Amministrative. Votano 26 comuni. Per più di un terzo elezioni anticipate

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Sono 26 i Comuni in Abruzzo dove si voterà per eleggere un nuovo sindaco. Tra i capoluoghi di Provincia toccherà solo a Pescara, tutti gli altri comuni hanno meno di 15 mila abitanti.
Per dieci amministrazioni su ventisei si tratta di un voto forzato: la giunta e il consiglio comunale, dovranno infatti essere rinnovati per motivi diversi dalla scadenza naturale.
Si parla quindi di governi caduti che non hanno retto cinque anni di stabilità o comuni che hanno bisogno di eleggere un nuovo primo cittadino a causa di motivi di forza maggiore, come la scomparsa del proprio rappresentante, come nel caso di San Valentino o Barete.
Entro domenica 16 marzo bisognerà depositare le liste complete dei candidati.
Nella provincia di Chieti si voterà a Fallo, che conta appena 126 residenti, Francavilla al Mare che saluterà il sindaco uscente Roberto Angelucci che non potrà ricandidarsi perché già amministratore per due legislature consecutive, Frisa, Pennadomo, Pizzoferrato, Torino di Sangro.
In provincia de L'Aquila si voterà a Barete dopo la scomparsa del primo cittadino Enzo Di Giorgio, a Carsoli, Castellafiume, Pescasseroli, San Benedetto dei Marsi, Scanno e Sulmona, dopo la caduta del sindaco Franco La Civita e il conseguente commissariamento.
In provincia di Pescara, oltre che a Pescara, si voterà a Bussi (dopo la caduta di novembre del sindaco Marcellino Maria Chella), Cepagatti e Nocciano, Pianella e Roccamorice e San Valentino. Anche in quest'ultimo comune si torna alle urne dopo la morte del sindaco Giannino Ammirati. A Roccamorice, invece, si dovrà scegliere un nuovo governo dopo che l'amministrazione di centrosinistra non ha retto alla guerra fratricida del Pd.
In provincia di Teramo si andrà alle urne nei comuni di Alba Adriatica e Atri (dove sono cadute le amministrazioni), Castilenti, Civitella Del Tronto, Controguerra e Notaresco.

10/03/2008 10.57