Imprudente attacca Cialente: «piano triennale senza novità. E’ solo propaganda»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1147

L’AQUILA. «Il bilancio votato in solitaria unicamente dalla maggioranza tutto è, tranne che innovativo e capace di rispondere alle esigenze della città». Ci va giù pesante il consigliere d’opposizione Emanuele Imprudente (gruppo Idc-Mpa) che parla di «problemi non risolti» e «esigue risorse a disposizione dell’ente».


«E' uno strumento finanziario di mera propaganda», insiste Imprudente, «i cui effetti reali – molti dei quali negativi – si vedranno presto. E a pagarne le conseguenze, purtroppo, saranno i cittadini, che si accorgeranno come le cifre snocciolate dall'Esecutivo e dalla maggioranza di centro sinistra non corrispondono all'effettiva realtà».
Il consigliere si sofferma innanzitutto sulle entrate: «sono stati inseriti 500mila euro in più, rispetto allo scorso anno, nel capitolo delle multe. In altri termini, l'amministrazione attiva intende operare un vero e proprio prelievo dalla tasche dei cittadini attraverso le contravvenzioni».
Per quanto riguarda la paventata riorganizzazione e la riduzione delle società partecipate Imprudente è ancora scettico: «tante chiacchiere in aula, niente di concreto nei documenti».
Sul fronte dei trasferimenti da altri enti, «non ci sono fondi, se non quelli consolidati negli anni» e anche gli investimenti e le spese «non possono soddisfare».
Il Piano triennale delle opere pubbliche «non contiene novità, ma rappresenta una continuazione di quanto messo in cantiere nel precedente mandato».
Altro, «triste» capitolo, quello di staff e consulenze: «la spesa per lo staff non scende affatto, anzi lievita leggermente, e gli incarichi professionali sono ben presenti: 40mila euro per quelli delle attività istituzionali, 27mila per il settore economico finanziario, 30mila per progettazioni e studi delle opere pubbliche, 40mila per quello urbanistico, altrettanto per Informagiovani».
Il consigliere definisce «singolari» i gettoni di presenza e prebende varie per alcune strutture, «che fanno nascere più di una perplessità. 10mila euro per la commissione fitti, 40mila euro per l'Asi (società partecipata che non si riesce a capire quale valore aggiunto abbia portato e porterà al Comune) e – dulcis in fundo – altri 40mila per una commissione che dovrebbe occuparsi dei vincoli decaduti. Difficile dire quale sia lo scopo di questo organismo, che costerà alla collettività 80 milioni di vecchie lire».
12/03/2008 12.26