Verini (Ld) chiede le dimissioni dei vertici di Abruzzo Lavoro

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. I Liberaldemocratici hanno presentato un'interrogazione alla Giunta regionale sulle politiche per il lavoro, chiedendo le dimissioni del direttore dell'ente strumentale Abruzzo Lavoro. «Il riequilibrio territoriale», spiega Verini, «predicato nei documenti di programmazione, non viene realizzato nei fatti».
Verini ha presentato un'interrogazione urgente alla Giunta regionale per sapere «quali misure aggiuntive si vogliano porre in essere per le aree geografiche a basso tasso di occupazione, corrispondenti ai comprensori aquilano, sulmontino e dell'alto Sangro».
Inoltre Verini chiede quale sia «l'effettiva utilità dell'Ente strumentale Abruzzo Lavoro, considerata la scarsa attenzione della direzione di tale Ente per le aree interne nonché la totale inefficacia delle strumentazioni finora proposte sempre dal suddetto Ente per il superamento degli squilibri del mercato del lavoro su base geografica».
Proprio per questo Verini chiederà «provocatoriamente» alla Giunta regionale di modificare la denominazione di Abruzzo Lavoro in Pescara Lavoro e chiederà realmente le dimissioni del direttore della struttura.
«Questo Ente strumentale dovrebbe perseguire, per le sue competenze, lo sviluppo armonico dell'Abruzzo; invece ha sede soltanto a Pescara, opera prevalentemente per Pescara, utilizzando risorse e consulenze esterne che insistono per lo più nell'area costiera. Occorre dunque una seria riflessione – conclude Verini - sulla attuale direzione dell'Ente, a nostro parere del tutto insoddisfacente, e che in futuro dovrà essere al servizio di tutto l'Abruzzo».
«Gli ultimi dati statistici», continua l'esponente dei Liberaldemocratici, «mostrano senza ombra di dubbio il progressivo impoverimento delle aree interne, colpite dal duplice fenomeno dell'invecchiamento della popolazione e da gravi crisi aziendali».

19/02/2008 9.32