Verini (Ld):«il Piano sanitario sacrifica ancora una volta L’Aquila»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. «Sono molto deluso ed amareggiato. Il Piano Sanitario Regionale non ha accolto due importanti emendamenti a favore dell’Università di Medicina e della sanità aquilana. Avevo proposto l’istituzione dell’unità complessa di Ematologia presso il San Salvatore, che già dispone delle risorse umane e strumentali nella specialità, ma il Consiglio ha inspiegabilmente respinto il mio emendamento che, tra l’altro, non avrebbe comportato particolari aggravi di costi» L’UGL CHIEDE FATTI SULLA SANATRIX FRENTANIA PROVINCIA:«RESTITUIREMO I CERTIFICATI ELETTORALI»
Pollice verso del Capogruppo dei Liberaldemocratici in Consiglio regionale, Antonio Verini, sul piano sanitario approvato l'altra sera.
«Ma ancora più grave ed incomprensibile», sostiene Verini, «è il mancato rispetto di precisi obblighi di legge sull'azienda integrata Ospedale-Università, la cosiddetta aziendalizzazione. La mancata costituzione dell'Azienda integrata avvia di fatto il depotenziamento della Facoltà di Medicina aquilana a favore di quella di Chieti-Pescara che, a differenza di quella aquilana, è già clinicizzata e quindi non risentirà della decisione di rinviare i termini dell'aziendalizzazione al 31.12.2009».
«La Regione ha scritto un'altra brutta pagina contro L'Aquila e le aree interne. Il Piano Sanitario», spiega Verini, «ha formalmente previsto l'aziendalizzazione, ma ne ha ipocritamente fissato i termini al 31.12.2009. Dico ipocritamente perché nella primavera 2010 si andrà al voto, e nessuna giunta regionale affronterà la questione nei mesi precedenti le elezioni. In definitiva, la questione dell'aziendalizzazione è stata definitivamente accantonata dalla Giunta, e la palla rinviata al prossimo governo regionale».
«Il mancato avvio dell'Azienda integrata», sostengono i Ld, «comporterà gravissimo danno allo svolgimento dell'attività istituzionale della nostra Facoltà di Medicina. L'aziendalizzazione avrebbe permesso di accedere a ulteriori finanziamenti di fonte ministeriale, quindi aggiuntivi rispetto a quelli regionali. Inoltre, l'azienda integrata Ospedale-Università doveva essere avviata già da tempo, perché garantisce ai docenti universitari il diritto-dovere allo svolgimento di attività assistenziale inscindibile dall'attività didattica».
«Al contrario, la mancata aziendalizzazione comporterà una forte incertezza didattica e gestionale per la Facoltà di Medicina».

Intanto dopo le polemiche di giorni scorsi sul futuro della clinica Sanatrix i sindacati sollecitano qualche fatto concreto.
La clinica di proprietà dell'imprenditore Vincenzo Angelini dovrebbe essere ceduta all'imprenditore Vittorini.Il problema irrisolto riguarda 12 dipendenti.
«Dopo aver assistito per giorni al cocktail farsesco di: ultimatum; rinvii; assenze ingiustificate; petizioni pro o contro qualcuno; addii e ritorni», dice L'Ugl, «siamo, purtroppo al punto di partenza. Dodici tra medici e paramedici sono da ormai 40 giorni esclusi dal ciclo produttivo e senza alcuna certezza per il loro futuro. Dopo tante …parole…parole….parole, proferite da tutte le istituzioni chiediamo un fatto concreto che ridia la giusta dignità umana e lavorativa ai 12 dipendenti ed alle loro famiglie che sono le vere ed uniche vittime di questa vicenda».
«Avendo constatato», continua L'Ugl, «la formale volontà dell'arch. Vittorini "di assorbire gli accreditamenti della società Sanatrix, accorpandoli con l'attività sanitaria di Villa Letizia garantendo la salvaguardia dei livelli occupazionali…", abbiamo chiesto al Sindaco Cialente di convocare un incontro al quale dovranno partecipare: l'assessore Mazzocca; il manager Marzetti e lo stesso Vittorini. In data odierna, abbiamo, inoltre, chiesto con urgenza un incontro alla proprietà della Sanatrix Srl per sapere che intenzioni abbia nei confronti dei lavoratori in odore di licenziamento».

06/03/2008 11.14

FRENTANIA PROVINCIA:«RESTITUIREMO I CERTIFICATI ELETTORALI»

«Il Piano Sanitario Regionale appena approvato che prevede per il
31/12/2009 4 Asl provinciali ha sancito definitivamente la sede delle stesse nei capoluoghi di provincia. Una sveltina dell'ultimo secondo ha trasformato le future Aziende Sanitarie di Lanciano, Vasto, Chieti e Avezzano, Sulmona, L'Aquila rispettivamente in Chieti, Lanciano, Vasto e L'Aquila, Avezzano, Sulmona».
Protesta anche l'associazione lancianese Frentania Provincia contro l'accorpamento delle Asl e la cancellazione di fatto di quella di Lanciano-Vasto.
«Una grave ingiustizia», spiega Giuseppe Valente,«in quanto Chieti e L'Aquila saranno anche sedi delle aziende ospedaliere. Una soluzione pasticciata in cui si prevede per le città di Chieti e L'Aquila un ruolo assolutamente non giustificato, in termini sia numerici che di pianificazione sanitaria del territorio, con la presenza sia delle Aziende Ospedaliere Universitarie che delle rispettive sedi delle Asl Provinciali.
Una decisione che sancisce quali sono le aree forti e le aree deboli della nostra Regione o ancora meglio le aree amiche e le aree nemiche, elettoralmente parlando. Non si governa fomentando il campanile e le divisioni tra territori, bensì cercando una soluzione condivisa che sia garanzia di sviluppo ordinato di un'intera regione. Questo non è stato fatto ed il governo regionale e la sua maggioranza ne pagherà le conseguenze elettoralmente parlando».

06/03/2008 14.06