Pescara come Venezia, acqua alta dopo la pioggia

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3921

Pescara come Venezia, acqua alta dopo la pioggia
PESCARA. Nuvoloni e pioggia battente a Pescara e mezza città si è completamente allagata. Cittadini imbufaliti e campagna elettorale che si infiamma. Tutti contro D'Alfonso, tutti con la stessa domanda: «cosa si è fatto per arginare il problema?»
La situazione questa mattina in città è stata davvero drammatica ed effettivamente, lo scenario è sempre lo stesso: si è allagato il piazzale del Comando dei Vigili del Fuoco, in viale Pindaro, di via D'Avalos (dove i commercianti non sono neanche riusciti ad aprire i negozi per l'acqua alta fin sopra i marciapiedi), via del Circuito, via Fonte Romana e via Di Sotto, dove l'acqua è scesa dalla collina a valle mista al fango, via Gran Sasso, la rotonda del Rampigna, tutto il lungomare Cristoforo Colombo, via Tavo, via Ferrari, l'asse stradale pedonale che dalla stazione ferroviaria conduce in piazza della Repubblica, il parcheggio golenale, via Tirino (dietro l'università), l'intera via Marconi, dove l'acqua alta ha paralizzato il traffico con una colonna di auto che è arrivata sino all'altezza dell'ex Aurum. E poi ancora completamente bloccate via Potenza (dietro l'ufficio postale di Pescara centro), via San Donato, via Cecco Angiolieri, via Tibullo, via dei Peligni, dove l'acqua è penetrata dentro i negozi. E ancora via Raiale: decine di auto sono rimaste intrappolate nel sottopasso, in panne, bloccate dall'acqua penetrata nei motori.

«Interi quartieri allagati», ha commentato Stefano Murgo di Pescara in Comune.
«Ho personalmente percorso, per accompagnare mio figlio all'asilo nido, la zona del nuovo tribunale attraversando San Donato fino alla zona delle cooperative ed era tutto completamente allagato, l'acqua superava ampiamente i marciapiedi con il pericolo che la macchina si spegnesse».
«Bastano due giorni di pioggia per mostrare i fallimenti della classe politica che ci ha amministrato fino a oggi, della giunta D'Alfonso come di quelle precedenti», chiude Murgo.
E attacca Luigi Albore Mascia, candidato sindaco per il Pdl: «una città intera paralizzata dall'acqua alta, fogne ostruite o comunque sottodimensionate, soprattutto a ridosso dei nuovi insediamenti edilizi e decine di cittadini che si sono ritrovati con negozi e garage sommersi. Mi chiedo oggi, mentre Pescara vive il suo ennesimo venerdì 'nero', dove siano finiti gli oltre 400 cantieri appaltati dall'amministrazione comunale uscente che, in cinque anni, non è riuscita a evitare un singolo allagamento dopo ogni acquazzone».
«Per l'ennesima volta», ha continuato Mascia, «si è trattato di un episodio perfettamente prevedibile ed evitabile: sarebbe stato sufficiente garantire la pulizia delle bocche di lupo e dei tombini per limitare i disagi».
«Lo avevamo previsto e lo abbiamo ripetuto per 60 mesi chiedendo interventi tecnici per sistemare la rete sotterranea dei servizi», rincara la dose Nicoletta Verì, consigliera di Forza Italia uscente e candidata. «Ma per 60 mesi l'amministrazione comunale uscente ha preferito accusarci di strumentalizzare eventi eccezionali e imprevedibili, anziché redigere progetti tecnici per ridisegnare la rete fognante della città". E' l'accusa lanciata stamane dalla candidata al Consiglio comunale di Pescara per il Popolo della Libertà Nicoletta Verì in merito all'emergenza allagamenti vissuta oggi dal capoluogo adriatico».
«Rifare le fogne», continua, «avrebbe reso poco all'immagine del sindaco uscente, forse perché sono opere interrate e non rientrano tra le operazioni di facciata che tanto lo gratificano. Oggi Pescara era più simile a Venezia, con l'acqua alta ovunque, dal centro alla periferia, le macchine galleggiavano anziché transitare, un'immagine davvero poco dignitosa per la nostra città che non riesce a fronteggiare neanche un acquazzone».
«Sono anni che Pescara soffre di questo male ogni volta che la pioggia cade», Ha detto Carlo Masci (Udc),«e anche in questo caso il sindaco D'Alfonso non è riuscito a migliorare la situazione.
A questo punto mi viene in mente una battuta: forse D'Alfonso ha confuso la città con il porto, dove servirebbe acqua per far rientrare in sicurezza le barche, mentre nel centro urbano davvero non se ne sente il bisogno!».

IL COMUNE:«PIOGGIA ECCEZIONALE: ABBIAMO LA SITUAZIONE IN PUGNO»

Secondo il Comune si è trattato di «piogge eccezionali» «pari a 54 millimetri che ha ovviamente determinato disagi».
«Il vento da nord ed il mare grosso», dicono dal Comune, «hanno impedito il normale deflusso del fiume Pescara con un innalzamento del proprio livello a monte della foce. Tale condizione ha fatto sì che il sistema di deflusso delle acque (Fossi Bardet) non riuscisse a smaltire tutta la quantità di pioggia precipitata, oberando le fogne in diversi luoghi e vie cittadine.
Situazioni critiche si sono verificate nella zone di San Donato, viale Marconi, via Tirino, via Pepe, via Elettra, v.le Pindaro, zone dove i problemi saranno presto e «definitivamente risolti» con la ultimazione, su via della Bonifica, del grande collettore che capterà tutte le acque in arrivo, oltre a quelle della zona limitrofa a San Donato, portandole a sfociare a Fosso Vallelunga.
Pochi invece i disagi riscontrati nella zona nord della città.
04/04/2008 15.09