Pdl: «A Loreto Aprutino è scattato l'inciucio»

Alessandro Biancardi

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LORETO APRUTINO. Nella seduta del consiglio comunale del 31 marzo scorso è stato nominato presidente del consiglio Gianno Di Fermo, eletto tra le fila della minoranza.
Il consigliere del Popolo della Libertà Emanuele Evangelista parla apertamente di «inciucio», nemmeno troppo inaspettato tra la maggioranza (Sinistra Arcobaleno e Socialisti) e spezzoni del partito democratico loretese.
I secondi, sostiene Evangelista, «hanno riaffermato ancora una volta la loro innata sete di poltrone e di potere, donando prova del loro più becero machiavellismo ed imbastendo un'operazione subdola e meschina che ha trovato la complicità colpevole di un sindaco e di una maggioranza ormai boccheggiante, privi non solo dei numeri ma soprattutto di idee e programmi in base ai quali gestire la cosa pubblica».
Dopo l'accordo c'è stata la nomina di Gianni Di Fermo in quota Pd (dopo la sfiducia del presidente del Consiglio D'Addazio della Sinistra Arcobaleno) vicenda che, secondo il centrodestra «la dice lunga su come viene interpretata la politica e l'amministrazione a Loreto Aprutino».
Evangelista sostiene ancora che nel Comune ci siano «veri professionisti del salto della quaglia» e che in realtà «l'amministrazione non pensa affatto alle istanze dei cittadini».
Il Pdl chiede le dimissioni di tutto il governo e restituire ai cittadini la possibilità di scegliere i proprio rappresentanti attraverso le elezioni.

03/04/2008 12.02