Castiglione (An): «per ora resto nel partito ma basta umiliazioni»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Stamattina il consigliere di Alleanza Nazionale Alfredo Castiglione è tornato sulla storia della sua esclusione dalle liste dei candidati alla Camera dei deputati e sulla decisione di restare ugualmente un membro del partito: «non ho chiesto nessun incarico politico per restare ma solo di essere ascoltato in futuro».
Ad una settimana dall'incontro romano con i vertici del partito che lo hanno fatto desistere dalla decisione di abbandonare An, Castiglione è tornato a parlare.
Ha assicurato che non ha chiesto incarichi per il futuro. Ha assicurato di non aver fatto passi indietro e ha confermato anche l'amarezza provata per l'esclusione tra i candidati alla Camera.
Ha portato con sé anche un documento, datato 27 febbraio 2008 e firmato da Lorenzo Sospiri. E qui si legge: «il partito ritiene di sostenere con parere unanime la candidatura del Dott. Castiglione nella parte elettiva della lista, nella quota spettante ad An della lista Pdl». Insomma, a quanto pare erano tutti d'accordo.
Alla fine, invece, quel nome è saltato. Al suo posto proprio quello di Sospiri e Castiglione ha perso la testa.
Ha giurato vendetta, aveva anche preparato armi e bagagli e aveva annunciato di essere pronto a migrare in altri lidi, lui e i suoi quasi 10 mila voti su cui può fare affidamento.
Poi da Roma lo hanno fatto ragionare. Lui si è lasciato convincere e si era addirittura parlato di una candidatura alla Regione per tenerlo buono.
Ma lui stamattina ha smentito.
«Non ho formulato richieste di incarichi o altro, visto che nella mia vita politica ho sempre preferito conquistarmi sul campo "le stellette" arrivando a ricoprire incarichi elettivi frutto esclusivamente del lavoro svolto quotidianamente tra la gente e del consenso ricevuto», ha spiegato.
E allora cosa è successo a Roma? Come l'hanno convinta a restare? «Mi sono limitato, oltre a riferire l'amarezza, a chiedere che in futuro io venga ascoltato senza dover subire umiliazioni o vedermi scavalcato da logiche che niente hanno a che fare con la meritocrazia interna e la rappresentanza democratica».
E Castiglione ha anche fatto sapere che non si candiderà al Comune di
Pescara: «dopo tre consiliature vissute intensamente credo sia giusto lasciare spazio ad altre persone e perché è mio intendimento prepararmi all'impegno delle regionali del 2010 quando saremo chiamati dagli abruzzesi a mandare a casa Ottaviano Del Turco».
Insomma, con o senza promesse romane, il futuro di Castiglione sembra proprio andare verso L'Aquila.

15/03/2008 15.06