Il centrodestra in affanno: non trova il suo candidato sindaco

Alessandro Biancardi

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Il centrodestra in affanno: non trova il suo candidato sindaco
AMMINISTRATIVE DI PESCARA. PESCARA. Ancora fumata nera nel centrodestra pescarese per la scelta del candidato sindaco. Fine settimana denso di incontri e abboccamenti tra le forze di opposizione che sono a questo punto in notevole ritardo nella corsa verso palazzo di città. Pastore non vuole candidarsi e punta al Senato. Su Masci pesa la lite Casini- Berlusconi. Pagano e Albore Mascia non convincono troppo.
Se per il Pd è già piena campagna elettorale e il leader nazionale Veltroni ha già fatto il suo comizio in piazza, il Pdl è ancora in alto mare.
I rallentamenti e i ritardi sono dovuti principalmente alle vicende nazionali e alle ultime decisioni di Pierferdinando Casini che hanno portato di fatto l'Udc fuori da Partito delle Libertà di Berlusconi e Fini.
Cosa si deve fare a livello regionale?
Seguire lo stesso schema o si può gareggiare tutti insieme appassionatamente? L'ultima risposta, si sa, deve arrivare dai vertici del partito.
Il problema principale per una candidatura pescarese allo scranno di sindaco deriva dal fatto che la rosa dei nomi sembrerebbe essersi ridotta a tre: Carlo Masci (Udc), Nazario Pagano (Fi) e Albore Mascia (An).
Ma su tutti e tre ci sono problemi in vista.
Andrea Pastore (Fi) avrebbe rifiutato per l'ennesima volta la candidatura e sarebbe più propenso a ritornare in Senato. Lui non ci pensa proprio ad amministrare Pescara, l'idea non lo alletta ma non è detta ancora l'ultima parola. Infatti potrebbe arrivare un diktat da Roma che potrebbero "obbligarlo" a correre contro D'Alfonso.
In realtà una intesa di massima era già stata trovata nei giorni scorsi.
Le convergenze erano cadute sul nome di Carlo Masci (responsabile provinciale dell'Udc) che adesso, però, proprio per via delle scaramucce Berlusconi- Casini, è nuovamente saltato.
Masci potrebbe però sempre scegliere una nuova casacca (così come fece all'epoca della prima candidatura) e decidere quindi di ripassare nuovamente in Forza Italia (da cui scappò a sconfitta avvenuta sbattendo la porta).
Per molti Masci è l'avversario ideale di D'Alfonso, e una sua possibile discesa in campo aprirebbe una sfida già vista cinque anni fa.
Non ci sarebbero invece consensi sufficienti per Pagano e Albore Mascia che comunque rimangono in corsa nel caso Masci ottenga indicazioni ben precise dal suo partito e dunque debba correre da solo.
Il tempo stringe e queste indecisioni non fanno bene alla coalizione che non si dimostra sufficientemente convinta e aggressiva.

18/02/2008 12.22