Di Pietro spinge Costantini tra le braccia di D'Alfonso

Alessandro Biancardi

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PESCARA. A un mese e mezzo dalle elezioni i leader di partito arrivano in città per sostenere i propri candidati. Ieri è stata la volta di Antonio Di Pietro (Idv), domani il giorno di Walter Veltroni che arriverà a bordo del suo pullman ecologico e comincerà proprio da Pescara il suo giro d'Italia in 110 tappe. Intanto l'Udc assicura: «avremo un senatore abruzzese». IN ABRUZZO ANCHE STORACE E ANGIUS
Ieri il ministro Di Pietro ha annunciato che alle politiche il suo partito correrà con il Pd e ha chiesto a Costantini di fare altrettanto.
O meglio, per il momento da Roma è arrivato il "consiglio" di tentare almeno un avvicinamento con il candidato D'Alfonso.
E Costantini che sembrava deciso a correre da solo ha spiegato che siederà a questo tavolo tecnico per trovare un accordo.
Se ieri, quindi, Maurizio Acerbo aveva addirittura invitato D'Alfonso a non candidarsi, Costantini non sembra proprio della stessa opinione e si dichiara pronto a raggiungere un accordo.
Spesso tra i due consiglieri si è sviluppata una intesa e si pensava che i due partiti potessero stringere alleanze proprio in vista delle elezioni, così come è accaduto sette mesi fa a Montesilvano quando Rc e Idv hanno corso insieme.
«L'Italia dei Valori insieme al Pd vuole costruire un futuro di governo e di buon governo per il paese in un sistema bipolare che si sta creando in tutto il mondo», ha detto ieri Di Pietro che si è soffermato sull'intesa con Veltroni.
«Da parte nostra c'é stato un atto di coraggio e umiltà, mettendo in discussione noi stessi per portare in Parlamento un gruppo unitario con una sola voce - ha insistito».
E anche per questo «bisogna trovare un accordo sulle prossime amministrative a Pescara e l'Idv lo deve trovare con il Pd».
Quale sarà il prossimo passo?
«Si metteranno con i piedi sotto il tavolo, Carlo Costantini, Luciano D'Alfonso e tutti gli altri per vedere come costruire la squadra, chi deve governare la squadra. Da parte mia», ha detto Di Pietro, «sarebbe scorretto fare arrivare da Roma l'indicazione. La responsabilità, la maturità politica, professionale e personale di Costantini e di quelli del Pd risolveranno questo problema e aiuteranno Pescara a trovare un buon governo».
E Costantini che pensa?
Lui è stato chiaro: «il partito me lo chiede ed io lo farò».
Il confronto partirà già nei prossimi giorni: «in questo mese e mezzo che manca alle elezioni saranno poste da parte nostra delle condizioni per quanto riguarda il programma».

DA PESCARA INIZIA LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VELTRONI

Partirà domani il tour elettorale che attraverserà le 110 province italiane per un totale di 12.650 chilometri a bordo di un pullman, verde come l'obiettivo di vincere le elezioni e molto eloquente già negli slogan stampati in bianco e rosso lungo le fiancate: "L'Italia viva è una Italia moderna. Si puo' fare".
Il viaggio comincia domenica: appuntamento alle 8 alla sede del Pd, a Roma, per staff e giornalisti, che potranno seguire la campagna elettorale itinerante a bordo di un secondo pullman, ecologico come il colore dominante.
E via verso la prima tappa, Pescara , dove il leader del Pd unirà l'ascolto di simpatizzanti e cittadini ad un'abitudine fissa: il pranzo con una famiglia per arrivare, 45 tappe e molti racconti dopo, ad avere uno spaccato del paese.
Il tour avrà poche pause ed è per questo che il bus del leader è stato attrezzato con computer, telefoni e un ufficio ad hoc per gestire a distanza i problemi che arrivano da Roma.
E siccome anche Veltroni è cosciente del tour de force, è stato predisposto uno spazio riposo.
Dopo l' Abruzzo , Veltroni sarà martedì in Molise, poi salirà venerdì a Modena, sabato a Rimini e da lunedì 25 febbraio attraverserà le Marche e a seguire Perugia, Arezzo, Siena e via fino a domenica 2 per la Toscana.
Dopo il giro del Nord, spinto dal "Si puo' fare" il segretario del Pd sarà martedì 25 marzo a Palermo e in tre giorni coprirà 9 province siciliane per poi passare in Calabria, in Campania e dal 2 aprile toccherà in due giorni 8 tappe sarde.
Verso gli sgoccioli della campagna elettorale, il segretario del Pd tornerà in Puglia e in Calabria; poi, giovedì 10 aprile sarà a Milano per chiudere la campagna elettorale il giorno dopo a Roma.

UDC: «IN ABRUZZO AVREMO SICURAMENTE UN SENATORE»

Per il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa l'Abruzzo è una di quelle regioni nelle quali il suo partito è sicuro di strappare un senatore.
«Avremo nostri senatori in Puglia, Sicilia, Veneto, Marche, Abruzzo e Sardegna ma ovunque affrontiamo con grande serenità questa campagna elettorale», ha detto ieri Cesa a Bari.
«In Sicilia l'asse Cuffaro-Lombardo è forte. C'é un rapporto molto solido - ha spiegato - tra vecchi amici che la pensano esattamente allo stesso modo. Lombardo (leader del Movimento per l'autonomia, ndr) è un democratico cristiano come noi e penso che questo pesi molto nella nostra scelta, fatta con grande lealtà, di sostenerlo alla guida delle Regione Sicilia».

16/02/2008 9.33

LA DESTRA: STORACE: «PUNTIAMO A ELEZIONE D'ORAZIO IN PARLAMENTO»

Francesco Storace ha lanciato oggi la candidatura alle elezioni politiche per La Destra, in Abruzzo, del consigliere e coordinatore regionale del partito, Benigno D'Orazio.
«In Abruzzo - ha detto Storace arrivato a Pescara - c'é una bellissima classe dirigente. Il lavoro di Benigno D'Orazio è stato eccellente, credo che meriti il riconoscimento non della candidatura, ma dell'elezione in Parlamento.
Naturalmente - ha proseguito - noi impegneremo i nostri leader nella campagna elettorale, ma il punto finale è quello».
Per quanto riguarda le elezioni Politiche Storace, che sarà il candidato Premier per il suo partito, ha confermato la volontà di non allinearsi con il Pdl: «Che c'entriamo noi con la lista "cinica" che mette insieme Fini e Dini, Mastella e magari Cuffaro? Non e' mestiere nostro. Correre da soli non e' una scelta che facciamo perche'
vogliamo fare i gladiatori. Noi chiediamo rispetto e il rispetto passa per il riconoscimento di quei valori che sono rappresentati da un simbolo».

ANGIUS: «NON SONO CANDIDATO PREMIER»

Alle prossime elezioni politiche il Partito socialista si presenta con proprie liste e un proprio simbolo. Lo ha annunciato questa mattina a Pescara il senatore Gavino Angius.
«Lo faremo - ha aggiunto - alla Camera e al Senato con liste molto aperte e con candidature anche nuove, che penso saranno la sorpresa delle prossime elezioni».
Angius ha poi aggiunto che non sara' lui il candidato premier e che la sua coalizione ha cercato l'intesa politica e programmatica con il Pd «che e' stata rifiutata. Non si capisce perche' il Pd - ha proseguito
- abbia riservato a Di Pietro il trattamento che ha negato a una forza riformista come quella socialista. E' una spiegazione che dovra' essere data agli italiani. Non abbiamo svenduto la nostra dignita'».
Angius ha assicurato che il Partito socialista mettera' in campo «personalita' forti, rappresentanti del mondo del lavoro, della societa' civile e della cultura».


16/02/2008 15.22