Veltroni inizia con l'Abruzzo:«il Pd risale a velocità impressionante»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. E' arrivato ieri mattina in Piazza Salotto a bordo del suo pullman verde super accessoriato. Walter Veltroni ha così inaugurato il suo giro elettorale in 110 province. «Ho cominciato da qui perché Pescara porta bene», ha detto alla folla. E ai pescaresi: «convincete almeno 5 elettori a votare per noi». IDV: «PER PESCARA VOGLIAMO UN SINDACO PER 5 ANNI» LA "COSA ROSSA" RINUNCIA AL SIMBOLO, ALTERNATIVA COMUNISTA NO



PESCARA. E' arrivato ieri mattina in Piazza Salotto a bordo del suo pullman verde super accessoriato. Walter Veltroni ha così inaugurato il suo giro elettorale in 110 province. «Ho cominciato da qui perché Pescara porta bene», ha detto alla folla. E ai pescaresi: «convincete almeno 5 elettori a votare per noi».


IDV: «PER PESCARA VOGLIAMO UN SINDACO PER 5 ANNI»


LA "COSA ROSSA" RINUNCIA AL SIMBOLO, ALTERNATIVA COMUNISTA NO



Ottimista, sorridente e lapidario. Walter Veltroni oggi è il candidato premier del Partito Democratico e pare proprio che queste elezioni le voglia vincere.
Ha cominciato il suo pellegrinaggio elettorale (lungo 12 mila km) in Abruzzo, ieri mattina, salendo sul palco di una Piazza Salotto.
Più di 4 mila persone ad ascoltarlo: non sono mancate bandiere e cartelli in stile campagna elettorale americana e quello slogan "si può fare" ormai preso in prestito da Barak Obama.
Sul palco, insieme al sindaco D'Alfonso, anche il presidente Ottaviano Del Turco (fischiato dagli ambientalisti che si oppongono al Centro
Oli) e gli alti vertici romani del partito Ermete Realacci e Dario Franceschini.
«Il Pd sta risalendo con una velocità impressionante», ha assicurato Veltroni. «Non do sondaggi, potete guardare i giornali ma la distanza che ci divide è di sei punti che divisi per due fa tre.
Vorrei dire che in una settimana abbiamo recuperato un po' più di due punti"».

«Siccome sono scaramantico ho voluto far ripartire la mia sfida da Pescara», ha detto ancora il leader del Pd, «perché ogni volta che siamo partiti da qui abbiamo vinto le elezioni». E la folla lo ha acclamato.
«Un quotidiano oggi (ieri per chi legge, ndr) mette l'Abruzzo fra le regioni indecise, tra quelle in bilico tra centrosinistra e centrodestra. Abruzzo indeciso? Fate un po' voi... io più che fare 12 mila km sul territorio non posso», ha indicato ai presenti. «Col vostro lavoro, con lo spirito di innovazione che ci portiamo dietro, ora spetta a voi. Basta poco - ha insistito pungolando la piazza - la politica deve tornare ad essere donazione di se stessi, forma di scambio umano. Tornate a divertirvi parlando di politica».
Poi ha chiuso dando la sua ricetta agli elettori del Pd presenti a Piazza Salotto: «Cercate di convincere almeno 5 elettori a votare Pd, magari non tutti gli stessi 5 – ha terminato nell'ilarità generale - quindi sparpagliatevi».

FISCHI PER DEL TURCO

Quando il segretario del Pd ha nominato Ottaviano Del Turco, presidente della Regione Abruzzo ed esponente del Pd, tra la gente assiepata sotto le transenne è salito qualche fischio, unico momento di dissenso dell'intera mattinata.
La contestazione è partita dai rappresentanti delle associazioni che si oppongono alla realizzazione del Centro Oli Eni di Ortona.
«Io sono qui con Walter Veltroni per dare vita, come lui ha detto, ad un ambientalismo del 'si': quei fischi, pochi, sono degli ambientalisti del 'no'», ha chiuso brevemente l'incidente Del Turco, che ha dato pochissimo peso all'accaduto.
I manifestanti, sparpagliati tra la folla, hanno innalzato cartelli contrari al progetto: in uno striscione c'era scritto "Il turismo muore nell'Abruzzo canaglia dei petrodollari".

L'INCONTRO CON ALESSANDRINI

Veltroni ha incontrato ieri anche Marco Alessandrini, figlio del magistrato ucciso nel '79 dai terroristi di Prima Linea e si schiera dalla parte delle vittime.
L'incontro è avvenuto nel palazzo della provincia di Pescara. «Il terrorismo», ha detto Veltroni, «è stato uno degli errori peggiori.
Emilio Alessandrini è una di quelle persone cadute perché facevano il loro dovere».
Il leader del Pd ha sottolineato che «non c'é violenza buona o cattiva, tutta la violenza è da condannare e anche se abbiamo ascoltato analisi sociologiche io dico che non esiste alcuna violenza che può essere giusta».
Seduto al fianco del figlio del magistrato ucciso, Veltroni si è lasciato andare ad un ricordo personale, ricordando come anche lui è rimasto orfano quando era bambino. «Entrambi - dice a Marco Alessandrini - abbiamo convissuto con un'assenza.
Certo la mia era un'età dei dolori facili essendo molto piccolo ed il caso ha voluto che in questa sala ci sia il medico che cercò di salvare mio padre».

A PRANZO CON FAMIGLIA 'TIPICA' ITALIANA

A ora di pranzo Veltroni non ha rinunciato ad una iniziativa che aveva inaugurato a Torino quando fece il discorso per accettare la candidatura alla leadership del Pd: il pranzo con una famiglia italiana.
A Pescara Veltroni ha scelto la tipica famiglia italiana con un reddito medio-basso e a Via Scesa è stato ospitato dalla famiglia Presenza, composta da Bruno, insegnante di matematica, dalla moglie Maria Grazia Romanelli, insegnante di italiano, da due figlie studentesse Mariangela e Federica e dalla nonna Anna.

LE PROSSIME TAPPE

Oggi pomeriggio alle 15,30 Veltroni sarà a Santa Maria Imbaro, sede istituto Mario Negri sud. Alle 18 arriverà al Teatro comunale di Teramo dove incontrerà 9 associazioni imprenditoriali locali (Confindustria Teramo, Api Teramo, CNA, Casartigiani, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Cia e Coldiretti) .
I rappresentanti delle associazioni esporranno i problemi inerenti l'economia locale e gli consegneranno un documento nel quale sono indicate le priorità per lo sviluppo del territorio.
Alle 21 appuntamento a L'Aquila al cinema Massimo.

18/02/2008 9.31

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IDV: «PER PESCARA VOGLIAMO UN SINDACO PER 5 ANNI»

Tavolo tecnico sì con il Pd ma con molte riserve. L'invito arrivato da Di Pietro a Costantini di tentare una unione di intenti con il Partito Democratico sta agitando un po' gli animi.
Bruno Celupica, coordinatore provinciale Idv, ha fatto intendere che non saranno loro ad assecondare le volontà del Pd, ma sarà il Pd a dover accettare regole chiare per correre insieme.
L'invito di Di Pietro, sottolinea Celupica, «viene accolto con senso di grande responsabilità ma il maggior sforzo deve essere prodotto dal Partito Democratico a creare le condizioni per riconfermare un successo elettorale».
Così il partito avanza le proprie richieste: «vogliamo un sindaco che governi per 5 anni, che prosegua quanto di buono questa amministrazione ha fatto; che ripensi quanto di dubbio c'è stato, che l'Italia Dei Valori ha sempre evidenziato e criticato costruttivamente proponendo soluzioni più rispondenti alle aspettative della città e del più diffuso interesse pubblico».
I prossimi saranno giorni decisivi per scoprire se Costantini "obbedirà" alle indicazioni giunte da Roma o se, a livello locale, l'unione non sarà fattibile.

18/02/2008 9.37

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LA "COSA ROSSA" RINUNCIA AL SIMBOLO, ALTERNATIVA COMUNISTA NO

La Sinistra Arcobaleno ha cancellato la falce e martello dal proprio simbolo per le elezioni del 13 e 14 aprile confermando così la deriva moderata e governista e la prospettiva di diventare la gamba di sinistra di una futura alleanza col Pd di Veltroni.
Ma il simbolo di decenni di lotte del movimento dei lavoratori non scomparirà dalla scheda elettorale: Alternativa Comunista (scissione del Prc) ha definito le proprie liste e sta iniziando in questi giorni, in tutte le piazze e davanti alle fabbriche, la raccolta di firme per poter presentare in ogni circoscrizione programma e simboli comunisti e la battaglia per una opposizione di classe a entrambi i poli dell'alternanza.

Le liste di Alternativa Comunista sono composte da operai, giovani, precari. Candidata presidente è una donna, Fabiana Stefanoni, 31 anni, insegnante precaria, coordinatrice nazionale del Comitato "via le truppe" (che negli scorsi mesi ha raccolto decine di migliaia di firme per il ritiro delle truppe italiane da tutti i fronti di guerra).

18/02/2008 9.41