chiuderò gli occhi davanti a disservizi e starò vicino alle persone meno fortunate, agli anziani e ai bambini».

I punti di forza e di debolezza della passata amministrazione?
«Certamente l'idea della città slow e il ruolo attivo giocato nell'attuazione del piano sociale sono a mio parere i punti di forza della passata amministrazione. Le eccessive deroghe al P.R.G. vigente; l'assenza di una strategia finalizzata allo sviluppo del turismo che ha causato, tra l'altro, il cambio di destinazione urbanistica di diversi alberghi presenti sul nostro territorio in civili abitazioni; una non corretta strutturazione delle società partecipate con conseguente proliferazione di "poltrone" e di costi a queste collegate: questi alcuni tra i principali punti di debolezza».

I tre problemi irrisolti che vi ritroverete in eredità
«Sono sicuramente i problemi legati all'occupazione, sicurezza e la identità della città. Non abbiamo ancora trovato un nostro preciso ruolo all'interno dell'area metropolitana, non siamo riusciti a far emergere con chiarezza le nostre peculiarità. Così rischiamo di rimanere marginali, di essere considerati una sorta di "periferia residenziale" dell'area metropolitana».

Qual è la sua idea sul Turismo della città?
«Francavilla da sempre è stata ritenuta una città a vocazione turistica e tale è per le sue indubbie attrattive naturali e per la sua invidiabile posizione geografica. Pertanto ci proponiamo di favorire e sostenere la nascita di ulteriori strutture ricettive quali agriturismi, bed & breakfast, country house, strutture ricettive classiche, e, soprattutto, intendiamo supportare quelle esistenti. Per far questo è necessario predisporre uno strumento urbanistico idoneo a dare certezze a tutti i possibili investitori del settore, anche utilizzando strumenti quali il comparto d'area»

La sua idea sullo sviluppo di Francavilla?
«Penso ad un progetto che valorizzi le vocazioni turistica e culturale, rendendo la città "affascinante" per coloro che la vorranno conoscere. Ma soprattutto penso ad una città in cui il "buon vivere" sia l'elemento distintivo: qualità della vita, servizi efficienti, manifestazioni culturali continue e di qualità, particolare attenzione ai cittadini meno fortunati. In questo contesto vogliamo lavorare per sostenere il commercio locale, il "commercio amico"».

Un progetto concreto da realizzare per esportare il nome della città all'esterno?
«Francavilla è una città giovane e le nuove generazioni meritano una particolare attenzione che finora è mancata. Stiamo lavorando ad uno specifico progetto: uno spazio adeguato per dimensioni ed attrezzature che ospiti un innovativo "laboratorio di idee" per le nuove generazioni, un luogo di ricerca e sperimentazione per l'intera area metropolitana. Sarebbe interessante affiancare al "laboratorio" anche un concorso ed un premio a valenza nazionale che veda i giovani protagonisti esclusivi».

Le tre cose che farete nei primi 100 giorni?
«In primo luogo apriremo una "fase di ascolto" della città. Chiameremo le associazioni di categoria, i sindacati, i professionisti, le associazioni sociali e di volontariato, il mondo della scuola e della cultura ad esprimere il proprio punto di vista sulle problematiche della città ed a concorrere a costruire una nuova strategia di sviluppo.

La seconda...
«In secondo luogo intendiamo lavorare per riorganizzare il Comune, renderlo più efficiente ed efficace, valorizzando la professionalità dei suoi dipendenti. Bisogna essere consapevoli che se la struttura organizzativa dell'Ente non funziona al meglio non si riescono a raggiungere gli obiettivi dell'Amministrazione».

…e terzo?
«In terzo luogo intendiamo concentrare l'attenzione sul miglioramento dei servizi ai cittadini. L'erogazione di servizi di qualità costituisce il primo dovere dell'Ente locale e interessa tutta la collettività. Chiarezza, trasparenza, facilità di accesso, corretta informazione, economicità: queste le parole chiave per una nuova strategia dei servizi. Naturalmente non basteranno cento giorni ma la nuova impostazione del lavoro va immediatamente impostata».

08/04/2008 16.09