Licio Di Biase:«Votare me per dar voce ai diseredati»

Alessandro Biancardi

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Licio Di Biase:«Votare me per dar voce ai diseredati»
PAROLA AI CANDIDATI. PESCARA. La sua passione è la scrittura ed infatti ha scritto più di un libro. Ma la sua vita ruota intorno alla politica da sempre. Licio Di Biase è impiegato, ha 51 anni, è sposato. E' stato esponente locale dell'Udeur di Mastella ma alle amministrative si presenta con la lista Cattolici e Democratici per Pescara.
Punto di Forza, ha preso le distanze dall'ex ministro della Giustizia e la mossa, in questo momento, non può che giovargli. Punto di debolezza: è uno degli amministratori rimasto invischiato nell'inchiesta della Procura di Pescara sul Comune e l'urbanistica.


Perché la decisione di candidarsi a sindaco?
«La decisione di candidarmi nasce fondamentalmente da due spinte. Una, la più importante, è la spinta che sale dalla città ed è una richiesta di evitare l'omologazione culturale, un rischio che Pescara sta vivendo in modo palpabile. La mia candidatura vuole essere un'opportunità per dare voce alla diversità rispetto all'appiattimento che vive una parte della città, che rischia di non essere più riconoscibile e di perdere i segni più veri della sua identità; Avverto che a Pescara c'è una città sensibile a temi e a problemi che sono rimasti fuori dall'agenda del Sindaco D'Alfonso e sono questioni che mai vi troveranno spazio».

Che città è quella a cui vuol dar voce?
«E' la città del disagio sociale ed economico, in particolare con le periferie dimenticate e i commerciati penalizzati, ho accettato di entrare in prima persona in una competizione in cui, da decenni, ho sempre vissuto l'esperienza da candidato a consigliere».

Ha detto "due spinte", qual è la seconda spinta che l'ha portata a candidarsi?
«A Pescara da sempre esiste una realtà politica centrista, moderata che fatica a definire una propria identità, a ritrovare una propria collocazione. E per dare una prospettiva e un futuro a questa realtà, che ho assunto l'impegno di candidarmi a Sindaco, per essere un riferimento in una competizione elettorale amministrativa, che rischia di non avere la forza della moderazione, in quanto condizionata dall'altra campagna elettorale, quella politica per il rinnovo del parlamento».

Perché i cittadini dovrebbero votare la sua lista
«Vogliamo essere il riferimento al disagio sociale ed economico che caratterizza la nostra città. Disagio delle periferie per cui ci batteremo e poi disagio dei settori produttivi della città, una città terziaria, che vive di commercio e di un piccolo turismo, però importante, che trova nella balneazione il suo punto di forza…tutti settori tartassati dall'amministrazione».

In questo inizio di campagna elettorale ascoltando la gente qual è l'esigenza più sentita?
«L'abbattimento della pressione tributaria e fiscale… l'addizionale Irpef, l'aumento delle varie tariffe, l'aumento in maniera esponenziale della tariffa dei rifiuti, a causa del mancato avvio della raccolta differenziata…»

Le tre priorità del suo programma
«Abbattimento della pressione tributaria e riduzione degli sprechi, abolizione del piano traffico e riapertura della rampa di uscita dell'asse attrezzato,revisione del piano spiaggia… »

Cosa manca oggi a Pescara?
«Manca l'attenzione alla cultura, alla nostra storia, alla nostra identità…manca la pescaresità»

A che risultato punto la vostra lista?
«Ad avere una presenza seria e qualificata in consiglio comunale».

Qual è il concorrente che teme di più?
«Temo l'assenteismo, perché c'è un rifiuto della politica».

La politica oggi è in crisi?
«Certo e la crisi nasce dall'incapacità della politica di riformarsi. Il sistema politico è figlio del sistema elettorale e siccome in questo Paese ogni organismo istituzionale da eleggere, dal consiglio circoscrizionale al Parlamento europeo, ha un sistema elettorale diverso, la confusione è normale»

Come intende sfruttare le nuove tecnologie, come internet, nella sua eventuale amministrazione.
«Credo che internet sia uno strumento incredibile… da qualche mese abbiamo smesso di pubblicare un mensile "terzo Millennio" su cartaceo e ora lo pubblichiamo sul sito, ma soprattutto lo inviamo agli indirizzi di posta elettronica dei nostri abituali lettori e sono 3500 indirizzi…e possiamo fare anche il settimanale……quindi c'è uno spazio incredibile».

01/04/2008 10.14

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