Sanità, medici specializzandi: «Del Turco non ci risponde»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Non hanno ricevuto risposte e ci sono rimasti male. I medici specializzandi dell'Aquila volevano un chiarimento da parte di Del Turco sulla mancata aziendalizzazione e sul pericolo di chiusura che attualmente corrono numerose Scuole di Specializzazione.
Per questo avevano inviato una lettera aperta al presidente della Giunta regionale e oggi la mancata risposta «è sembrata a noi tutti abbastanza sospetta e, a voler pensar male, cominciamo anche a sospettare le ragioni e le pressioni che hanno portato l'attuale Giunta e l'attuale Consiglio Regionale ad opporsi agli emendamenti da noi suggeriti in sede di Consiglio Regionale lo scorso 4 marzo».
Emendamenti che, hanno chiarito i diretti interessati «tentavano di far rispettare ciò che per legge è stabilito, e cioè l'avvio dell'aziendalizzazione dal Gennaio 2009», dopo che già c'era stato un rinvio.
Loro assicurano che non era assolutamente nelle loro intenzioni dar vita ad una polemica con i medici ospedalieri, «con molti dei quali operiamo e collaboriamo egregiamente ogni giorno», e come non ci sia «mai stata, in nessuna sede, una nostra affermazione relativa alla loro incapacità di formare giovani medici; facciamo notare loro, però, che per status il Medico Ospedaliero rivolge la propria opera prevalentemente all'Assistenza, il Medico e il Docente Universitario oltre all'assistenza ha compiti di Ricerca e di Didattica che per contratto e per legge deve onorare».
Adesso tocca al presidente rassicurare i giovani medici.
Le scuole a rischio chiusura sono quelle di Anatomia Patologica, Anestesia e Rianimazione, Audiologia e Foniatria, Biochimica Clinica, Chirurgia Plastica-Ricostruttiva-Estetica, Ematologia, Farmacologia Medica, Fisica Sanitaria, Igiene e Medicina Preventiva, Malattie dell'apparato cardiovascolare, Medicina del Lavoro, Medicina dello Sport, Medicina Fisica e Riabilitativa, Ortopedia e Traumatologia, Otorino-Laringoiatria, Patologia Clinica, Psicologia Clinica, Urologia. «Queste», raccontano gli specializzandi, «non hanno servizi, reparti, posti letto a direzione universitaria all'interno della struttura ospedaliera di riferimento della Facoltà di Medicina e Chirurgia di L'Aquila (Ospedale San Salvatore); inoltre, le dichiarazioni di disponibilità del Manager Asl di L'Aquila Marzetti non hanno trovato un concreto riscontro nel Piano Aziendale».
Queste scuole, quindi, nell'attuale condizione, non risultano rispondenti ai requisiti minimi per il loro accreditamento e sono di fatto destinate a chiudere. «Del Turco», ricordano oggi, «aveva firmato un contratto anche con ognuno degli Specializzandi afferenti alle Scuole a rischio per risolvere la questione».
I Medici in Formazione Specialistica afferenti alla Facoltà di Medicina e Chirurgia di L'Aquila sono quasi 450 che lavorano quotidianamente al San Salvatore dimostrando di avere un ruolo fondamentale per la stessa struttura.


13/03/2008 8.51