Pelino(Fi) firmataria della proposta di legge contro la violenza sessuale

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Istituire sul territorio nazionale case-rifugio, una sorta di "Istituti Sos", dove accogliere le vittime della violenza in famiglia.
Oltre sette milioni sono in Italia secondo l'Istat, le donne che hanno subito e subiscono violenze a sfondo sessuale, ma solo, una minima parte di questi odiosi reati vengono denunciati, anche perché per lo più avvengono in famiglia.
Questa una delle novità della proposta di legge 3386, presentata ieri a Montecitorio dall'onorevole Paola Pelino di Forza Italia prima firmataria della proposta che mira a potenziare le misure contro la violenza sessuale.
Il provvedimento composto da nove articoli potrebbe essere inserito nel prossimo programma elettorale del Popolo Della Libertà sulla sicurezza.
«La pdl intende apportare una modifica all'articolo 609-bis del codice penale – ha sottolineato la parlamentare azzurra – secondo il quale c'è violenza sessuale quando sussiste la "costrizione" secondo la proposta, invece, basterebbe il "non consenso" della vittima per far scattare la violenza con l'attuazione chiaramente di pene più severe tutelando il diritto di libertà sessuale».
La proposta di legge inoltre prevede: l'adeguamento dell'istruzione delle forze dell'ordine, l'istituzione di "nuclei specializzati" nei pronto soccorso contro la violenza in cui siano anche presenti figure come lo psicologo e il ginecologo ed infine l'istituzione di corsi didattici avanzati di Educazione Civica, improntati al maggior rispetto tra i sessi.
Altro punto di novità, l'istituzione delle case-rifugio quale servizi dedicati in particolare alla prima emergenza. Inoltre, sono previste pene aggravanti per la violenza in gravidanza e le coppie di fatto sono citate esplicitamente nella nuova legge per l'applicazione delle norme antiviolenza.
«Un provvedimento questo che spero possa essere prioritario nella prossima legislatura – ha concluso la Pelino – una battaglia da proporre non solo alle donne di centrodestra e che metteremo come primo punto della nuova agenda politica».
La proposta ha già la firma di Isabella Bertolini e Mara Carfagna e Patrizia Paoelletti Tangheroni.

21/02/2008 9.51