I candidati del Pd ai blocchi: «senza porcellum avremmo vinto di sicuro»

Alessandro Biancardi

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I candidati del Pd ai blocchi: «senza porcellum avremmo vinto di sicuro»
ABRUZZO. «Al Senato si può ripetere la situazione dell'altra volta, magari rovesciata, questo rischio c'é, ma non cambia niente». Lo ha detto il presidente del Senato uscente Franco Marini, questa mattina a Pescara parlando della legge elettorale, durante il suo intervento nel corso della presentazione delle liste del Pd alla Camera e al Senato in Abruzzo.
Marini ha ribadito che a causa dell'attuale legge elettorale «non c'é stabilità per poter fare azioni di governo efficaci. Noi - ha detto - abbiamo fatto di tutto per farla passare. Il presidente Napolitano era determinato e io ho accettato il governo finalizzato alla legge elettorale, ma non c'erano le condizioni. Noi dobbiamo rimetterci le mani, spero almeno, per questa - ha concluso - e per le riforme costituzionali che erano in discussione alla Camera».
La piccolissima sala 4 del cinema Massimo non è riuscita a contenere i supporters dell'esercito di candidati che si appresta ad espugnare Camera e Senato.
Il Pd ha fatto festa e si è detto fiducioso di dar vita alla «politica dei fatti».
Sono sette i candidati al Senato con in testa Franco Marini: Giovanni Legnini, Pina Fasciani, Giorgio D'Ambrosio, Giuseppe Di Luca, Paola D'Ascanio De Rubeis, Moreno Di Pietrantonio.
I candidati in corsa per la camera nelle consultazioni del 13 e 14 aprile sono capeggiati dal ministro Livia Turco: Giovanni Lolli, Lanfranco Tenaglia, Tommaso Ginoble, Vittoria D'Incecco, Emanuela Loretone, Angelo Bucciarelli, Benito Marcanio, Silvana D'Alessandro, Maria Rosaria La Morgia, Francesco Mastromauro, Vania Petrucci, Velia Nazzarro, Filippo Benucci.

A dettare le linee guida della politica del Pd è stato ancora Marini che nel suo intervento ha sottolineato come ci sia bisogno di sviluppare «una forte governabilità e dare stabilità all'azione politica».
«Sarei stato più tranquillo di poter conquistare la governabilità con queste elezioni se avessimo potuto cambiare la legge elettorale. Ma la legge elettorale - ha aggiunto Marini - è questa, dei limiti li ha, ma spero che la saggezza del popolo italiano sappia scegliere bene, perché c'é esigenza di stabilità, di iniziativa delle istituzioni».
«L'economia italiana è sana - ha proseguito -, l'impresa è capace di cambiare, nel 2007 sono aumentate le esportazioni. Però ristagna questa capacità di guida del settore pubblico e della politica. Questo dobbiamo fare noi - ha concluso - e speriamo di farci capire bene nel rapporto con gli elettori».
Il ministro Livia Turco ha parlato della sanità in Abruzzo con parole rassicuranti per chi al governo deve bussare per chiedere altri fondi per colmare i debiti accumulati.
«Per finanziare gli investimenti della sanita' nella Regione Abruzzo, sono a disposizione, immediatamente utilizzabili, 304 milioni di euro», ha detto Turco, «sono contenta- ha detto - che sia arrivato al ministero l'accordo di programma sul quale stiamo lavorando per ammodernare gli ospedali e mi auguro che nello Stato-Regioni del 20 prossimo gia' si possa portare un primo stralcio di questo importante accordo di programma».
In campagna elettorale il ministro della Salute parlerà dei risultati raggiunti dal governo per la sanità.
«Abbiamo investito molto nella sanità pubblica - ha detto oggi a Pescara - e sono molto contenta di parlare dei tanti fatti prodotti per migliorare la sanità pubblica e che sono poco noti».
Turco, che guida la lista del Pd in Abruzzo per la Camera, ha sottolineato che «in due anni abbiamo aumentato le risorse per i livelli essenziali di assistenza da 90 miliardi a 102 miliardi, in due Finanziarie, e aumentato le risorse per gli investimenti nella sanità, per ammodernare la rete ospedaliera, le tecnologie, per le case per la salute, passando da 17 a 23 miliardi, e questo ha significato un beneficio per la Regione Abruzzo».

07/03/2008 14.51