Verzella (Rc): «costretti a lavorare senza conoscere le carte»

Alessandro Biancardi

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CITTA' SANT'ANGELO. Documenti ufficiali richiesti dai consiglieri comunali che però non arrivano. E' accaduto a Città Sant'Angelo e la storia la racconta Giancarlo Verzella di Rifondazione Comunista.

Tutto è partito dall'iniziativa del consigliere d'opposizione di verificare il pagamento della tassa sui Rifiuti solidi Urbani (Tarssu).
«Volevo sollecitare una verifica anche per gli anni passati», spiega Verzella, «soprattutto sulle grandi utenze e così ho chiesto al sindaco, con lettera in data 14 gennaio di quest'anno, copia del ruolo Tarssu del 2004, nonché copia delle Determine Dirigenziali al fine di seguire costantemente l'andamento dell'attività degli Uffici».
Ma non sono arrivate buone notizie. «Il sindaco», racconta ancora il consigliere di Rc, «invece di rispondere alle mie richieste di persona, (come impone e prescrive l'art.43, comma 3, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 recante "Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali") mi ha fatto rispondere dal vice segretario vicario, il quale, con nota del 31 gennaio, mi ha negato l'accesso agli atti sulla base di una disposizione ( art. 24, comma 1, lettera b e comma 3, della legge 241/1990) che regola il diritto di accesso dei privati cittadini agli atti del Comune ignorando che il sottoscritto aveva chiesto l'accesso quale consigliere comunale e non in qualità di privato cittadino».
La nota specifica anche che contro il provvedimento di diniego il consigliere potrebbe presentare ricorso al tribunale Amministrativo Regionale ovvero rivolgersi al Difensore Civico Regionale.
Ma questo documento mai mostrato non sarebbe stato solo l'unico indizio di una mancata trasparenza, obbligatoria per legge.
«Ho chiesto anche al Dirigente dell'Ufficio Tecnico Comunale ed alla Dirigente dell'Ufficio Economico e Finanziario di poter prendere visione dei rispettivi registri delle "determine", cioè degli atti a firma dei Dirigenti stessi. Anche in questo caso mi è stata negata la possibilità di visionare i registri richiesti» Eppure anche in questo caso la legge è chiara e prescrive: «I consiglieri comunali e provinciali hanno diritto di ottenere dagli uffici, rispettivamente, del comune e della provincia, nonche' dalle loro aziende ed enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all'espletamento del proprio mandato. Essi sono tenuti al segreto nei casi specificamente determinati dalla legge».
Per formare il Bilancio, che i consiglieri devono votare, «bisogna conoscere a quanto ammontano le tasse che si pagano nel Comune e chi le paga», sostiene Verzella. «Altrimenti c'è il concreto rischio che qualcuna paga per se e per gli altri ed altri (i furbi?) che non pagano affatto. Il sindaco ritiene che i Consiglieri devono votare il bilancio senza conoscere gli atti che formano il bilancio stesso?
Perché non ha risposto con lettera a sua firma? Perché nega la visione dei registri e nega gli atti ? C'è qualcosa da nascondere?»

21/02/2008 9.53