Sviluppo: firmato protocollo intesa per rilancio Val Vibrata

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Passo decisivo per la conclusione dell'Accordo programma per il rilancio produttivo e occupazionale della Val Vibrata e Valle del Tronto-Piceno.
Al termine della riunione del Cicas (Comitato di intervento per le crisi aziendali e di settore), convocata ieri all'Aquila presso la sede della Regione di Palazzo Centi, è stato infatti trovato un accordo per la stesura di un protocollo d'intesa tra la Regione, i soggetti istituzionali, i sindacati e le associazioni produttive per il rilancio produttivo e industriale delle due aree a cavallo tra l'Abruzzo e le Marche.
«Si tratta - ha spiegato l'assessore al Lavoro che insieme con quello delle Attività produttive ha presieduto la riunione del Cicas - di ripercorrere l'esperienza che la Regione ha adottato per la Valle Peligna, in favore della quale due settimane fa è stato firmato a Roma un Accordo di programma con il ministero dello Sviluppo economico dopo un percorso ben definito. La stessa idea abbiamo intenzione di applicarla sulla Val Vibrata e Valle del Tronto-Piceno».
A differenza di quanto accaduto per la Valle Peligna, nel caso della Val Vibrata l'accordo di rilancio tocca due regioni (Marche e Abruzzo) e due province (Teramo e Ascoli Piceno) e dunque, a livello ministeriale, è necessario un passaggio in più.
Lo stesso protocollo che è stato sottoscritto oggi all'Aquila è stato infatti perfezionato nelle Marche per l'area del Piceno.
«Il prossimo passo - spiegano i due assessori - è la sottoscrizione, entro il mese di marzo, di un'intesa comune al ministero dello Sviluppo economico che contenga le istanze provenienti dai due territori con i protocolli locali firmati. Successivamente, il nuovo Ministro predisporrà l'Accordo di programma partendo proprio dalla sintesi dei due protocolli d'intesa».
Per il protocollo sottoscritto oggi per la Val Vibrata è stata ribadita «la necessità di promuovere e sostenere occasioni di sviluppo produttivo da parte di nuove imprese o processi di ammodernamento e ristrutturazione di imprese preesistenti e radicate nel territorio, valorizzando le specificità del territorio nel settori tessile-abbigliamento-calazaturiero-pelli e cuoio, elettronico, metalmeccanico-automotive-polo del carbonio, agroalimentare e legno per favorire ulteriori investimenti di sviluppo».

11/03/2008 8.47