Polo chimico di Bussi: «per il rilancio puntare di più su produzioni chimiche»

Alessandro Biancardi

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BUSSI. Specializzare il sito industriale di Bussi sul Tirino verso produzioni chimiche dall’elevato “valore aggiunto”, quali colle, siliconi e solventi per il settore calzaturiero, vernici per il settore dell’auto, miscele per termoplastici, agrofarmaci e fertilizzanti.



BUSSI. Specializzare il sito industriale di Bussi sul Tirino verso produzioni chimiche dall'elevato “valore aggiunto”, quali colle, siliconi e solventi per il settore calzaturiero, vernici per il settore dell'auto, miscele per termoplastici, agrofarmaci e fertilizzanti. Tutto ciò, sfruttando soprattutto le potenzialità che vengono da tecnologie “sostenibili”.
E' la ricetta indicata dallo studio formulato dall'Istituto per la promozione industriale, l'Ipi, voluto dall'Osservatorio chimico provinciale e realizzato grazie a un contributo della Regione Abruzzo.
I primi risultati della ricerca, messa a punto tra giugno e novembre dello scorso anno con una indagine condotta su ben 173 aziende abruzzesi e marchigiane interessate alle produzioni chimiche – e realizzata in stretta collaborazione con la facoltà di Economia dell'università D'Annunzio presieduta da Anna Morgante - sono stati presentati questa mattina a Pescara, nel corso dei lavori dello stesso Osservatorio chimico, riunito con il presidente della Provincia di Pescara Giuseppe De Dominicis, alla presenza di dirigenti del gruppo Solvay, delle associazioni d'impresa, di rappresentanti delle università abruzzesi.
Dunque, secondo lo studio dell'Ipi, che sarà presentato ufficialmente a imprese e istituzioni nelle prossime settimane, «è possibile mantenere la vocazione chimica del sito, dirigendosi verso produzioni sostenibili su piccola e media scala, ricercando integrazioni di filiera anche al di fuori della chimica, ma non escludendo l'affiancamento di altre attività che vadano oltre il tradizionale background storico del territorio».
Di grande interesse, la sottolineatura offerta dallo studio elaborato dai tecnici dell'Ipi sulla produzione di materiali da fonti vegetali (le biomasse), sull'uso di fonti energetiche rinnovabili, sulle possibilità – al di fuori dell'ambito strettamente chimico – di valorizzare le oppurtunità offerte dalla logistica e di attività produttive a elevato contenuto innovativo.
«Il complesso confronto condotto con le aziende intervistate», è stato spiegato, «ha messo in evidenza anche gli elementi di maggior appetibilità del sito dell'alta Val Pescara: ottima dotazione di infrastrutture, cultura chimica diffusa, qualità della Pubblica amministrazione, la presenza di servizi e utilities, la convenienza degli spazi messi a disposizione di possibili nuovi investitori».

02/04/2008 14.40