Loreto Aprutino, tutti pronti per la sfiducia ma…

Alessandro Biancardi

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LORETO APRUTINO. Doveva svolgersi ieri sera il consiglio comunale in cui la maggioranza aveva presentato la sfiducia al presidente del consiglio comunale. Era stato organizzato tutto nei minimi particolari. Poi qualcosa non ha funzionato e la sfiducia non è arrivata.
Le tensioni all'interno dell'amministrazione era alta, la seduta è andata deserta e il sindaco e la sua maggioranza è rimasta chiusa in una stanza per discutere "privatamente" dei problemi interni.
«C'ero solo io in aula», racconta Emanuele Evangelista, consigliere del Popolo della Libertà, «e i consiglieri Cerratani (indipendente), Donatelli (Idv)».
Nessun altro, saltato il numero legale, quindi, e assemblea caduta nel vuoto.
«L'assessore Rasetta», racconta ancora Evangelista, «non era stata chiamata a sottoscrivere la sfiducia poichè la sinistra democratica non la ritiene più membro di maggioranza, poi c'era l'assenza di Nicola d'Addazio, presidente del consiglio comunale ricoverato in ospedale per problemi di salute. Questi due imprevisti hanno creato non poche difficoltà».
«I tanti cittadini intervenuti all'adunanzA del consiglio», continua il consigliere di minoranza, «hanno dovuto assistere ad uno spettacolo indecoroso offerto dalla maggioranza guidata da Bruno Passeri che, con l'aggiunta del consigliere Di Fermo Gianni (eletto tra le file della minoranza ha oramai sancito l'inciucio con i partiti al potere), hanno preferito chiudersi nella stanza del sindaco per discutere delle loro problematiche attendendo la scadenza dei tempi previsti dalla normativa in modo da mandare deserta la seduta».
Evangelista bolla questo come un «comportamento irresponsabile» per chi «ha voluto una sfiducia, l'ha presentata al consiglio ma poi non ha avuto il coraggio di votarla. Un comportamento simile a quello dei bambini che prima fanno i capricci (lettera al sindaco per sfiduciare un loro componente) poi il danno (presentano la mozione al consiglio creando tensioni politiche e personali di rilievo) ed alla fine si nascondono per evitare che i genitori li puniscono (restano chiusi in una stanza senza assumersi la responsabilità davanti al consiglio comunale ed ai cittadini). Siamo solo alle prime battute di una crisi che certamente ci donerà altri colpi di scena».

14/03/2008 9.29